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Zio Paperone e l'ultimo balabù
Balabu
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 243-A
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Inchiostri:Rodolfo Cimino
Prima uscita:24 luglio 1960

Topolino 243

La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:35
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"Paperon de' Paperoni, quel mattino, si svegliò con un nome in testa quanto mai insensato: BALABU'!"
dall'incipit della storia

Zio Paperone e l'ultimo balabù è una storia del 1960 scritta e disegnata da Romano Scarpa, pubblicata per la prima volta sul numero di Topolino 243. Si tratta della storia di esordio del personaggio forse più fortunato creato dal maestro veneziano: Brigitta.

Trama Modifica

Un mattino come tanti Paperon de' Paperoni si sveglia con una parola apparentemente assurda in mente, e continua a ripeterla senza motivo: balabù. Uscito di casa, il ricco papero deve affrontare le profferte amorose dell'assillante Brigitta (al suo esordio nel mondo Disney), la quale fra l'altro chiede insistentemente un regalo molto costoso per il suo onomastico, come un berretto di pelliccia. Paperone, per mortificarla, afferma che sarebbe disposto a regalarle solo un copricapo di balabù.

In realtà, come viene chiarito da Qui, Quo, Qua, ricorsi al Manuale delle Giovani Marmotte, balabù non è affatto una parola senza senso, ma designa proprio un rarissimo animale da pelliccia che vive nel Borneo. Paperino e i nipotini esortano il ricco zio a non venir meno alla sua parola e a fare a Brigitta il regalo involontariamente promesso. Ma il più fornito pellicciaio di Paperopoli non ha la pelle dell'animale: anzi al commerciante risulta che l'ultima pelliccia di balabù è stata realizzata nel lontano 1898. Ai paperi non resta che tentare il tutto per tutto in un disperato viaggio nel Borneo alla ricerca del pregiato animale.

Dopo una serie di rocambolesche avventure Paperone e i nipoti riescono quasi miracolosamente a catturare il balabù, verosimilmente l'ultimo esemplare della sua specie, attirandolo con del prezzemolo, il suo cibo preferito. Si tratta di un animale docile e socievole, e ben presto Paperino e i nipotini gli si affezionano. Così, dopo aver portato il balabù a Paperopoli, i quattro tentano in tutti i modi di salvarlo dalla trasformazione in pelliccia: ma Paperone, benché combattuto fra l'opportunità di mantenere la parola data a Brigitta e la simpatia che lui stesso prova per l'animaletto, si risolve a portarlo al pellicciaio.

Dopo qualche tempo il ricco papero vede presentarsi Brigitta con in testa un berretto di balabù, e viene colto dal rimorso per aver causato la morte del simpatico animale. Ma si tratta di un equivoco: il berretto era stato regalato da Paperone stesso alla sua spasimante nel 1898 (si trattava appunto dell'ultimo esemplare noto al pellicciaio), e il balabù del presente, ancora vivo, viene adottato da Brigitta come animale da compagnia. Alla fine, Paperone investe una grossa somma nell'acquisto di un'enciclopedia universale che colloca nella sua camera da letto: così se gli ricapiterà di svegliarsi con parole strane in mente potrà documentarsi subito sul loro significato.

Commento Modifica

La storia, dalla trama tutto sommato semplice, è apprezzabile soprattutto per l'accumulo di alcune gag (all'inizio, l'ossessione di Paperone per la parola balabù e l'altrettanto ossessiva intrusione di Brigitta nella sua vita quotidiana; poi le avventure dei paperi nell'inospitale foresta del Borneo; infine, i tentativi di Paperino e dei nipotini di salvare l'animaletto). Soprattutto, ha il merito di aver introdotto un personaggio destinato a diventare ricorrente nell'universo dei paperi, la romantica quanto assillante Brigitta. Da notare che la papera viene inserita nella storia in medias res, con un singolare "effetto sorpresa" per i lettori dell'epoca della prima pubblicazione.

Pubblicazioni Modifica

La storia è stata pubblicata undici volte in Italia:

inoltre è stata tradotta e pubblicata in Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Stati Uniti, Svezia e Turchia.

Curiosità Modifica

  • Nella sua storia di esordio Brigitta è evidentemente concepita come coetanea di Paperone, o almeno come una papera molto attempata, se ambiva al matrimonio già nel 1898. In seguito sarebbe prevalsa un'immagine di Brigitta piuttosto matura, ma di certo più giovane del multimiliardario.
  • Brigitta afferma di volere da Paperone un regalo per il suo onomastico: questa ricorrenza, poco o nulla presente nell'universo dei fumetti Disney, era almeno all'epoca della prima pubblicazione della storia molto sentita in Italia. Si noti che la papera potrebbe a rigore festeggiare l'onomastico il 23 luglio (festa di Santa Brigida), ossia il giorno prima della data di pubblicazione del numero di Topolino in cui comparve la storia!
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