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Zio Paperone e la moneta del capitano
Monetadelcapitano
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 855-A
Sceneggiatura:Rodolfo Cimino
Disegni:Giorgio Cavazzano
Inchiostri:Giorgio Cavazzano
Prima uscita:16 aprile 1972, Topolino n° 855
La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:37
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"C'è anche un DECUMBALIONE DI CARLOTTA LA RACCHIA!"
Un esperto sulla collezione di monete di Paperone

Zio Paperone e la moneta del capitano è una storia scritta da Rodolfo Cimino, disegnata e inchiostrata da Giorgio Cavazzano, pubblicata per la prima volta in Italia il 16 aprile 1972 su Topolino 855.

TramaModifica

Paperino e i nipotini notano che Zio Paperone è di buon umore: infatti, durante una pausa dei suoi affari, sta giocando al "golf economico" sul prato antistante il Deposito. Purtroppo, un tiro dello Zione colpisce inavvertitamente un passante straniero, che si infuria e sbatte in faccia al magnate uno strano giornale.

Paperone si fa tradurre il giornale da Archimede, capitato casualmente da quelle parti, e scopre che nel lontano paese di Levantizia Aurea è indetto un concorso numismatico: chi potrà presentare la collezione di monete di maggior valore avrà come premio l'equivalente del suo peso in oro. Naturalmente lo Zione parte immediatamente con un sacco delle sue monete più pregiate, ma lo stesso fa Rockerduck, altrettanto intenzionato a vincere la gara. I due si scontrano sul molo dell'esotico paese e finiscono per presentarsi, unici concorrenti, alla commissione incaricata di decretare il vincitore.

Tuttavia, gli esperti stabiliscono che le collezioni dei due ricchi paperi sono esattamente di pari valore. In un caso del genere la legge locale prevede che l'erario di Levantizia Aurea incameri tutte le monete presentate al concorso, a meno che uno dei due contendenti non riesca, nello spazio di tempo di circa un mese, a mostrare alla commissione delle nuove monete che permettano di prevalere sull'altro.

Nuovamente a Paperopoli, Paperone decide di consultare Pico de Paperis perché lo aiuti a trovare una moneta che possa fare la differenza. Lo scienziato consiglia il "balenione bucato" che secoli prima un famoso baleniere aveva inchiodato all'albero maestro della sua nave, e dovrebbe essere tuttora nel relitto dell'imbarcazione colata a picco. Rockerduck, anziché svolgere ricerche personali, preferisce seguire di nascosto il rivale, lasciare a lui l'onere della ricerca, e poi impossessarsi della preziosa moneta: a tale scopo ottiene la complicità di un corrotto oceanografo, tale dottor Balenottero.

Così si imbarcano alla ricerca della moneta del capitano prima Paperone e nipoti, poi, a debita distanza Rockerduck con Balenottero (questi ultimi a bordo di un sommergibile a forma di balena per non dare nell'occhio). Quando il papero con la bombetta vede il rivale attraccare, si rende conto che il relitto deve essere localizzato lì ed effettua un'immersione; tuttavia, una vera balena prende in antipatia la presunta rivale e la riduce a mal partito a colpi di coda.

Non va molto meglio per Paperone e nipoti, che prima devono riparare una falla (operazione che Paperino è costretto a compiere personalmente inserendo il posteriore, per poi finire trafitto da un narvalo) e poi a loro volta affrontare il feroce cetaceo. Dall'isola su cui hanno trovato riparo, i cinque trovano una soluzione allestendo con degli stracci una finta balena gonfiata con aria calda, in modo che l'animale reale si sfoghi con il fantoccio lasciando campo libero all'immersione dei paperi.

Finalmente Paperone riesce a mettere le mani sulla preziosissima moneta, e con i nipoti si dirige verso Levantizia Aurea: ma il tempo sta per scadere e nel frattempo Rockerduck ha già consegnato ai giudici qualche altro pezzo da collezione, seppure non esaltante, al suo patrimonio numismatico. Il gong che segnala la scadenza del tempo utile sta suonando quando i paperi entrano nel palazzo sede del concorso: Paperino suggerisce allo zio di lanciare la moneta bucata perché arrivi in tempo, ma questa si rompe nell'impatto con la testa di uno dei giudici.

