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Zio Paperone e il bisbilione
Bisbilione
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 608-B
Sceneggiatura:Osvaldo Pavese
Disegni:Giuseppe Perego
Inchiostri:Giuseppe Perego
Prima uscita:23 luglio 1967

Topolino 608

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:30
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Zio Paperone e il bisbilione è una storia scritta da Osvaldo Pavese e disegnata da Giuseppe Perego. Vede la prima apparizione di Cuordipietra Famedoro nelle storie italiane, nonché il primo - e unico per quasi mezzo secolo, fino a Zio Paperone e l'ultima avventura (2013) - confronto diretto dei tre paperi più ricchi del mondo.

TramaModifica

Nel corso di un litigio, Cuordipietra Famedoro sostiene che Paperon de' Paperoni si è arricchito per una serie di colpi di fortuna, mentre lo Zione afferma di aver meritato le sue ricchezze grazie al suo innato senso degli affari, ed è così sicuro del fatto suo da accettare una strana scommessa con il rivale sudafricano: si tirerà a sorte un punto a caso della Terra, e, una volta trasferitosi in quel luogo, Paperone dovrà dimostrare di poter guadagnare un bisbilione (ossia, una cifra pari a due miliardi di dollari) in un solo mese. Se riuscirà, otterrà un altro bisbilione da Cuordipietra, altrimenti sarà lui a dover pagare la stessa somma al rivale.

Paperino, testimone della scommessa fra i due magnati, lancia in aria una monetina su un enorme planisfero, e il luogo designato risulta Pocopunto, un remoto paesino dell'America centrale. Paperone comincia in cuor suo a pentirsi di aver scommesso, ma ormai è tardi per tornare indietro, e insieme a Paperino e a Cuordipietra, incaricati di controllare il suo operato, parte in aereo per la destinazione; all'aeroporto, i tre incontrano casualmente Rockerduck, che si convince che i due paperi più ricchi del mondo abbiano importanti affari nel luogo in cui si recano, e per questo decide di seguirli di nascosto.

Pocopunto è un paese piccolissimo, abitato da una popolazione tranquilla e pacifica, che ha come unico interesse e unica risorsa economica la coltivazione dei fagioli. Paperone comincia a disperare di poter fare affari, ma un aiuto inatteso viene da Paperino, che ha pensato di portare con sé pop corn, bibite gassate e televisore portatile per non annoiarsi. Gli indigeni, infatti, si interessano molto prima al pop corn, poi alle bevande, e infine alla televisione, con particolare attenzione per la pubblicità, e Paperone sa sfruttare adeguatamente la loro vulnerabilità nei confronti della società dei consumi, pressoché sconosciuta a Pocopunto fin allora: comprando i terreni e le ricchezze degli indigeni, il ricco papero impianta una serie di commerci che provvedono i locali di beni voluttuari, e allo stesso tempo permettono a lui di guadagnare cifre sempre più consistenti.

Tuttavia, un mese passa rapidamente, e pur avendo in pochissimo tempo trasformato il tranquillo villaggio in una cittadina asservita al consumismo, l'ultimo giorno Paperone si ritrova ad aver guadagnato solo un miliardo, ossia la metà del bisbilione previsto dalla scommessa. Ma, fortunatamente per lui, Rockerduck, all'oscuro della scommessa stessa e nel sospetto che i terreni del luogo siano ricchi di minerali preziosi, decide di comprare i terreni fin allora rilevati da Paperone per qualunque cifra: il magnate accetta e chiede esattamente un miliardo, riuscendo quindi all'ultimo momento a raggiungere un guadagno pari a un bisbilione.

La scommessa quindi è vinta e Cuordipietra dovrebbe pagare. Tuttavia, il sudafricano insiste sul fatto che il miliardo percepito da Rockerduck sia solo frutto di una fortuna insperata e pretende che la scommessa sia invalidata; e Rockerduck, dal canto suo, accusa Paperone di averlo truffato. La storia si conclude con una colossale zuffa fra i tre paperi più ricchi del mondo, mentre Paperino, del tutto alieno dalle loro smanie di guadagno e dai loro puntigli, continua a godersi placidamente il suo pop corn.

PubblicazioniModifica

Zio Paperone e il bisbilione è stata edita cinque volte in Italia:

Inoltre è stata tradotta e pubblicata in Brasile, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Polonia e Svezia.

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