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Paperino il Paladino
Paperino il Paladino
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 247-AP
Sceneggiatura:Carlo Chendi
Disegni:Luciano Bottaro
Prima uscita:Topolino n.247-248 del 21-28 agosto 1960
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:59
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori editore



Paperino il Paladino è una storia di produzione italiana scritta nel 1960 da Carlo Chendi e disegnata da Luciano Bottaro. È uscita in due puntate su Topolino numero 247 e 248 del 21 e 28 agosto 1960.

È considerata la prima rappresentante del cosiddetto ciclo paperingio; si tratta inoltre di una delle prime storie di ambientazione medievale di Paperino e dei personaggi disneyani in generale.

TramaModifica

I episodioModifica

Paperino è vittima di uno scherzo dei nipotini che, travestiti da drago, spaventano lo zio al punto da fargli avere un collasso nervoso. Una volta a letto, Paperino racconta ai nipoti che tutta la stirpe dei paperi ha sempre avuto paura dei draghi. In quel momento appare nella stanza la strega Nocciola, che spiega a Paperino e nipoti il motivo della paura atavica per i draghi nella famiglia dei paperi.

Tutto ebbe inizio moltissimo tempo fa, il giorno in cui il prode Paperino il Paladino, cavaliere di ventura, arrivò insieme allo scudiero Ciccio in prossimità di un castello indifeso assediato da delle milizie armate. Immediatamente l'ardito paladino si lanciò nello scontro ed in men che non si dica sbaragliò e mise in fuga tutto l'esercito avversario. Ecco allora uscire dal portone del castello il Duca Paperone, che si accanì contro il disgraziato cavaliere per la perdita delle milizie mercenarie che aveva pagato, e che stavano provando in quel momento l'assedio di un castello per mantenersi in esercizio.
Non avendo denaro per ripagare il duca, Paperino il Paladino e il suo scudiero si prestarono malamente agli umili lavori che il duca li costrinse a fare. Intanto Paperino conobbe al castello Madonna Paperina, l'affascinante nipote del Duca e se ne innamorò.

Lo zio decise di portare Paperina a Portus Delfini, ricca località marittima (corrispondente all'odierna Portofino, in Liguria) dove viveva la nobiltà dell'epoca, in modo da trovare per la nipote un ricco uomo che fosse intenzionato a sposarla.
Per scortare Madonna Paperina vennero scelti Paperino il paladino e Cicco lo scudiero. Una volta raggiunto Portus Delfini, Paperina conobbe Messer Gastone, uno dei più talentuosi menestrelli della città e subito i due fecero amicizia. Tuttavia Paperino divenne ben presto furioso per la gelosia poiché il cantastorie mostrava un certo interesse per Paperina, che sembrava preferire le note stonate di Messer Gastone.

Intanto dall'altra parte della costa i pirati saraceni, sofferenti delle urla di Gastone, decisero di armare una spedizione per mettere a ferro e fuoco Portus Delfini. Il primo che si accorse dell'arrivo delle navi nemiche fu proprio Paperino, che subito diede l'allarme, facendo scappare tutti gli abitanti, Gastone compreso: inoltre rassicurò Paperina, disperata per l'arrivo dei pirati.

II episodioModifica

Il prode paladino affondò le feluche nemiche una ad una con un cavatappi, sconfisse tutti i feroci pirati e alla fine cadde a terra stremato. A quel punto uscì dal nascondiglio il pavido Gastone che venne da tutti acclamato come salvatore della città. Una volta ripresosi, Paperino venne a sapere che Paperina e Gastone erano tornati al castello del Duca e, furente, li raggiunse.

Qui scoprì che il rivale stava per sposare la sua amata e, disperato, chiese consiglio all'avvocato Filippo Azzeccagarbugli: quest'ultimo citò una legge che obbligava il padrone del castello a dare in sposa la figlia o la nipote a colui che uccidesse un drago all'interno del territorio del castello. Così Paperino partì alla ricerca del mitico animale e una volta trovato, egli vi si scagliò contro senza paura. Purtroppo per lui, il drago era molto potente e non riescì a sconfiggerlo. Allora venne in suo aiuto la strega Nocciola che lo aiutò ad uccidere il drago.

Una volta presentatosi al duca pronto per reclamare i suoi diritti su Madonna Paperina, il feudatario si scagliò furente contro il paladino perché a causa sua aveva perso il pozzo di petrolio in cui il drago si nutriva, andato distrutto durante la battaglia. Così il castellano, facendogli firmare una carta, obbligò lui e i suoi discendenti a restare al suo servizio fino al 1979. Inoltre, dato che la legge vietava che un cavaliere sposasse una parente del suo padrone, Paperino il Paladino non sposò mai Paperina e rimase per sempre al servizio del Duca Paperone.

Finita la storia, Paperino caccia via la strega per il malumore che gli ha provocato la storia. Poco dopo arriva invece lo Zio Paperone, che ha trovato la carta firmata dal suo antenato, e obbliga Paperino a lavorare per lui gratis per un anno.

AnalisiModifica

Paperino il paladino è generalmente considerata una parodia (per la precisione, del poema Orlando innamorato), tanto che è stata inclusa in serie come I classici della letteratura; tuttavia la questione è discutibile, dato che a parte l'ambientazione nel Medioevo cavalleresco la storia non ha moltissimi punti in comune con l'opera di Matteo Boiardo.

Fra i punti di forza della storia, oltre alla trama briosa e avvincente, si deve annoverare l'esperimento linguistico della sceneggiatura, per cui molti personaggi, ma soprattutto il protagonista, si esprimono in un curioso italiano dai tratti arcaici (ma comunque ampiamente comprensibile): si tratta di una lingua simile a quella usata dal celebre condottiero immaginario Brancaleone da Norcia, interpretato da Vittorio Gassman in due film per la regia di Mario Monicelli. Da notare che la storia di Chendi e Bottaro è cronologicamente anteriore ai suddetti film[1].

NoteModifica

  1. Cfr. http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2010/05/da-paperino-il-paladino-allarmata-brancaleone.html