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Topolino e il processo di Eta Beta
Topolino e il processo di Eta Beta
Informazioni generali
Nome originale:An Education for Eega Beeva
Codice Inducks:YM 116
Sceneggiatura:Bill Walsh
Disegni:Floyd Gottfredson
Prima uscita:11 ottobre -25 dicembre 1948 (Stati Uniti)
Prima uscita italiana:29 luglio 1950,

Albi d'oro 50220 - Il processo di Eta Beta

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:66
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Walt Disney Company



Topolino e il processo di Eta Beta (An education for Eega Beeva) è una storia di 66 strisce scritta da Bill Walsh e disegnata da Floyd Gottfredson. L'avventura, che costituisce il settimo episodio del ciclo di Eta Beta, venne pubblicata sui quotidiani statunitensi dall'11 ottobre al 25 dicembre 1948.

TramaModifica

Il carattere eccentrico di Eta Beta crea sempre più problemi a Topolino e lo stesso giudice rimane vittima degli scherzi del buffo uomo del futuro. A Topolino viene dato un ultimatum o riuscirà a far rinsavire il suo amico o verrà internato in un istituto per malati di mente. Topolino tenta in tutti i modi di far comportare in maniera normale il suo amico: gli fa frequentare un corso di dizione per eliminare il suo fastidioso difetto di pronuncia, lo obbiga a indossare abiti normali e cerca di insegnargli la cultura dell'umanità. Ma ogni tentativo non sortisce alcun effetto: Eta si comporta sempre in maniera bislacca e stravagante e un giorno provoca un grave incidente motociclistico a un poliziotto. Il giudice è ben felice di condannarlo a un indeterminato periodo di reclusione.

Tuttavia il simpatico omuncolo non sembra soffrire la prigionia e in carcere si comporta come se fosse a casa propria: sgattaiola fuori quando gli pare, arreda la cella con dei piccoli soprammobili, invita a pranzo gli altri galeotti... Tutta Topolinia è certa che Eta Beta sia pazzo e debba essere rinchiuso in un istituto e viene avviato un processo per stabilire la sua sanità mentale.
L'avvocato accusatore si prodiga in mille modi per dimostrare come Eta sia pericoloso per la cittadinanza, ma il piccolo uomo del duemila, che ha voluto difendersi da solo, riesce sempre a dimostrare il contrario. Viene persino chiamato l'esimio professore Franz Schlomschling che sottopone l'accusato a una serie di test d'intelligenza e alla fine l'illustre dottore stabilisce che Eta Beta non è assolutamente pazzo, anzi la sua genialità dev'essere protetta e stimolata. Il vero pazzo altri non è che l'avvocato accusatore, che voleva rinchiudere una tale mente.

Il Procuratore viene distrutto da tale dichiarazione ed Eta Beta e Topolino scoprono che deve convivere con un terribile segreto: la sua piccola figliola non ha mai sorriso in tutta la sua vita. Eta Beta con la sua spontaneità e simpatia riesce addirittura a farla ridere. Ogni cosa è andata per il meglio: Eta è stato scagionato da tutte le accuse e una famiglia ha finalmente trovato la propria serenità.

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