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Zio Paperone e i cannoni del Mississippi
Zio Paperone e i cannoni del Mississippi
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 755-A
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Romano Scarpa
Inchiostri:Giorgio Cavazzano
Prima uscita:17 maggio 1970

Topolino 755

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:38
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Zio Paperone e i cannoni del Mississippi è il settimo capitolo della saga Storia e gloria della dinastia dei paperi, scritto da Guido Martina e disegnato da Romano Scarpa. La storia è ambientata nel 1861 lungo il corso del Mississippi.

Trama Modifica

Anno 1861. La guerra tra nordisti e sudisti infuria sul Mississippi. Nel mezzo del conflitto finirono anche gli avi dei paperi che, su uno dei classici battelli a vapore che solcavano il torbido fiume americano, cercavano di guadagnare grazie al commercio del cotone.

Dapprima, Paperhone (nonno paterno di Paperon de' Paperoni e padre di Paperon-Papà) pensò di imbonirsi sia i sudisti sia i nordisti, ottenendo una momentanea tregua tra le parti, che decisero di esercitarsi un po' nel tiro a segno: bersaglio il battello dei paperi. Intervennero i piccoli nipotini che, con uno stratagemma, riuscirono a sfuggire alla rovente situazione: gettarono una balla di cotone bagnato nella caldaia, producendo così una fitta nebbia artificiale che permise loro di scappare, ma li portò a incagliarsi su un isolotto al centro del fiume.

Paperhone, vista l'impasse, decise di abbandonare il battello sull'isola, opportunamente mimetizzato, per dirigersi verso ovest. Intanto più giù lungo il corso del fiume i Bravacci della Baia, avi dei Bassotti, e tal Pokerdyck, nonno di Rockerduck e feroce avversario di Paperhone, stavano aspettando proprio il vecchio papero e il suo battello. Il gruppo, visto l'inusuale ritardo del battello, decise di scendere il fiume per andare incontro a Paperhone, mentre due Bravacci, travestiti da pattuglia sudista, controllarono le rive del Mississippi.
I paperi, nel frattempo si imbatterono in una vecchia miniera abbandonata, di proprietà proprio di Pokerdyck, ricca di platino. Estrattone un quintale, i paperi si concessero una sosta prima della partenza. Uno dei nipotini ritornò da un vicino campo sudista con una pentola di zuppa avuta in cambio di un piccolo lavoro.

Sfruttando l'occasione di avere un campo militare lì vicino i cinque paperi cercarono di impossessarsi di un asino, ma a causa della cocciutaggine dell'animale vennero scoperti e catturati. La loro fortuna fu che a catturarli fu un avo di Pippo, nonché discendente di Pippus Augustus, e un avo di Topolino, generale dell'esercito sudista e discendente di Minnie Bella di Castiglia: questa sorta di riunione di famiglia, convinse Topolino di lasciare liberi i paperi, che il prima possibile si diressero al battello con il loro prezioso carico di platino. Qui respinsero un ultimo attacco di Pokerdyck e dei suoi Bravacci, per poi dirigersi verso il nord.

CuriositàModifica

  • La storia è ambientata durante la Guerra di secessione americana (1861-1865), dunque circa due secoli dopo la precedente, tuttavia come nei precedenti episodi le varie parentele intercorse non sono citate.
  • Questa storia ha alcune somiglianze con le storie di Carl Barks Zio Paperone e la Regina del Cotone e Zio Paperone e la gara sul fiume.
  • Nella storia non compare nessun personaggio femminile.
Storia precedente Zio Paperone e i cannoni del Mississippi Storia successiva
Paperino e il fuorilegge di Pensacola

PFP

17 maggio 1970 Zio Paperone e l'oro del Klondike

Zio pap klondike


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