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Topolino e la giara di Cariddi
Topo 3223
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 3223-1
Sceneggiatura:Francesco Artibani
Disegni:Paolo Mottura
Colori:Irene Fornari, Andrea Stracchi
Prima uscita:30 agosto 2017
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:35
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Panini Comics


"L'acqua non dovrebbe essere un tesoro di pochi, ma un bene da dividere con tutti."
Topalbano osservando il fiume creatosi nella diga

Topolino e la giara di Cariddi è una storia di Francesco Artibani e Paolo Mottura e colorata dalla coppia Irene Fornari e Andrea Stracchi. pubblicata per la prima volta sul numero 3223 di Topolino.

La storia vede la terza apparizione del personaggio di Topalbano dopo la precedente Topolino e lo zio d'America del 2014.

Trama

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Le due giare

Agrigento. Nella celebre Valle dei Templi, due turisti stanno per subire la classica truffa della moneta da parte di Gambadilegno e Trudy che si spacciano per un professore ed una guida. Ma vengono fermati da Topolino e Topalbano che gli ricordano che sono lì come ospiti e devono comportarsi bene. Infatti, assieme a Minni e Pippo, il gruppetto di Topolinia è stato invitato al matrimonio di Natale (il ragazzo che salvarono a Las Vegas nella precedente Topolino e lo zio d'America). Dopo il giro turistico, ritornano a Vigatta e vanno a fare una visita di cortesia alla famiglia Ciarrangiò dove la madre di Natale, Evelina, li accoglie con calore. Arriva anche il futuro sposo in compagnia del suocero, il cavalier Gerlando Girgenti, padre della promessa sposa Filomena, e suo nipote Alfonso. L'uomo ringrazia i topolinesi per aver aiutato Natale ed è molto felice del matrimonio. Topalbano spiega che Girgenti è proprietario di una cava di ghiaia e pietrisco dove Natale lavora ed è così che ha guadagnato la sua fiducia. L'uomo se ne va dopo aver lasciato un regalo particolare, due giare con sopra i simboli dei mostri mitologici Scilla e Cariddi raccomandandosi di aprirle dopo il matrimonio. mentre Minni e Trudy tornano alla pensione, Topalbano porta Topolino, Pippo e Gambdailegno a mangiare qualcosa in una trattoria.

Verso sera, i tre stanno camminando per smaltire tutto quando sentono urlare Evelina ed accorsi in casa trovano la donna soccorrere Natale, colpito in testa da un ladro con una delle giare mentre l'altra è stata trafugata. Topolino prova a contattare il commissario, ma questi è alle prese con un altro grave crimine: Gerlando Girgenti è stato rapito. Lo raggiunge così alla cava dove Topalbano sta interrogando il contabile che racconta che lui ed il cavaliere sono stati aggrediti da due ladri dal volto coperto che, non trovando le paghe degli operai in cassaforte, lo hanno rapito mentre lui è stato legato. Il commissario dà ordine al suo secondo Ninì di mettere telefoni sotto controllo e posti di blocco e chiede a Topolino di non intromettersi nelle indagini. Topolino promette, ma solo riguardo al arpimento e così inizia a indagare sul furto con Pippo e Gambadilegno. Dalle telecamere della farmacia di fronte, viene inquadrato il ladro che Natale riconosce come Peppino Guardalaquaglia, un altro operaio della cava. Il gruppetto si introduce quindi, con l'aiuto di Gambadilegno, nella casa di Peppino in cerca della giara. Non la trovanoed in più vengono avvistati da Peppino che scappa con la sua auto. Comincia così un inseguimento in macchina che coinvolge la polizia che ferma entrambe le macchina. Al commissariato, Topalbano è tutt'altro che contento per l'ingerenza di Topolino finché non si scopre un legame tra il furto ed il rapimento con Peppino che confessa di essere stato costretto a compierlo su commissione.

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la diga di Petrasicca

Topalbano e Topolino vanno quindi alla cava per tenere d'occhio i due indiziati principali: il contabile Sparagnò (dipendente fedele e riservato) e Alfonso (nipote di Gerlando che cura gli affari). Il racconto di Peppino incrimina Sparagnò e cominciano a pedinarlo per scoprire per chi lavora. Il contabile si ferma alla diga di Petrasicca e tira fuori la giara di Cariddi dalla macchina. E' lì che Giergenti è tenuto prigioniero da due ceffi, di cui uno è la vera mente del crimine, il signor Dragunara per cui Sparagnò lavora. L'uomo ordina di liberarsi del cavaliere ora che hanno quello che vogliono, quindi Topalbano e Topolino intervengono mettendo al tappeto i criminali. Dragunara prova a scappare calandosi dalla diga vuota, ma Topolino ha un idea e fa aprire il bacino facendolo travolgere dall'acqua. Giunti i rinforzi, tutto questo viene risolto. Topalbano spiega che Dragunara è diventato ricco con l'acqua controllando pozzi e bacini e Topolino mostra quello che cercava nella giara: l'atto di cessione di un terreno dove si trova una grossa sorgente d'acqua. Girgenti aveva rifiutato di venderla a Dragunara progettando invece di regalarla agli sposi. La rapina era una finta per prendere l'atto, ma ignoravano che fosse nella giara finché Girgenti non è stato costretto a confessare e Peppino è stato ingaggiato per il furto. Topalbano ringrazia Topolino a cui dà il merito e commenta come l'acqua non dovrebbe essere un tesoro per pochi.

Arriva la pioggia e si svolge il matrimonio come previsto. Topolino cita a Minni il proverbio "matrimonio bagnato, matrimonio fortunato": è ora di sorridere per il giorno di festa.

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