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Topolino e le regolissime del Guazzabù
Tavola di apertura Topolino e le regolissime del guazzabù
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2580-1
Sceneggiatura:Casty
Disegni:Massimo De Vita
Prima uscita:10 maggio 2005

Topolino 2580

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:35
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia


"Cucù! Cucù! Benvenuto a Guazzabù! / Guazzabù, Guazzabù! / per il messer senza paura / ho un ruolo che si confà! / Cavaliere di ventura / egli a Guazzabù sarà!"
messaggio di benvenuto per Topolino

Topolino e le regolissime del Guazzabù è la quarta storia in cui compare il personaggio inventato da Casty Vito Doppioscherzo. La sceneggiatura è proprio di Casty mentre i disegni sono di Massimo De Vita.

TramaModifica

Vito inventa un gioco di ruolo che permette ad ogni singolo cittadino di essere un personaggio di un mondo immaginario che ha come scopo quello di collaborare con gli altri giocatori per vincere molti punti e guadagnarsi il titolo di Re di Guazzabù, il nome del regno fatato. Grazie ad alcuni occhiali elettronici, una volta indossati, si può entrare nel regno di Guazzabù; il giocatore non deve far altro che muoversi lungo Topolinia e cercare prove da superare; ciò che si intravede attraverso gli occhiali è determinato da un computer tenuto in un capannone abbandonato, dove Vito Doppioscherzo dirige il gioco e detiene per ora il titolo di Re di Guazzabù.
Topolino viene a conoscenza del gioco una volta che il ricco magnante McCresus fa indagare il topo sugli strani comportamenti infantili che i suoi dipendenti eseguono durante le ore di lavoro; dopo qualche settimana senza averci capito molto, il detective nota che questo comportamento contagia pure i suoi amici più intimi, come Manetta. Tornato a casa riceve un misterioso pacco dal quale esce un uccello meccanico che lo invita ad entrare nel magico regno di Guazzabù, offrendogli poi un paio d'occhiali; Topolino risulta subito sospettoso ma decide infine di indossarli e riesce così a vedere la "realtà" alternativa di Topolinia.

Il detective comincia ad appassionarsi al gioco di ruolo e, in quanto cavaliere, sconfigge diversi mostri, ottenendo premi dai cittadini liberati. Topolino scopre che le verdure regalategli non sono altro che dollari e comincia quindi a comprendere la pericolosità del gioco: non distinguere più la fantasia dalla realtà. Il topo si dirige subito da McCresus per avvertirlo della pericolosità del gioco dei suoi dipendenti ma, appena entra nel suo ufficio, scopre che pure il ricco magnate è stato coinvolto nel gioco di ruolo ed è a tutti i costi deciso di diventare il Re di Guazzabù, grazie ai ricchi commerci che ha fatto nel gioco. Topolino non riesce a convincere McCresus che il gioco è solo una finzione e si reca dal commissario Basettoni in cerca d'aiuto; sul tragitto le persone lo guardano in modo sospetto e il detective, nello specchiarsi, osserva che è diventato uno spunzel, una rara bestia conosciuta per essere bugiarda e ingannevole, che se catturata fa guadagnare moltissimi punti. Dopo essersi travestito riesce ad arrivare al commissariato ma pure i suoi due amici, Basettoni e Manetta, sono stati soggiogati dal gioco di ruolo e così catturano Topolino non riconoscendolo; il duo, guidato da un uccello meccanico, guida il detective alla residenza del Re di Guazzabù: un capannone abbandonato; il Re consegna al duo la ricompensa per la cattura della creatura e consiglia a Topolino di togliersi gli occhiali e così il topo riconosce il suo vecchio compagno di scuola Vito Doppioscherzo.

Il Magnifico, dopo avergli spiegato il suo piano, imprigiona il detective su una poltrona con due braccia meccaniche che lo stringono sempre più forte; intanto Vito si reca da McCresus a cedergli la corona di Re di Guazzabù in cambio del suo vero impero economico finanziario. Topolino riesce a liberarsi dalla poltrona bloccando la leva che la controlla tirando una scarpa coi piedi, poi, dopo aver preso a bastonate Basettoni e Manetta, riesce a far tornare alla realtà i suoi due amici e tenta di fermare il manigoldo. Doppioscherzo riesce a far firmare il contratto a McCresus nel quale il magnate cede il suo impero a Vito e il furfante scappa subito verso l'aeroporto ma, appena arrivato a destinazione, si accorge di essere finito in prigione dove ad accoglierlo c'è Topolino con Basettoni che gli spiegano di aver utilizzato il suo computer per fargli credere che si stesse dirigendo in aeroporto; così Vito viene nuovamente arrestato e l'impero finanziario di McCresus torna al magnane, che dovrà subire le ire della moglie.

Tematiche trattateModifica

Topolino e le regolissime del guazzabù è leggibile come una satira sui giochi di ruolo. Casty mostra che i partecipanti sono talmente presi dal Guazzabù da ignorare le proprie incombenze riguardanti la vita vera. Inoltre alcuni di essi vengono ingannati a tal punto da spendere denaro reale  per una realtà virtuale e quindi inesistente.

RistampeModifica

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