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Zio Paperone e la regina dei dinghi
Paperino e la regina
Informazioni generali
Nome originale:The Queen of the Wild Dog Pack
Codice Inducks:W US 62-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:marzo 1966, Uncle $crooge 62
Prima uscita italiana:25 settembre 1966, Topolino 565
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:24
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Dell



Zio Paperone e la regina dei dinghi (titolo originale, The Queen of the Wild Dog Pack; altri titoli italiani, Paperino e la regina dei dinghi, o, versione meno corretta grammaticalmente, Zio Paperone e la regina dei dingo) è una storia scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta sul numero 62 di Uncle Scrooge del marzo 1966.

TramaModifica

Zio Paperone ha convocato Paperino e i nipotini al Deposito perché si rendano conto dei problemi che lo affliggono periodicamente: il multimiliardario infatti ha ricevuto messaggi d'allarme sulla rendita delle sue imprese da una ventina di diversi paesi del mondo, dall'Australia fino allo Zanzibar. Come se non bastasse, il nervosismo di Paperone è accentuato dal fatto che mentre sta procedendo all'elenco dei suoi problemi finanziari, Quo preferisce rimanere attaccato alla sua radiolina per ascoltare Capellone Joe, un cantante pop inglese alla moda.

Dopo una sfuriata contro la musica commerciale (che fra l'altro è indirettamente responsabile del passivo dei teatri classici di proprietà di Paperone in Inghilterra), lo zione decide di portare i nipoti in Australia, perché lo aiutino a risolvere di persona almeno uno dei suoi problemi.

Nella proprietà di Paperone nel nuovissimo continente, la situazione sembra insolubile: le pecore dell'allevamento del ricco papero scompaiono misteriosamente, probabilmente predate dai dinghi che vivono in libertà nelle praterie, ma la rete metallica della recinzione sembra masticata da mascelle di forza sovrumana e, per di più, le orme dei dinghi non vanno mai oltre un certo limite.

Paperone decide che lui e Paperino, vestiti da montoni, monteranno la guardia all'allevamento la notte successiva. Malgrado questo stratagemma, però, i dinghi riescono a entrare misteriosamente nella recinzione e a portare con sé due pecore. La stessa notte Qui, Quo e Qua, impegnati in indagini per proprio conto indipendentemente dagli zii, scorgono insieme ai dinghi e a dei canguri la sagoma di una ragazza selvaggia.

Il giorno dopo tutti i paperi cercano nuovamente tracce della misteriosa sparizione del bestiame, ma ancora una volta le orme si interrompono senza una spiegazione logica. Sorprendentemente, però, la sagoma femminile sembrerebbe avvicinarsi in quanto attratta dalla voce di Capellone Joe diffusa dalla radiolina che Quo si ostina a portare sempre con sé. I nipotini decidono quindi di preparare una trappola usando come esca la radio a tutto volume. Dopo poco tempo la trappola funziona: la giovane selvaggia viene in effetti presa in una rete metallica, ma ben presto i paperi devono affrontare la ferocia dei dinghi e dei canguri, nonché l'ira della stessa ragazza (che si rivela un essere mostruoso, e non la selvaggia e affascinante bellezza che Paperino aveva sperato, e che non ha troppi problemi nel recidere la rete metallica a morsi).

I paperi sono salvati dalle guardie forestali australiane, che riescono a prendere al lazo la selvaggia e a imprigionarla. Risulta finalmente chiaro il mistero della scomparsa delle pecore: la ragazza, dotata di una poderosa dentatura, era in grado di troncare la recinzione per fare entrare i dinghi e far uscire alcuni capi di bestiame; lei stessa calzava delle zampe di canguro in modo da non lasciare tracce, e aveva addestrato i canguri in modo da trasportare in groppa i dinghi, perché non si vedessero più le impronte di questi ultimi.

Paperone stesso propone di lasciare libera la "regina dei dinghi", perché torni alla vita di sempre a contatto con i cani selvatici e i canguri a cui è affezionata. Ma la ragazza, a forza di ascoltare musica pop, manifesta tratti di maggior mansuetudine, cominciando ad esempio a pettinarsi: non è da escludere che si integrerà nella società occidentale.

AnalisiModifica

Zio Paperone e la regina dei dinghi, cronologicamente una delle ultime storie di Barks, è fra le creazioni del grande autore meno gradite dal pubblico: infatti figura a stento fra le prime 1000 migliori storie Disney della classifica INDUCKS, con una posizione in graduatoria nettamente inferiore a quella della maggior parte delle altre storie lunghe create dall'Uomo dei Paperi.

La storia, in ogni caso, mostra una trama avvincente e un certo ritmo narrativo, e delinea un'interessante figura di "selvaggia": i motivi avventurosi sono stemperati dall'ironia con cui Barks vede un tipico fenomeno di moda come la musica pop degli anni '60. Rimane aperta la possibilità che tramite l'ammansimento della ragazza primitiva grazie all'ascolto del cantante inglese Barks abbia voluto perfino criticare la globalizzazione imposta dalla società anglosassone a culture diverse e da alcuni punti di vista più autentiche, come quella degli aborigeni australiani[1].

Il finale, peraltro, rimane abbastanza insoluto: nessun elemento permette di capire se i dinghi continueranno a depredare il bestiame di Paperone, e se il ricco papero alla fine avrà risolto il suo problema, come generalmente dovrebbe essere previsto in ogni storia avventurosa di stile barksiano.

PubblicazioniModifica

Fuori dagli Stati Uniti, la storia è stata pubblicata dodici volte in Italia:

  • Topolino 565 (1966)
  • Albi della rosa / Albi di Topolino 1019 - Paperino e la regina dei dinghi (1974)
  • Cartonatoni Disney 7 - Noi, Qui Quo Qua (1978)
  • Complete Carl Barks 31 (1980)
  • Paperino di Barks collezione ANAF 58 (1983)
  • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 110 - Fantastico '86 (1986)
  • Zio Paperone 26 (1991)
  • I Grandi Classici Disney 163 (2000)
  • I Grandi Classici Disney 246 (2007)
  • La grande dinastia dei paperi 31 - 1966 - Zio Paperone - Tutto per la concessione (2008)
  • Raccolta Zio Paperone 7
  • Uack! 21 (2015)

Inoltre la storia è stata stampata in Australia, Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Indonesia, Jugoslavia, Norvegia, Olanda, Spagna e Svezia.

NoteModifica

  1. Cfr. il commento di Alberto Becattini contenuto in Uack! 21, pag. 42.
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