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Topolino e il Pippotarzan
Topolino e il Pippotarzan

Prima pagina

Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 158-AP
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Prima uscita:10-25 marzo 1957,

Topolino 158-159

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:55
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Topolino e il Pippotarzan è la quinta storia da autore completo di Romano Scarpa, infatti ne curò la sceneggiatura e i disegni. La storia venne pubblicata per la prima volta il 10-25 marzo 1957 sui numeri 158-159 di Topolino.
In questa storia Scarpa introdusse un altro personaggio di sua invenzione: Pappo, il fratello di Pippo, che ha deciso di abbandonare la società occidentale e ritirarsi a vivere nella foresta africana.

TramaModifica

I episodioModifica

Topolino e Pippo sono ad assistere ad una conferenza quando il relatore mostra loro una fotografia di un selvaggio africano straordinariamente simile a Pippo. Dopo alcuni sforzi di memoria questi si ricorda di suo fratello Pappo, sparito vent'anni prima e mai più ritornato.
Certo che si tratti proprio del fratello scomparso, Pippo convince Topolino a partire per il Kenya. Sul loro stesso aereo si trova anche Pietro Gambadilegno, anch'egli diretto in Africa per affari. Atterrati a Mombasa i protagonisti non riescono a trovare nessuna guida disposta ad accompagnarli nel Territorio Mbangi così i tre decidono di avventurarsi da soli.
Dopo un viaggio lungo e pericoloso giungono finalmente nel fitto della giungla, dove Topolino e Pietro sono fatti prigionieri dai nativi, ma vengono subito liberati non appena gli indigeni vedono Pippo.
Dopo la liberazione Gambadilegno riprende la sua strada e Pappo si presenta ai due stranieri. I due fratelli possono infine riabbracciarsi dopo tanti anni.

II episodioModifica

Pappo in realtà non conduce una vita di privazioni, ma possiede una villa principesca con ogni comodità. Il segreto di tale fortuna è dovuto a un minerale rarissimo che ha trovato nel folto della giungla e di cui invia i campioni negli Stati Uniti in cambio degli articoli di lusso di cui si è circondato.

Gambadilegno tenta di rubare il minerale e tra i quattro scoppia una tremenda rissa in cui addirittura intervengono le radiazioni emesse dal minerale. Alla fine Pietro è sconfitto. Dopo questo avvenimento Pappo teme che il suo angolo di paradiso possa venir violato da altri scienziati o avventurieri alla ricerca del minerale, così decide di tornare a Topolinia col fratello. Quando però la nave sta per salpare cambia idea all'ultimo momento e con un energico tuffo ritorna sul suo adorato continente africano.

AnalisiModifica

Questa storia ha ispirato il regista Ettore Scola per il film del 1968 Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? in cui un ruolo analogo a quello di Pappo è interpretato dall'attore Nino Manfredi. Del tutto simile il colpo di scena finale: come Pappo, lo stregone interpretato da Manfredi rinuncia all'ultimo momento a tornare nella società occidentale per rimanere nella sua amata Africa.

A Scarpa, amante del cinema d'autore, che ha sempre arricchito le sue storie con riferimenti espliciti e velati ai suoi film più amati, è riuscito anche il contrario: ispirare il cinema con un suo fumetto.

CuriositàModifica

  • Questa storia è una delle rare in cui viene esplicitamente detto che Gambadilegno è un gatto e viene mostrato sofferente dagli ultrasuoni emessi dal minerale, in quanto i felini hanno un udito molto più sensibile ai suoni ad alta frequenza.
  • Pappo conserva in casa sua una collezione di cui va molto fiero: esemplari di flora e una fauna "esotiche" che riesce a far sopravvivere con adattamenti climatici. Si tratta di gerani, girasoli, pesci rossi e passerotti (tutte specie considerate "esotiche" dal punto di vista africano).
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