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Zio Paperone e la polvere di stelle
Polveredistelle
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 784-B
Sceneggiatura:Rodolfo Cimino
Disegni:Giorgio Cavazzano
Inchiostri:Giorgio Cavazzano
Prima uscita:6 dicembre 1970

Topolino 784

La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:28
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Zio Paperone e la polvere di stelle è una storia scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giorgio Cavazzano, pubblicata per la prima volta in Italia il 6 dicembre 1970 su Topolino 784.

Trama

Zio Paperone vede che Paperino e i nipotini si stanno organizzando per un'escursione cicloturistica nel deserto nei pressi di Paperopoli, e malgrado le perplessità di Paperino, che lo reputa troppo vecchio, decide di seguirli. Paperone si presenta a bordo di un antiquato velocipede e durante la gita dimostra ai nipoti di essere ben più resistente alla fatica di loro.

Tutto procede bene finché i paperi notano una specie di cappa che ricopre il cielo e impedisce di orientarsi sia con il sole che con le stelle. Inoltre scoprono una misteriosa luce proveniente da una collina: Paperone, pensando a un filone d'oro o a un giacimento di preziosi, vorrebbe indagare, mentre Paperino decide di allontanarsi da solo per cercare una via d'uscita, ma si imbatte in un branco di ferocissimi coyote che lo costringono a trovare scampo in una grotta sotterranea.

Nel sottosuolo in cui è capitato casualmente, Paperino scopre l'origine della misteriosa luce - che è emessa da frammenti di minerale, luminosi ma freddi, situati su una roccia a forma di stella - e comunica la sua scoperta allo zio. Quest'ultimo non ritiene la strana "polvere di stelle" abbastanza preziosa per lui e decide di abbandonare il luogo, se non che Paperino, dopo aver desiderato a gran voce dell'acqua avendo ancora fra le dita dei frammenti di polvere, vede materializzarsi una bottiglia.

In pratica, la strana sostanza sembra avere la capacità di esaudire i desideri di chi la tocca. Paperone non perde l'occasione per caricarla tutta negli zaini suo e dei nipoti, immaginando, una volta a Paperopoli, di poterla usare per ottenere strabilianti ricchezze. Purtroppo, la cappa continua a coprire il cielo e a rendere impossibile l'orientamento, e i paperi non sanno come fare per ritrovare la strada di casa; parte della polvere, malgrado le proteste dello Zione, viene usata per ottenere l'acqua e le cibarie strettamente necessarie, ma la situazione sembra irrisolvibile.

Penna Sbilenca, un indiano capitato lì per caso, spiega ai paperi la situazione: potranno salvarsi solo se sacrificheranno tutta la polvere di stelle per ottenere un segnale di orientamento. Le proteste di Paperone sono vane: deve mettere da parte la sua avidità per salvare la vita propria e quella dei parenti. Una volta seguito il consiglio dell'indiano, la polvere si trasforma in una freccia che indica l'uscita dal deserto e tutti riescono a tornare a Paperopoli. Alla fine, Paperino scopre di avere ancora un po' di polvere di stelle fra le dita, e di nascosto dallo zio decide di usarla per un gelato con i nipotini.

Analisi

Zio Paperone e la polvere di stelle presenta moltissime caratteristiche tipiche della produzione di Cimino: la trama non appare troppo logica (l'esistenza stessa della polvere di stelle, la sua provenienza e i suoi poteri rimangono privi di spiegazioni razionali) e privilegia una dimensione fantastica, quasi onirica, e un contenuto morale piuttosto evidente: le forze della natura, in questo caso la misteriosa sostanza, permettono di realizzare desideri semplici e naturali come quelli di Paperino e Qui, Quo, Qua, ma non possono essere piegate all'illimitata avidità di Paperone.

Tipici dello sceneggiatore friulano sono anche l'assenza di personaggi ricorrenti che non siano i cinque principali, la presenza dello straniero saggio portavoce di valori morali, in sintonia con i paperi giovani ma in polemica con Paperone, il ricorso a mezzi di trasporto buffi e strani come il velocipede di cui si serve il multimiliardario.

Curiosità

Velocipede
  • Il velocipede che Paperone usa per partecipare all'escursione con i nipoti è disegnato in maniera paradossale quanto illogica da Cavazzano, con pedali lunghissimi direttamente connessi alla ruota anteriore, che però di fatto non potrebbero permettere alle corte gambe del multimiliardario di effettuare una pedalata completa. Inoltre lo stesso mezzo è fornito di una candela (raffigurata sempre spenta) che ironicamente sarebbe intesa come una versione antiquata del fanalino delle biciclette moderne; tuttavia è ovvio che lo spostamento d'aria prodotto dal movimento del mezzo impedirebbe a una candela di rimanere accesa a lungo.
    • Il velocipede "impossibile" torna nella copertina del n° 1223 degli Albi di Topolino. Non a caso, Marco Rota nasconde il piede sinistro di Paperone nonché il pedale corrispondente, che dovrebbero entrambi trovarsi presso il bordo esterno della ruota.
  • Un'altra storia denominata esattamente Zio Paperone e la polvere di stelle è stata realizzata indipendentemente da Fabio Michelini e da Guido Scala nel 1988 (codice INDUCKS I TL 1724-B).

Pubblicazioni

La storia è stata edita sei volte in Italia:

Sul mercato estero è stata tradotta e pubblicata in Austria, Brasile, Danimarca, Finlandia, Germania, Norvegia, Olanda e Svezia.

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