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Zio Paperone e le sette città di Cibola
Cibola
Informazioni generali
Codice Inducks:W US 7-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:Settembre 1954 (Stati Uniti)
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:28
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Dell Comics


"Io non sono un uomo! Sono una piovra che stende i tentacoli ovunque!"
Zio Paperone mentre riflette sull'estensione delle sue attività.

Zio Paperone e le sette città di Cibola (The Seven Cities of Cibola) è una storia scritta e disegnata da Carl Barks nel settembre 1954.

TramaModifica

Tutto va per il meglio per Paperon de' Paperoni, gli affari vanno bene e ormai nessun campo dell'industria sfugge alle sue imprese. Proprio per questo, però, la vita gli sembra sempre più noiosa, senza più emozioni e nessun campo affaristico in cui investire. Almeno così crede il magnate, infatti Paperino e Qui, Quo e Qua invitano lo Zione alla ricerca di frecce indiane nel deserto, che un collezionista pagherà per ben 50 centesimi per ogni pezzo! Dato che i suoi affari non sono mai giunti in quel territorio, Zio Paperone accetta con gioia l'offerta dei nipoti.

Zio Paperone e i nipoti  si recano nel deserto e fin da subito la caccia alle punte di frecce si rivela fruttuosa. Purtroppo i paperi non si accorgono che si sta alzando una tempesta di sabbia e quando se ne rendono conto è troppo tardi. La compagnia vaga nel deserto senza acqua, finché non finiscono casualmente su quello che sembra essere un sentiero indiano, che li porta in un'oasi! Dopo che la tempesta si è placata e i paperi hanno bevuto, i ricercatori di frecce decidono di seguire il sentiero. Improvvisamente uno dei nipotini trova delle antichissime ceramiche che contengono dei gioielli fatti d'oro puro! Più che entusiasmato dalla scoperta, Zio Paperone decide di recarsi da un esperto.

In una città vicina un professore rivela ai paperi che quei gioielli, dato lo stile e l'età, provengono dalle leggendarie sette città di Cibola! Zio Paperone sviene dall'entusiasmo, ma Paperino resta dubbioso sull'esistenza di tale luogo. Tuttavia il professore mostra a Paperino degli amuleti e delle sculture che dimostrano l'esistenza di Cibola, mai vista da nessun uomo bianco. Paperone decide di lanciarsi subito alla ricerca delle città seguendo il sentiero indiano, che con molta probabilità porta alluogo mitico. Purtroppo egli non sa che i Bassotti hanno sentito tutto il discorso sulle sette città e sono pronti a seguirlo.

I paperi, seguiti senza saperlo dai Bassotti, seguendo il sentiero indiano e grazie all'aiuto del manuale delle Giovani Marmotte, attraversano il deserto e il fiume Colorado (dove saggiamente fanno scorte d'acqua). La ricerca continua e i Bassotti, non avendo fatto per la fretta scorte d'acqua nel Colorado, bevono tutta l'acqua dei paperi e i ladri decidono di tornare indietro. Rassicurato che i furfanti non lo seguono più, Zio Paperone decide di proseguire la spedizione, poco importa l'assenza d'acqua. Gli avventurieri continuano a marciare nel deserto allo stremo della sete, finché vedono un galeone spagnolo!

Il galeone non è per niente un miraggio, ma una nave reale comandata dal capitano Francisco De Ulloa, che salpò dalla California nel 1539, secondo il diario di bordo della nave. Il galeone risalì la foce del Colorado alla ricerca delle sette città di Cibola, ma un'enorme marea fece risalire la nave per più di quaranta leghe. Inoltre un terremoto deviò il fiume verso Oriente e quando le acque si ritirarono il vascello rimase lì abbandonato nel deserto. Inoltre nell'ultima annotazione vi è scritto qualcosa di molto interessante: infatti gli spagnoli notarono che guardando dalla prua della nave si poteva vedere degli indiani tutti coperti d'oro uscire da un crepaccio...

I paperi si dirigono verso il crepaccio, attraversano un corridoio di pietra che si apre in un gigantesco canyon che nasconde le sette città di Cibola! Come narra la leggenda, le città sono piene di tutte le richezze favoleggiate! Tuttavia i paperi non osano toccare un enorme idolo di smeraldo, che se fosse spostato (secondo i nipotini) farebbe rotolare un gigantesco masso sferico che farebbe a sua volta crollare tutti i pilastri che sostengono il canyon che nascondono Cibola! Purtroppo per Paperone, i Bassotti sono tornati alla carica e stanno seguendo le tracce degli esploratori!

Intanto i paperi scoprono come gli abitanti di Cibola sono scomparsi grazie a degli ideogrammi scritti su un muro (tradotti col manuale delle Giovani Marmotte): in seguito all'arrivo degli spagnoli, una grande epidemia si diffuse nelle sette città e l'ultimo indiano che andò "nei pascoli del cielo" fu colui che scrisse gli ideogrammi. Purtroppo i cercatori di richezze non hanno tempo per commuoversi per gli indiani, infatti i Bassotti prendono i paperi d'agguato e li murano vivi in una cella, in attesa di decidere il loro destino. I lestofanti si godono le ricchezze di Cibola, ma due Bassotti spostano l'idolo di smeraldo!

