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Topolino e l'inventore degli alberi
Inventoredeglialberi
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1209-BP
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Massimo De Vita
Prima uscita:28 gennaio - 4 febbraio 1979, Topolino n° 1209-1210
La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:66
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Mondadori



" - SGRUNT! Egizi contro Sumeri! Romani contro Cartaginesi! Pisa contro Lucca! Sempre la stessa musica! - L'umanità è alquanto bellicosa, Pippo!"
Commenti di Pippo e Topolino sulla loro scorribanda fra i secoli

Topolino e l'inventore degli alberi è una storia sceneggiata da Guido Martina e disegnata da Massimo De Vita, apparsa per la prima volta in due puntate sui numeri 1209 e 1210 di Topolino (28 gennaio e 4 febbraio 1979).

Trama

Topolino è in vacanza, ma è stressato dai rumori e dai ritmi caotici di Topolinia, così decide di proporre a Pippo una gita in campagna. Quest'ultimo accetta ma intende prima interrare dei semi ereditati da un antenato, che ha trovato nella sua soffitta.

Malgrado le perplessità di Topolino, dal primo seme piantato si sviluppa istantaneamente un albero. Pippo si lascia sfuggire un accenno alla preistoria, e l'albero trascina entrambi i due amici in volo in un paese sconosciuto: la presenza di una minacciosa tigre dai denti a sciabola, nonché di un pippide troglodita non meno aggressivo, li convince che l'albero è magico e permette i viaggi nel tempo, ma i due non riescono a rendersi conto di come funziona precisamente.

In seguito a una serie di allusioni di Pippo, che l'albero interpreta a modo suo, i nostri eroi finiscono prima nel mondo dei Sumeri, poi in Grecia nel labirinto di Dedalo e Icaro, in una galera dei tempi dell'impero romano, a Cartagine durante le guerre puniche, nell'Italia vittima delle invasioni barbariche, nella Pisa nel secolo XII, infine su un battello a pale che percorre il fiume Missouri nel secondo Ottocento. In tutte queste peregrinazioni storico-geografiche Topolino e Pippo incontrano situazioni ostili e individui minacciosi, compresi i vari antenati di Pippo: così, il famigerato re degli Unni Attila intende giustiziarli senza pietà, i pisani li vorrebbero rinchiudere nella Torre della Fame come il famoso Conte Ugolino, e via dicendo.

Dopo l'ennesima disillusione sul battello del Missouri (che viene ben presto assalito dai banditi), Topolino e Pippo si rendono conto che l'albero li può trasportare nel tempo e nello spazio in base ai desideri espressi da Pippo. Il canide allora afferma di volere la sua "cara, vecchia casa di Topolinia", ma l'albero fraintende il senso di "vecchia" e li trasporta nella casa di Pippo com'era a fine Ottocento, abitata dall'antenato Pippus Historicus Piantastorie.

Anche la Topolinia del tempo che fu si rivela una delusione, e appare come uno squallido villaggio del West infestato dai banditi, nonché dagli scontri fra pionieri e indiani. L'antenato rivela al suo discendente come viaggiare nel tempo ancora più facilmente, ossia ingoiando un seme. Finalmente Topolino e Pippo riescono a tornare nei loro tempi, che ora sorprendentemente appaiono a Topolino molto migliori di quanto avesse pensato in precedenza. Dal canto suo Pippo, non stanco di sperimentare le bislacche invenzioni dei suoi antenati, indossa un abito che rende invisibile chi lo porta.

Analisi

Con Topolino e l'inventore degli alberi Guido Martina propone il tema del viaggio nel tempo, tutt'altro che nuovo per il mondo Disney e che di lì a pochissimo sarebbe stato consacrato dalla serie della "macchina del tempo" [1]. Tuttavia, dal grande sceneggiatore piemontese non ci si devono aspettare i presupposti almeno in senso lato scientifici che connotano le ricerche di Zapotec e Marlin: in questa storia, il viaggio nel tempo si attua con un espediente alquanto strampalato, quello di un albero che sembra animato più da magia che da un'invenzione dotata di una qualche credibilità.

