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Topolino e il caso Parallax
Topo 2912
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2912-1
Sceneggiatura:Casty
Disegni:Alessandro Perina
Prima uscita:20 settembre 2011
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:34
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Topolino e il caso Parallax è una storia di Casty e Alessandro Perina, pubblicata per la prima volta sul numero 2912 di Topolino.

TramaModifica

Topolino e Basettoni stanno uscendo dal cinema quando vedono Manetta in macchina alle prese che sta inseguendo i due ladri responsabili di una rapina alla banca Parallax. I due ladri sono Pietro Gambadilegno e un misterioso individuo con barba e occhiali che chiama semplicemente "X". Il loro furgoncino, dopo una curva azzardata, sbatte contro una cisterna di liquido infiammabile. Pietro e X scappano prima che vada tutto in fiamme e Pietro riesce a salvare uno dei sacchi di denaro. I due si separano e X, inseguito Topolino e Basettoni, scompare dopo aver preso una via chiusa da un cancllo mentre Manetta arresta Pietro che si è liberato del sacco.

Mentre l'incendio viene domato, Topolino e Basettoni vanno alla banca Parallax dove incontrano il vice-direttore Cedrick che mostra loro come i ladri sono entrati nel caveau da un buco ed hanno lasciato scritto anche un irridente "grazie di tutto!". Purtroppo il denaro è andato bruciato e Cedick comincia a litigare col direttore Ganz, appena arrivato, rinfacciandogli di non aver letto il suo rapporto sui punti deboli della banca e che è la quarta banca che dirige ad essere svaligiata. Al commissariato comincia l'interrogatorio a Pietro che però, saputo dell'incendio, nega spudoratamente di aver mai compiuto una rapina approfittando del fatto che il primo a parlarne è stato Topolino e non c'è il corpo del reato.

Il giorno del processo, Pietro ha ingaggiato Giona Tiscagiona, il più abile (e costoso) avvocato della mala. Basettoni mostra tutte le prove a disposizione: i resti di un martelo pneumatico, una foto della sicurezza che ritrae il criminale mascherato prima che la telecamera fosse oscurata ed una telefonata fatta da Pietro alle 00.05 dalla zona della banca. Ma l'avvocato dimostra la fragilità di tutte le prove ed il giudice gli dà ragione. Cedrick, irato, aggredisce Pietro e chiede di perquisire di nuovo il caveau. Topolino promette a Pietro di riuscire ad incastrarlo scommettendoci una pizza. Ed il giorno dopo, perquisendo il caveau, viene trovato un capello che corrisponde a quelli di Pietro ma Tiscagiona dimostra ancora una volta che potrebbe essere finito in vari modi ed il giudice da gli arresti domiciliari a Pietro in attesa di sviluppi. Il criminale provoca anche Topolino dandogli un fogliettino con sù scritto "grazzie di tutto"!.

Topolino, leggendolo, capisce che Pietro è davvero innocente anche se non sa di esserlo. Infatti, durante la perquisizione, ha notato diverse contraddizioni tra le prove come l'inutilità di oscurare la telecamera se si indossa una maschera ed il fatto che non c'è campo nel caveau. Ed in più il mesaggio era scritto correttamente mentre quello sul foglio ha una z in più. Topolino chiede a Manetta di verificare alcuni fabbricati vicino alla banca mentre loro terranno d'occhio Pietro avendo saputo del sacco che ha nascosto e tornerà a prendere. Infatti, la sera stessa, Pietro si reca in canetiere abbandonato per prendere il sacco quando appare X che glielo ruba con l'intenzione di distruggerlo. Pietro viene soccorso da Topolino e Basettoni che catturano X rivelando la sua identità: il vice-direttore Cedrick.

Topolino spiega quindi cos'è successo: quella sera ci sono state due rapine, una vera nella banca ed un altra in un finto caveau dove Pietro è entrato. Manetta conferma tutto dopo aver trovato il caveu con dentro anche il messaggio sgrammaticato di Pietro. Cedrick racconta che aveva da tempo preparato il colpo con cui avrebbe pagato i suoi debiti e preso il posto di direttore facendo licenziare Ganz. Una volta usciti tutti, aveva messo l'orologio in avanti di 3 ore e compiuto il furto mascherato in modo da assomigliare a Pietro di corporatura. Per muoversi liberamente aveva poi oscurato la telecamera. Alle 23 i soldi erano presi e, dopo aver rimesso l'orologio a posto e spostato il denaro a casa, aveva indossato i panni di X e fatto effettuare il secondo furto a Pietro, ignaro di trovarsi dentro un magazzino e che i sacchi contenessero solo carta straccia. Anche l'incendio era nei programmi e così la sua fuga (aveva le chiavi del cancello). Ma Pietro aveva complicato le cose con la telefonata ed il messaggio irridente (costringendo Cedrick a scriverlo anche nel caveau, ignaro dell'errore). In più, convinto di avere un sacco di soldi, stava per farsi dichiarare innocente grazie al suo avvocato tanto che Cedrick gli aveva strappato un capello in aula per poi metterlo nel cavaeu. Ma anche questo non era servito e l'unica speranza era distruggere il sacco con la carta straccia.

Gambadilegno viene scagionato e Topolino è costretto a pagare la scommessa. Ma, oltre ad una pizza, Topolino gli porta anche la parcella salatissima di Tiscagiona che ora Pietro non può più pagare e perciò il suo ex-avvocato lo fa processare.

Pubblicazioni italianeModifica

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