Il meccanismo di distruzione si mette in moto, l'enorme masso roccioso sferico fa crollare il canyon e Bassotti e paperi si ritrovano sepolti sotto le rocce. Tuttavia i lestofanti e i paperi riescono ad uscire dall'ammasso di pietre, ma hanno tutti perso la memoria e nessuno di loro s'immagina che sotto quelle rocce vi sia un enorme cumulo di ricchezze. La combricola decide di tornare a Paperopoli, mentre Paperone si dispera d'aver perso le punte di freccia che aveva trovato all'inizio della storia.

AnalisiModifica

Zio Paperone e le sette città di Cibola è una delle migliori cacce al tesoro di Zio Paperone scritta da Carl Barks, che si basa su un mito simile a quello dell'Eldorado, ma che nacque nell'ottavo secolo. Infatti secondo la leggenda, dopo la conquista araba di Merida in Spagna sette vescovi avevano attraversato l'Oceano Atlantico per fondare le mitiche città d'oro. La scoperta del Nuovo Mondo non fece che eccitare la fantasia degli esploratori alla ricerca di Cibola, che si lanciarono in spedizioni fallimentari come Francisco Vázquez de Coronado, che cercò in lungo e in largo le sette città in Nuovo Meessico[1].

L'idea per la storia nacque nel 1954 in seguito all'incontro di Carl Barks con Al Koch (che fa un cameo nella storia), che gli mostrò su un promontorio a Thousand Palms un sentiero indiano. Da quel sentiero, poi ripreso nella storia, nacque Zio Paperone e le sette città di Cibola, a cui fu associata la leggenda della nave abbandonata nel deserto. Infatti molto vegliardi del luogo hanno sostenuto di aver visto tale nave, anche se la sua esistenza non è mai stata provata[2].

Nella storia sono presenti tutti i miglior elementi delle più belle cacce al tesoro di Zio Paperone: un luogo leggendario, una pista al tesoro (facilitata dal manuale delle Giovani Marmotte) e anche i Bassotti. A differenza di altre storie però Paperone non guadagna niente da tale caccia, in quanto ne ha perso la memoria. Inoltre se in molte cacce al tesoro è Zio Paperone a lanciarsi nell'avventura, qui è l'avventura a cercare il magnate. Un magnate che si sente rinchiuso nella sua richezza, che non sembra più fornirgli il divertimento di una volta, deprimendolo leggermente, il che lo rende molto umano agli occhi del lettore.

Ristampe in ItaliaModifica

Fuori dagli Stati Uniti, dove la storia è stata pubblicata 8 volte, Zio Paperone e le setta città di Cibola è stata ristampata 18 volte in Italia.

  • Albi d'oro 55007 - Paperino e il tesoro delle sette città (1955) 
  • Albi della rosa / Albi di Topolino 237 - Paperino e il tesoro delle sette città] (1959)
  • Oscar Mondadori (Oscar Fumetto) 170 - Vita e Dollari di Paperon De' Paperoni (1968)
  • Cartonatoni Disney 2A - Io, Paperino (1971)
  • Cartonatoni Disney 2B - Io, Paperino (1979)
  • Super Almanacco Paperino 17 (1980)
  • Complete Carl Barks 14 (1980)
  • Paperino di Barks collezione ANAF 19 (1984)
  • Club Giovani 12 - Io Paperino - Volume 2 (1984) 
  • Zio Paperone 3 (1988)
  • Donald Duck Special 2 (1989)
  • Paperino 139 (1992)
  • Zio Paperone 83 (1996)
  • Zio Paperone (ristampa) 3 (2001)
  • Disney Time 48 - Vita e Dollari di Paperon de' Paperoni - Speciale 60 anni](2007) 
  • La grande dinastia dei paperi (Corriere della Sera) 8 - 1954 - Zio Paperone e le sette città di Cibola (2008) 
  • Uack! 3 (2014)
  • Raccolta Zio Paperone 2 

La storia è stata inoltre pubblicata in Australia,  Belgio, Brasile, Cile, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Jugoslavia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia.[3].

CuriositàModifica

  • Per questa storia Carl Barks si fece aiutare da sua moglie, Garé, che è responsabile di parte dell'inchiostrazione della storia.
    18-The Seven Cities of Cibola-Uncle-Scrooge

    La distruzione di Cibola da parte dei Bassotti.

  • La sequenza di apertura del film Indiana Jones e i predatori dell'Arca Perduta (Steven Spielberg, 1981), in cui l'archeologo è investito da un gigantesco masso scatenato da una trappola in un tempio, è in parte ispirata a questa storia nelle sequenza dell'idolo di smeraldo[4].
  • In Zio Paperone e le sette città di Cibola, due importanti personaggi di Paperopoli si incontrano per la prima volta: Paperone e Archimede Pitagorico.
  • Secondo i dati INDUCKS, la storia è stata fra le prime dieci migliori storie di sempre; nell'ottobre 2015 figurava ventunesima; poi nettamente calata nella graduatoria, all'inizio del 2018 è per lo più fuori dalle prime 100[5].

NoteModifica

  1. [1] Articolo di Wikipedia
  2. Secondo La grande dinastia dei paperi, volume 8
  3. [2] Dati INDUCKS
  4. [3] Articolo di Wikipedia
  5. Top 100
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