Abbastanza tipici dello stile di Martina appaiono anche le descrizioni storiche, non certo realistiche ma pur sempre in grado di ricordare o anticipare ai giovani lettori qualche pagina delle lezioni studiate a scuola, e un certo pessimismo di fondo nei rapporti interpersonali, per cui i personaggi - sia pure gli antenati di Pippo - appaiono tutti descritti in una luce negativa, quasi a voler sorridere delle frequenti, ma spesso velleitarie, nostalgie dei tempi passati ben presenti anche nel mondo reale.

Topolino e l'inventore degli alberi conta comunque un buon apprezzamento generale, sottolineato dalle pubblicazioni abbastanza numerose e dal posizionamento fra le prime 1000 della graduatoria generale INDUCKS[2]; secondo lo stesso sito, si piazza anche al 5° posto di tutte storie Disney create nel 1979, in una classifica dominata dalla già citata Topolino e l'enigma di Mu.


Mannaia

Una vignetta soppressa dalla censura in alcune ristampe della storia.

Censure

Come in molte altre storie sceneggiate da Martina e poi riedite a distanza di anni, la censura è pesantemente intervenuta per modificare il testo, sulla base di un'interpretazione molto rigida dei cosiddetti Canoni Disney: in particolare, si sono cancellati vari riferimenti diretti alla morte, o contenuti considerati troppo sgradevoli, e si sono introdotte battute più generiche e scialbe. In praticolare[3]:

  • Il pranzo dei militari romani nell'edizione originaria è costituito da "frittura di vipere e bucatini all'amatriciana"; in seguito la prima portata diventa "frittura mista".
  • Nell'originale Pippo chiede ingenuamente ad Attila, in procinto di invadere Roma, se va laggiù in "pellegrinaggio", mentre la versione più recente parla di "vacanza", forse per sopprimere il pur blando riferimento religioso.
  • La battuta di Attila "Frugateli! E, se dicono mendacio, saranno DECAPITATI!" è sostituita con "Peggio per voi! Che siano INCATENATI! E subito!"; si noti la soppressione della parola mendacio, appartenente a un registro letterario, secondo una prassi tipica di Martina, ma poi evidentemente considerata troppo difficile per i lettori delle pubblicazioni Disney.
  • Due pagine relative all'episodio degli Unni sono eliminate, e fra queste la vignetta in cui a Topolino e Pippo vengono elencate le possibili scelte della loro condanna a morte.
  • A proposito del Conte Ugolino, nella versione originale Topolino afferma che "accusato di tradimento, fu fatto morire di fame"; la battuta è stata poi trasformata in "accusato di tradimento, gli fu fatta soffrire la fame". L'allusione alla morte per fame è soppressa in maniera simile anche due vignette più avanti.
  • Sul battello nel Missouri, un bandito strappa violentemente la collana a un'anziana passeggera dicendo "Incomincio da te, vecchia gallina spennacchiata!"; l'edizione più recente riporta "Incomincio da te, gioielleria ambulante!".
Gallinaspennacchiata

Una vignetta della versione originale, che presenta una battuta censurata in edizioni più recenti.

Curiosità

  • Gli unici personaggi ricorrenti presenti nella storia sono Topolino e Pippo, tuttavia nell'incursione al tempo delle invasioni barbariche si nota Attila, il terribile re degli Unni, a cui si attribuiscono le fattezze di Gambadilegno.

Pubblicazioni

La storia è stata edita sette volte in Italia:

  • Topolino 1209-1210 (1979)
  • I Grandi Classici Disney 26 (1987)
  • Topomistery 21 (1994)
  • Disney Libri a fumetti 6 - Avventure nel tempo (2001)
  • Speciale Disney 22 (2001)
  • Super Disney 33 - I fantastici 2 (2005)
  • I Grandi Classici Disney 320 (2013)

Inoltre è stata tradotta e pubblicata in altri otto paesi, tutti europei (Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Spagna e Svezia).

Note

  1. La prima storia della serie, Topolino e l'enigma di Mu, è dello stesso 1979.
  2. La storia figura al 918° posto su 37.819 nell'agosto 2019.
  3. Si confrontano la prima pubblicazione (Topolino 1209-1210 del 1979) e quella della collana "Disney Libri a fumetti" del 2000.
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