La moneta bucata, a giudizio degli esperti, ha molto meno valore di quanto ne aveva prima di andare in frantumi, e ora equivale esattamente alla modesta integrazione a cui ha provveduto Rockerduck. Risultato, le due collezioni sono ancora alla pari, e l'erario di Levantizia Aurea incamera tutto. I due multimiliardari inizialmente sfogano la loro rabbia dandosele di santa ragione, ma poi concludono che l'unico colpevole è Paperino, che ha suggerito allo zio di lanciare la moneta del capitano: la storia termina con Paperone e Rockerduck, per una volta alleati, che inseguono il malcapitato giovane papero per mare e per terra per fargliela pagare.

AnalisiModifica

Zio Paperone e la moneta del capitano si può considerare fra le storie più interessanti prodotte dalla collaborazione di Cimino e Cavazzano negli anni '70, ed è in effetti premiata da una buona posizione nella graduatoria INDUCKS[1].

Fra i suoi meriti, la trama avventurosa particolarmente dinamica e ricca di cambiamenti di ambientazione e di colpi di scena, le divertenti invenzioni linguistiche di un Cimino in gran forma (notevoli la catalogazione delle assurde monete da collezione di proprietà dei due ricchi paperi, ma anche alcuni fulminanti scambi di battuta[2]).

Inoltre, alcune buone trovate comiche disseminate qua e là - il "golf economico" giocato con un ramo secco al posto della mazza e barattoli vuoti al posto delle palline; il filo del telefono di Paperino che, alla chiamata imperiosa di Paperone, assume il profilo dello stesso multimiliardario; Paperino costretto a turare la falla con il proprio corpo... - paradossalmente velano un certo pessimismo di fondo abbastanza insolito per Cimino: il popolo esotico, una presenza costante nella produzione dell'autore friulano, è stavolta definito in maniera ben poco lusinghiera (si lascia chiaramente capire che in ogni modo i giudici del concorso troverebbero un cavillo per incamerare le preziose collezioni degli stranieri) e Paperino, a cui ne capitano veramente di tutti i colori e nel finale viene perseguitato perfino da Rockerduck, è più vittima che mai.

I disegni di Cavazzano contribuiscono sensibilmente alla validità della storia, non solo nel rendere la dinamicità delle vicende avventurose e delle soluzioni comiche, ma anche nelle suggestive raffigurazioni - realizzate in uno stile pittorico e non caricaturale, e in definitiva poco disneyano - del galeone sommerso.

CuriositàModifica

  • Non vengono fornite indicazioni precise sulla localizzazione del paese di Levantizia Aurea; tuttavia, le architetture (qua e là arricchite da mezzelune di tipo islamico) e l'abbigliamento degli autoctoni farebbero pensare a un paese del Medio Oriente.
  • Cimino qui prende spunto da un episodio di Moby Dick, dove il capitano Achab inchioda all'albero maestro del Pequod un doblone, promettendolo in premio al marinaio che avvisterà per primo la balena bianca. Il sito francese Picsou identifica senz'altro l'anonimo baleniere di questa storia col capitano Quachab; l'ipotesi appare però piuttosto azzardata, anche perchè Cavazzano rappresenta il capitano, nell'unica vignetta in cui appare, come un cane antropomorfo e non come un papero.

PubblicazioniModifica

La storia è stata edita sei volte in Italia:

Ma forse ha avuto complessivamente maggior successo sul mercato estero, essendo stata tradotta e pubblicata in Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia.

NoteModifica

  1. La storia si situa al 498° posto su 35.081 nel marzo 2019.
  2. Ad esempio, nel momento di maggior tensione della lotta con la balena Paperone chiede compiaciuto: "Cosa fareste se non ci fossi io, eh, ditemi?" e un nipotino risponde con aria rassegnata: "Ce ne staremmo a casa in pace, zio!"
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