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Topolino e l'uomo di Altacraz
Topolino e l'uomo di Altacraz
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 380-AP
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Inchiostri:Giorgio Cavazzano
Prima uscita:10-25 marzo 1963,

Topolino 380 e 381

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:66
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Topolino e l'uomo di Altacraz è una storia di Romano Scarpa uscita in due episodi il 10-25 marzo 1963 sui numeri 380-381 di Topolino.

TramaModifica

I episodioModifica

Da Altacraz, il celebre carcere di massima sicurezza, viene rilasciato il detenuto Geronimo, un ladro che sembra essere del tutto redento e si vuole dedicare alla musica. Egli per pura coincidenza incontra Topolino e non avendo un'abitazione viene ospitato in casa del detective.
Intanto un individuo che non si vede in volto affitta la villetta di fronte a quella di Topolino.
Basettoni si reca la sera stessa a casa dell'amico, ma non si confida con lui riguardo il problema che lo attanaglia: il famigerato Dick Scassina è evaso di prigione. Il giorno dopo Geronimo viene contattato da un noto mecenate musicale e così l'ex-galeotto si reca a sostenere i provini di audizione, che però non hanno esito felice.
Poco dopo sopraggiunge anche il commissario Basettoni perché hanno appena rubato lo Zufolo di Budda, prezioso strumento di proprietà del mecenate musicale. Topolino e Basettoni stanno per entrare nella casa discografica quando vengono urtati da Geronimo che corre trafelato, sale su un'auto e si dà alla fuga.

II episodioModifica

Topolino e Basettoni si mettono subito all'inseguimento e tallonano l'auto per tutta Topolinia finché non si ferma proprio davanti al commissariato.
Geronimo viene rinchiuso in cella, nonostante continui a sostenere la sua innocenza e di essere scappato solo perchè si sentiva in colpa per aver colpito il mecenate in uno scatto d'ira per essere stato scartato.
Topolino ritorna a casa e analizza l'imbutofono, lo strano strumento di Geronimo, e dentro vi trova un oggetto in grado di registrare il pensiero. L'eroe inizia a ponderare l'idea che Geronimo sia davvero innocente quando all'improvviso riceve una visita inaspettata dal suo nuovo vicino di casa. Questo è il vero autore del furto, Topolino lo riesce a smascherare e consegnare alla giustizia, risolvendo così il caso.

AnalisiModifica

Scarpa in questa storia adotta alcune vignette con un punto di vista limitato, tale da nascondere informazioni al lettore che deve attendere il dipanarsi della vicenda. Il misterioso autore del furto (Dick Scassina) non viene mostrato in volto se non nell'ultima parte della vicenda. Le vignette che lo riguardano vengono contrassegnate da una cornice più marcata al cui interno sono mostrati solo i gesti che compie l'individuo.

Il gesto che compie Geronimo uscendo da Altacraz afferrando al volo una moneta sospinta dalla fontana del carcere deride il gesto scaramantico compiuto dai turisti alla Fontana di Trevi.

La storia, come altri lavori di Scarpa, contiene un riferimento cinematografico al film omonimo L'uomo di Alcatraz di John Frankenheimer (1962), ma il maestro veneziano costruisce sopra un intreccio completamente diverso. Scarpa richiamerà questo film, da lui molto apprezzato anche nella storia Topolino e le rane saltatrici (1983).

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