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Topolin Murat e i misteri di Pompei
Topolin Murat e i misteri di Pompei
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 3101-1
Sceneggiatura:Roberto Gagnor
Disegni:Stefano Zanchi
Prima uscita:5 Maggio 2015

Topolino 3101

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:20
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Panini Comics



Topolin Murat e i misteri di Pompei è una storia pubblicata su Topolino n° 3101 di Maggio 2015, scritta da Roberto Gagnor, disegnata da Stefano Zanchi e colorata da Mirka Andolfo. Si tratta del decimo capitolo della serie La storia dell'arte di Topolino.

Presenta per la prima volta Pompei in fumetto, dando anche riferimento a edifici importanti e antichi, dati sull'eruzione e sull'oro appartenente all'impero romano, di cui Pompei fu una delle città più fiorenti.

TramaModifica

Ercolano, 1808. Gioacchino Murat, nominato re di Napoli da Napoleone Bonaparte, decide di riaprire gli scavi archeologici di Pompei. Suo cugino, Topolin Murat, documenterà l'impresa con le sue pitture di rovine. Insieme a Topolin c'è il suo amico, Pippus Du Pastell, che insieme a Topolin Murat pittura gli edifici antichi. ma da dietro un muro, un uomo incappucciato, O' Malamente, tratta affari illegali...

Topolin e Pippus disegnano le rovine, scoprendo che Pompei fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e si scoprì da una lettera di Plinio il Giovane, il cui presente era accompagnato dallo zio Plinio il Vecchio, che morì a Stabia, fuggendo da Ercolano per una colata lavica. I due però vengono cacciati dal sergente Le Pedant. Così Topolin e Pippus vanno a fare le loro ricerche di notte.

Quella notte scoprono uno scavo clandestino, condotto da O' Macchianera (lo stesso O' Malamente), il guappo più pericoloso della zona: di giorno, amico dei napoleonici corrotti, e di notte, saccheggiatore. Un colpo di pistola da parte del sergente Le Pedant (corrotto anch'esso) fa precipitare Pippus e Topolin in un buco.

I due scoprono Pompei sommersa dalla terra, grazie ad un fauno, Petrus Silenus, magicamente legato a Pompei dal 79 d.C. ed era specializzato in passaggi involontari di proprietà, cioè rapine. Diventò un fauno quando arraffò qualche moneta d'oro, ma i Lari lo hanno scoperto e trasformato. Petrus afferma di volerli aiutare, ma secondo i miti antichi, i fauni erano volubili e incostanti.

Petrus, infatti, inganna i due: lavora per O' Macchianera, per il quale deve trovare l'oro rubato in Villa dei Misteri. O' Macchianera butta in un buco Topolin e Pippus, che si trovano sotto una delle tante solfatare della zona, così riescono ad uscire. Dopo un nuovo attacco da parte di O' Macchianera, Topolin fa capire a Petrus che se derubano Pompei, la faranno diventare povera, e senza memoria, non c'è né presente né futuro. Petrus, così, salva l'oro dalle grinfie di O' Macchianera, e i Lari lo fanno ritornare normale. I cattivi vengono arrestati.

Petrus ha rubato una preziosissima moneta, che gli viene presa da un corvo (Gennarino I, antenato di Gennarino), portata alla prozia di Amelia, che la fonderà nel Vesuvio e renderà la casa adatta al calore vulcanico: la futura casa di Amelia.

Tratti storiciModifica

Topo3101

Copertina di Topolino, dedicata alla storia.

Probabilmente, la storia fu scritta in onore agli scavi archeologici di Pompei e fatta uscire in occasione del Napoli Comicon 2015 (infatti, i due comuni sono nella stessa provincia, quella napoletana).

Topolin Murat e i misteri di Pompei presenta molti tratti storici: anche i due mondi dei topi e dei paperi entrano in contatto! Da questo particolare, da un'avventura storica degli antenati dei Topi, si arriva (sebbene alla fine) all'intricata origine di un'antagonista Disney: Amelia.

Nella storia è da notare anche che la moneta che ruba Gambadilegno alla fine ha uno stemma in oro zecchino. Ciò significa che la Numero Uno (così come la chiama Paperone) è sempre stata una moneta "Numero Uno", e per questo la famiglia di Amelia ha sempre voluto quel tipo di moneta, sebbene per scopi diversi: infatti, l'antenato di Gennarino che ruba a Gambadilegno la moneta, la porta subito alla prozia di Amelia, che usa la moneta fondendola nel Vesuvio, affermando che l'incantesimo servirà a rendere la sua casa adatta al calore vulcanico, e da lì una sua pronipote (Amelia) partirà per diventare la strega più ricca del mondo.

PubblicazioniModifica

La storia è stata stampata oltre che in Italia anche in Germania, Portogallo e Brasile.

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