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Topolino e il mistero di Acquadombra
Acquadombra
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 3308-1P
Sceneggiatura:Casty
Disegni:Casty
Inchiostri:Casty
Prima uscita:17-24 aprile 2019
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:61
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Panini Comics


""È il cloro che mettono nell'acqua, ecco cos'è!". "Ah, ma io lo sapevo, eh!". "Tornate alla natura! Io mi faccio il pane e la pasta in casa!". "Anch'io! E mi faccio pure l'acqua!"."
Topolinesi parlano degli strani fenomeni in corso

Topolino e il mistero di Acquadombra è una storia scritta e disegnata da Casty. È stata pubblicata in due puntate sui numeri di Topolino 3308 e 3309 del 17 e 24 aprile 2019.

Trama

Prima parte

Topolinia è scossa da strani fenomeni atmosferici: piove al contrario da terra verso il cielo, poi invece di gocce d’acqua precipitano taglienti cristalli solidi. Un gruppo di misteriosi individui in tuta nera approfitta della confusione creata da queste stranezze per depredare alcuni preziosi gioielli che la Polizia stava scortando, prima di riuscire a dileguarsi perfino da un vicolo cieco, lasciando solo una misteriosa scritta: “Temete Acquadombra!”.

Il gruppo torna a colpire in una banca: Topolino ed Eta Beta inseguono quella che sembra una figura femminile leader del gruppo. Finendo in acqua, tuttavia, tutto quello che riescono ad acciuffare è la tuta nera, vuota. Altrove, dalle altre tute escono figure che sembrano fatte interamente d’acqua mentre il misterioso Acquadombra, senza apparire in viso, promette di dare una lezione ai due guastafeste.

Dato che è attratto dalla figura femminile, facendo una ricerca sul web, con la chiave “ragazza carinissima che fa incredibili animazioni con l’acqua”, Eta Beta trova un video, non più disponibile, caricato da un certo Val, titolare del “Magical Club”. Lo raggiungono e riescono a visualizzarlo: il mago Boozmo e la sua assistente Lucettine eseguivano un apprezzato numero di illusionismo con l’acqua. Lui è sparito, lei, che somiglia moltissimo alla leader del gruppo di Acquadombra, è tornata da poco in città ha chiesto di rimuovere il filmato con un’email inviata dall’account di un’azienda topolinese.

Eta e Topolino vanno a visitarla mentre poco dopo la leader di Acquadombra, che celata nell’acqua ha assistito a tutta la scena, irrompe nel locale. I due trovano la ragazza e la seguono fino alla sua abitazione in periferia. Vengono sorpresi e attaccati con uno spray pruriginoso, ma Lucettine poi spiega di essere un’importante dirigente di azienda e aver voluto far cancellare il video per non avere danni di immagine. Mentre parlano la vera Acquadombra compare minacciosa e fa attaccare i tre da pitoni d’acqua usciti dal materasso ad acqua.

Alla fine riescono a evitare la minaccia ma Eta Beta, rimasto isolato dagli altri due, viene rapito e Topolino ricattato: dovrà portare la ragazza l’indomani a mezzogiorno al molo 6 del porto. Acquadombra si scopre così essere non la figura femminile ma il citato illusionista Boozmo, il cui nome reale risulta essere Hektor Vektor.

Seconda parte

Dieci anni prima un uomo con quel nome aveva messo su un parco dei divertimenti acquatici di nome Fiordacquea che, però, non aveva mai aperto i battenti per ragioni sconosciute. L’uomo riapparve per un po’ come Boozmo e, sparito di nuovo, ora ha scelto la via del crimine. Topolino lo inganna mettendo un fantoccio al molo 6 e andando con la ragazza proprio sull’isola, che potrebbe essere un nascondiglio perfetto.

L’intuizione e giusta e anche l’escamotage di non consegnargli Lucettine si rivela ben pensato: Acquadombra non aveva intenzione di restituire Eta Beta. Alla fine vengono comunque catturati e il piano criminoso può cominciare: dai cellulari Acquadombra contatta tutti i topolinesi e li obbliga a consegnargli tutti i loro averi, altrimenti saranno aggrediti da un esercito di soldati d’acqua. L’unica cosa che non desidera il criminale, emerso dal Mouse River su un’enorme statua d’acqua con le sue sembianze, sono proprio i telefonini delle persone.

Eta Beta ha capito perché: gli ultrasuoni vengono usati per comandare l’acqua e il furfante ha installato una app segreta su tutti i cellulari della città che gli consente di raggiungere qualsiasi specchio d'acqua grande e piccolo e manovrarlo a piacimento. Anche Topolino usa lo stesso sistema e si collega con tutti gli smartphone, consigliando alla popolazione di spegnerli: così uno a uno gli "acquabot" che costituivano le truppe dell’esercito di Acquadombra tornano a essere semplici pozzanghere.

Resta solo il più pericoloso, il gigante d’acqua che scala il grattacielo della società informatica di Lucettine dove loro si sono rifugiati e che non subisce l'attacco, per Acquadombra lo manovra in prima persona con la sua bacchetta magica. Ma Topolino usa l’azoto liquido refrigerante dei tubi di raffreddamento dei server per congelare il colosso e sconfiggere definitivamente la minaccia.

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