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Topolino e la cassetta elettronica
Cassettaelettronica
Informazioni generali
Nome originale:The 'Lectro Box
Codice Inducks:YM 058
Sceneggiatura:Bill Walsh
Disegni:Floyd Gottfredson
Inchiostri:Dick Moores
Prima uscita:25 ottobre 1943 - 5 febbraio 1944 (Stati Uniti)
Prima uscita italiana:24 maggio-26 luglio 1947, Topolino nn° 640-649
La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:90 strisce
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Walt Disney Company



Topolino e la cassetta elettronica (titolo originale, The 'Lectro Box; altro titolo italiano, Topolino e la fantastica invenzione) è una storia a strisce scritta da Bill Walsh, disegnata da Floyd Gottfredson e inchiostrata da Dick Moores, pubblicata sui quotidiani statunitensi tra il 25 ottobre 1943 e il 5 febbraio 1944, e anche in Italia a partire dal 1947.

TramaModifica

Topolino si diletta di elettronica, ma uno sconsiderato intervento di Minni mette fuori uso la sua postazione di radioamatore. Allora il topo decide di costruire un giocattolo per Tip mettendo insieme casualmente dei materiali di scarto in una vecchia cassetta. Ben presto l'oggetto si rivela dotato di poteri straordinari e incontrollabili: con la sola emissione di un raggio, fa apparire e sparire oggetti e provoca reazioni inattese e totalmente assurde (fra l'altro, visualizzare una riunione dei capi di stato maggiore giapponesi, ingigantire un batterio, mutare la semplice piantina di Pippo in un vegetale antropofago, trasformare - temporaneamente - Clarabella in una giovenca aggraziata e quasi sensuale, richiamare a casa di Topolino l'immagine del suo bis-bis-bis-bisnonno vissuto nel Settecento).

Topolino, insieme al suo avo redivivo, decide di portare la cassetta elettronica al celebre fisico R.I. Dondante per illustrargliela e farsene spiegare il funzionamento, ma inopportunamente lo scienziato rivolge il raggio contro di sé e scompare, insieme all'immagine dell'antenato. Sempre più preoccupato, Topolino prova a disfarsi della sua invenzione distruggendola, ma senza alcun esito. Poco dopo, si presenta da lui un inquietante dottore di nome Leone Zazzera e si dichiara interessato alla cassetta: le stranezze dello sconosciuto mettono sull'avviso il topo, che però non riesce a impedire a Zazzera di rubare la cassetta; il losco individuo preleva anche Topolino e Pluto e li porta con sé nella sua terrificante abitazione, popolata di lugubri creature simili a zombi - i "semivivi" - a cui il dottore ha tolto la capacità di pensare per averli al suo servizio.

Zazzera progetta di sottoporre Topolino a tortura per farsi rivelare le potenzialità della cassetta, ma sia la prontezza di spirito del topo, che finisce con varie difficoltà per liberarsi e per mettere fuori combattimento il dottore e i semivivi, sia l'intelligenza di Pluto, che riesce a sfuggire e a mettere in allerta la polizia, sventano i piani del criminale. Zazzera, che è pur sempre un genio malgrado una pericolosa tendenza alla follia, viene impiegato dallo stato - sotto stretta sorveglianza - per svolgere esperimenti utili alla società. Gli incolpevoli semivivi possono rifarsi una vita formando un complesso canoro, e la cassetta viene affidata a un consesso di scienziati - fra cui lo stesso R.I. Dondante, riapparso in ottima forma - che si dicono capaci di sfruttarla al meglio.

AnalisiModifica

Dopo la sconcertante sequenza di strisce di propaganda bellica di Topolino nella II guerra mondiale Walsh e Gottfredson tornarono a un'ambientazione topolinese, sfruttando lo spunto narrativo, in realtà piuttosto esile, della casuale invenzione di un oggetto in grado di fare praticamente qualsiasi cosa senza alcuna base logica.

Se nella prima parte, incentrata appunto sulle sconclusionate imprese della cassetta, la sceneggiatura gira un po' a vuoto, la seconda sviluppa il tema dell'orrore, già sperimentato nel decennio precedente con Topolino e Orazio nel castello incantato e che troverà qualche anno dopo una realizzazione più coerente in Topolino e la casa misteriosa.

In effetti, i non pochi elementi cupi e inquietanti disseminati nel corso della storia non sembrano armonizzarsi con i motivi comici o brillanti (affidati qua e là a Minni, a Pippo, a Clarabella, o alla presenza - piuttosto gratuita - della cagnolina di cui Pluto si innamora), né, in piena seconda guerra mondiale, con gli spunti di acre propaganda antigiapponese a cui Walsh non volle rinunciare.

CensuraModifica

La sceneggiatura originale prevedeva, nell'ultima striscia, che gli scienziati a cui viene affidata la cassetta elettronica fossero raffigurati di spalle e in mutande, a ironizzare sulle loro presunte capacità di dominare l'oggetto e sull'imprevedibilità dello stesso, pur sempre in grado di combinare brutti scherzi. La censura non permise questo dettaglio, e l'ultima striscia mostra semplicemente i fisici di spalle normalmente vestiti, senza presentare nessun effetto comico e senza lasciar capire il perché dell'insolito punto di vista.

Riesce in ogni caso piuttosto curioso, almeno a distanza di molti decenni, come la censura dell'epoca non si sia soffermata sui non pochi particolari abbastanza disturbanti presenti nella storia (il batterio gigante, la pianta cannibale, il pochissimo rassicurante dottor Zazzera e i suoi semivivi, raffigurati con le orbite vuote...) o ispirati a un violento nazionalismo al limite del razzismo (l'immagine dei generali giapponesi che si muta in quella di altrettanti topi di fogna), verosimilmente oggi non più ammissibili nelle pubblicazioni Disney, e abbia condannato il dettaglio tutto sommato innocente e simpatico degli illustri professori ridotti in mutande.

CuriositàModifica

  • Si tratta della prima storia in cui figura uno solo dei nipoti di Topolino, Tip. Walsh e Gottfredson ritennero che un solo personaggio di età infantile avrebbe funzionato meglio di due gemelli, e da allora non utilizzarono più Tap nelle loro storie.
  • Nella storia si accenna probabilmente per la prima volta a un lontano antenato di Pippo, fisicamente identico al suo noto discendente e altrettanto eccentrico, che compare brevemente poco dopo l'avo di Topolino. Com'è noto, il tema dei "bis-bis" del canide sarà poi ampiamente sfruttato soprattutto nelle storie italiane.

Pubblicazioni in ItaliaModifica

La storia è stata pubblicata undici volte in Italia:

  • Topolino 640-649 (1947)
  • Albi della rosa / Albi di Topolino 479 - Topolino e la fantastica invenzione (1964)
  • Topolino d'oro 32 (1974)
  • Topolino collezione ANAF 46-B - Topolino e la cassetta elettronica (1984)
  • Revival Comics (Mondadori/Traverso) 1944 (1987)
  • Il Messaggero 55 - Topolino e la cassetta elettronica (1990)
  • Topomistery 59 (1997)
  • I Grandi Classici Disney 256 (2008)
  • Gli anni d'oro di Topolino 7 - Le meraviglie del domani (2010)
  • Topolino (giornale) (ristampa Comic Art) 29 - Topolino di Arnoldo Mondadori - 1947/1
  • Topolino (giornale) (ristampa Comic Art singola) 640-649
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Topolino nella II guerra mondiale

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25 ottobre 1943 - 5 febbraio 1944 Topolino e Pluto eroe

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