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Paperino nel paese dei totem
Land-of-the-totem-poles

Copertina di One Shots n. 263 per la storia

Informazioni generali
Nome originale:Land of the Totem Poles
Codice Inducks:W OS 263-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:Febbraio 1950,

Four Color Comics n.263

Prima uscita italiana:27 maggio 1950,

Albi d'oro 50211

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:24
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Dell


"Io posso vendere qualsiasi cosa a chiunque, dovunque! Sono un asso!"
Paperino
"Più selvaggi sono, meglio è! Caspita, sarà uno scherzo vendere rossetti e smalto per unghie a quei polli!"
Paperino sugli indiani

Paperino nel paese dei totem (Land of the Totem Poles, in originale) è una storia scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti nel febbraio 1950 sulla rivista One Shots numero 263. In Italia viene pubblicata sugli Albi d'oro 50211, nel maggio dello stesso anno.

La storia si sofferma sul tema dello scontro tra civiltà, ma anche su una possibile lezione sulla perseveranza. La traccia dell'opera verrà poi ripresa da Barks nella storia Zio Paperone e la città dai tetti d'oro, in cui comparirà anche Zio Paperone.

Secondo il sito INDUCKS, la storia è una delle più apprezzate del maestro dell'Oregon. Attualmente si trova in posizione diciottesima nella classifica delle 100 storie Disney più belle per i lettori del sito.

TramaModifica

Paperino viene assunto da una ditta di venditori porta a porta, che lo manda a vendere un organo a vapore in Columbia Britannica, lungo il fiume Kickmequick, nella cittadina di Chilled Foot (Piègelato).
Qui Paperino è costretto a cercare un compratore per il suo particolarissimo organo, mentre i nipoti, che l'hanno accompagnato nel viaggio, concludono meravigliosi affari.

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I nativi americani fanno un uso sbagliato dei prodotti di Paperino

Stufo dei continui rifiuti, Paperino scambia il suo campionario con quello dei nipoti e prova a venderlo ad un vecchio eremita di nome Herman, ricoperto di peli e molto simile al personaggio di un'altra storia di Barks: Paperino piazzista. Questi invece è interessato all'organo a vapore, che viene venduto dai nipoti a ventiduemila dollari.

I paperi arrivano poi sino ad un villaggio indiano, dove Paperino riesce a vendere i prodotti dei ragazzi. Purtroppo gli indiani, non sapendo come usarli, se ne cibano, rimanendone intossicati. I pellerossa vogliono uccidere i visi pallidi, colpevoli di averli avvelenati e legano Paperino al palo della tortura, I nipoti riescono a salvarlo facendo fuggire gli indiani introducendo all'interno dei loro sacri totem le prese d'aria dell'organo a vapore. Questi, impressionati dalla sonorità emessa di totem, perdonano i paperi, che tornano a Paperopoli e gli commissionano un imponente ordine di organi a vapore.

AnalisiModifica

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La cittadina in fondo al fiume di Kickmiquick

Come molte storie di Barks, Paperino nel paese dei totem affronta diversi temi sociali. Potrebbe essere letta come una storia riguardo la difficoltà di trovare un lavoro: un tema contemporaneo di questi tempi, ma piuttosto inusuale quando la storia fu pubblicata per la prima volta nel 1950, un periodo di forte crescita economica. Potrebbe essere letta come uno scontro di culture o una lezione sulla perseveranza.

Inizia tutto quando Paperino, pensando di essere più furbo degli altri, batte gli altri concorrenti per un lavoro da venditore. Il boss però non apprezza il fatto che il papero abbia barato e spedisce Paperino in un territorio molto distante: il Fiume Kickmiquik nel nord-ovest del Canada.

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Il villaggio dei nativi

I quattro paperi partono per il territorio e iniziano ad addentrarsi nella natura della zona e incontrano "la tribù più primitiva del Nord America". Questi nativi americani, nella versione originale, parlano una sorta di idioma che ricorda quello parlato dagli Indiani nei film di serie B di Hollywood. All'inizio i nativi non si fidano di Paperino ma vengono attratti dai prodotti di bellezza che vende. Ma il loro ingenuo entusiasmo si trasforma presto in rabbia quando sbagliano ad usare i prodotti (mangiano il sapone, bevono il profumo) e vogliono vendicarsi su Paperino colpevole di averli intossicati.

Qui, Quo e Qua cercano quindi di salvare lo zio usando i totem del villaggio come canne dell'aria per l'organo che stavano cercando di vendere. Vengono poi tutti catturati e riportati al villaggio, dove dichiareranno di volere altri organi.

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I nipotini fanno suonare i totem

La storia si incentra anche sul rapporto tra Paperino e i suoi nipotini. Qui, Quo e Qua non sono più i monelli che comparivano nelle strisce di Al Taliaferro (e nelle prime di Barks), ma dimostrano di essere coraggiosi, maturi e intelligenti, più di loro zio, che sembra un quarto fratello piuttosto che uno zio. Sono dei migliori venditori rispetto a Paperino (anche più fortunati) ed è grazie a loro se alla fine i rapporti con gli indiani si sistemano e rendono Paperino "il più grande venditore di tutti i tempi".

Tutti questi temi si fondono in un'avventura di grande intrattenimento e di una profondità sorprendente per una storia con un così semplice incipit. Qui Barks si afferma un'incredibile disegnatore e sceneggiatore. Come disegnatore sopratutto, realizza dei disegni dettagliati del villaggio dei totem che rendono davvero giustizia[1].

CuriositàModifica

  • Il nome del fiume del territorio canadese, Kickmiquik, deriva dalle parole inglesi kick me quick che in italiano significano colpiscimi forte.
  • Barks, nel 1957 realizzerà una versione riveduta e approfondita della storia intitolata Zio Paperone e la città dai tetti d'oro, in cui, come si può intuire dal titolo, anche Zio Paperone ne sarà protagonista.

NoteModifica

  1. Carl Barks Library vol. 8 - Analisi della storia di Stefano Priarone


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Paperino in "Silenzio!"

Paperino in silenzio

Febbraio 1950 Paperino e il sentiero dell'unicorno

Copertina unicorno paperino

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