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Topolino e il ferro d'oro
Topolino e il ferro d'oro
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1474-A
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Inchiostri:Alessandro Del Conte
Prima uscita:26 febbraio 1984,

Topolino 1474

La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:44
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Topolino e il ferro d'oro è una storia di Romano Scarpa pubblicata sul numero di Topolino 1474 del 24 febbraio 1984 e dedicata al Carnevale di Venezia.

Trama

Topolino si reca con Pippo dal bizzarro notaio Serious Graves che gli deve comunicare i dettagli di una misteriosa eredità. Il topo è infatti l'unico discendente noto di tale Topolinio Forcola, vissuto a Venezia nel Settecento: l'eredità consiste in un piccolo armadio d'epoca. Gambadilegno e Trudy, dopo aver cercato di rubare il pacco con il mobile, decidono di distruggerlo con una schiacciasassi per puro vandalismo. Topolino e i suoi amici (erano accorsi, oltre a Minni, anche Paperone e Brigitta) devono rassegnarsi a raccogliere i pezzi dell'armadio, ma scoprono in uno scomparto segreto delle misteriose pergamene.

Con l'aiuto di un vicino di Topolino, il linguista professor Idioms, le pergamene vengono decifrate: contengono il diario di Topolinio Forcola, un tempo modesto lavorante in uno squero (ossia in una fabbrica di gondole) e poi divenuto famoso per aver salvato il Doge dall'assalto di un malvagio "signore della notte"[1] simile a Gambadilegno. Il doge, per ricompensare Topolinio, gli regalò un ferro da gondola d'oro tempestato di gemme; l'antenato pensò bene di nasconderlo in un posto sicuro nella stessa Venezia, lasciando scritti nel suo diario degli indizi per raggiungerlo, ma solo durante il Carnevale, e solo dopo averlo ricercato in competizione "con amici e avversari".

Topolino decide di partire subito per la città lagunare, dato che il Carnevale è in pieno svolgimento. Oltre a Minni, Pippo, Pluto, Paperone e Brigitta si uniscono Gambadilegno e Trudy, dato che il diario prevede una competizione anche con "avversari". Giunti al luogo stabilito, il Campo del Ghetto Novo in Cannaregio[2], il gruppo si appresta a seguire le istruzioni, che comportano, a partire dal pozzo nel centro del campo, l'esecuzione di complicati passi di danza con continui cambiamenti di direzione. La scena è seguita da Topolinio Forcola stesso, in veste di fantasma.

Si cimentano inizialmente le coppie Paperone-Brigitta, Gambadilegno-Trudy e quella più stravagante Pippo-Pluto. Dopo aver seguito le istruzioni, le coppie si ritrovano rispettivamente presso un antiquario, un'officina di battelli e una rivendita di granaglie, ma l'unico risultato che ottengono è far infuriare i rispettivi gestori, fra le risate di tutte le maschere presenti e dello stesso fantasma di Topolinio.

Decidono infine di provare gli stessi passi Topolino e Minni, e a sorpresa si ritrovano al punto di partenza, ossia al pozzo: dato che l'antenato aveva la stessa piccola statura dei topi moderni, questi erano i soli della compagnia a poter ripetere esattamente i passi come lui li aveva previsti. Gambadilegno si offre di scardinare il coperchio del pozzo e di cercare all'interno, ed effettivamente trova il ferro d'oro, ma anziché consegnarlo a Topolino cerca di appropriarsene e di fuggire. Nel frattempo Macchia Nera, giunto a Venezia per suo conto sulle tracce dell'eredità di Topolino, tenta a sua volta di rubare il prezioso oggetto: nasce una colluttazione fra i tre malviventi, e Pluto approfitta per riportare il ferro al suo padrone.

Topolino preferisce che l'oggetto rimanga a Venezia dove potrà essere esposto in un museo. Gambadilegno, Trudy e Macchia Nera finiscono in manette, e gli altri possono godersi in pace la fine del Carnevale.

Analisi

La storia fu concepita dal veneziano Scarpa come un omaggio al celeberrimo Carnevale della sua città (e non a caso pubblicata nel periodo di questa festa). Al di là del fascino della rappresentazione della città lagunare e della serie di omaggi alla storia e alla cultura veneziana che vengono riportati nella storia, la trama appare piuttosto lontana dalle migliori creazioni scarpiane, non seguendo un filo logico molto convincente (ad esempio Topolino stesso invita Gambadilegno e Trudy a seguirlo nella ricerca del prezioso oggetto, come "avversari"), e i personaggi, inseriti in maniera del tutto inusuale (con Paperone e Brigitta in una delle loro rare apparizioni nell'Universo dei topi), non appaiono ben caratterizzati né del tutto in sintonia fra loro.

Curiosità

  • Scarpa è scrupolosissimo nel ricostruire alcuni particolari della Venezia a lui contemporanea e di quella settecentesca, ma non mancano delle incongruenze: il diario di Topolino è scritto su pergamena, mentre nel Settecento si era già generalizzato l'uso della carta; nella ricostruzione storica, i personaggi usano il termine "messere", ma anche in questo caso si tratta di un anacronismo, in quanto era già entrato nell'uso il più moderno "signore" (nella forma "sior" in veneziano).
  • L'insolita colorazione comporta che Brigitta indossi una maglia verde, una collana rossa, orecchini e scarpe blu.

Note

  1. I signori della notte, realmente esistiti, erano una categoria di magistrati della Repubblica di Venezia: http://it.wikipedia.org/wiki/Signori_della_Notte_(Repubblica_di_Venezia).
  2. Forse non a caso, dato che Cannaregio era la zona di Venezia dove Romano Scarpa stesso alloggiava.
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