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Paperino e le lenticchie di Babilonia
Paperino e le lenticchie di Babilonia
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 250-AP
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Inchiostri:Rodolfo Cimino
Prima uscita:11-18 settembre 1960

Topolino 250-251

La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:71
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"E il vecchio cowboy... dloy, dloy, dloy, derubato delle sue mandrie... driè, driè, driè, morì di fame e di dolor! dlor, dlor, dlor!"
Canzone strappalacrime cantata da Paperone, ridotto a chiedere l'elemosina nei ristoranti

Paperino e le lenticchie di Babilonia è una storia scritta e disegnata da Romano Scarpa, pubblicata per la prima volta in Italia l'11 e il 18 settembre 1960 su Topolino 250-251.

È una delle storie più famose dell'autore veneziano e si situa fra le prime 100 della graduatoria INDUCKS[1]; nel novembre 2014 è risultata temporaneamente la meglio classificata fra le storie di produzione italiana, nonché fra quelle non scritte in lingua inglese.

TramaModifica

I episodioModifica

Paperino e Qui, Quo, Qua si stanno concedendo un lauto pasto al ristorante quando vedono entrare Paperon de' Paperoni, in una veste ben diversa da quella a cui il lettore è abituato a vederlo: l'anziano papero, infatti, è ridotto in miseria e cerca di tirare avanti facendo il suonatore ambulante. L'orgoglioso Paperone, dopo aver accettato l'offerta dei nipoti di mangiare con loro solo come compenso per la musica, spiega sconsolato che alcune non meglio precisate lenticchie non sono ancora germogliate. Si apre a questo punto una lunga digressione che spiega al lettore l'antefatto.

Molti mesi prima, i Bassotti, introdottisi in un sito archeologico in Medio Oriente per impadronirsi di antichi tesori, avevano scoperto una enorme quantità di lenticchie: questi legumi erano stati alla base dell'alimentazione dell'antico popolo babilonese e dopo molti secoli si erano mantenuti in buono stato. I malviventi, quindi, erano diventati legalmente proprietari delle lenticchie scoperte e su di esse avevano fondato un'impresa.

Grande fu lo stupore di Paperone, ghiottissimo di stufato di lenticchie, quando, avendo "invitato" al ristorante Paperino e i nipotini (a condizione che chi fra Paperone e i nipoti messi insieme avesse mangiato meno stufato avrebbe pagato il conto: ma il vecchio papero sapeva bene di poter ingurgitare enormi quantità della rustica pietanza e quindi di vincere la scommessa) vide esposte nel locale alcune scatole di "lenticchie di Babilonia", prodotte nientemeno che dai suoi acerrimi nemici. Con un'intelligente operazione finanziaria, il multimiliardario riuscì a far alzare e poi a far crollare le quotazioni delle lenticchie e propose ai Bassotti di rilevare l'impresa. Questi accettarono, a patto di tenere per sé una sola azione per "motivi affettivi".

Paperone, deciso a far fruttare il suo nuovo investimento, promosse numerose campagne pubblicitarie allo scopo di rendere appetibili e alla moda le modeste lenticchie e, benché le pubblicità venissero sistematicamente boicottate da ignoti senza motivi apparenti, l'operazione cominciò a dare i suoi frutti. Paperone venne inondato di richieste di acquisto di lenticchie e chiese ai Bassotti di incrementare la produzione. Al rifiuto di questi, ancora dotati di potere decisionale in quanto titolari di un'azione, il ricco papero non trovò altra scelta se non comprare l'azione stessa. I Bassotti si offrirono di venderla per un prezzo equivalente all'intera fortuna del multimiliardario, e quest'ultimo, accecato dalla prospettiva di guadagno, finì a denti stretti per accettare. Ancora non sapeva che, come era stato scoperto da Qui, Quo e Qua, erano stati i Bassotti stessi a boicottare le pubblicità delle lenticchie.

II episodioModifica

Lenticchie di Babilonia

Paperino vittima del boicottaggio pubblicitario effettuato dai Bassotti.

La colossale, ma non illegale, macchinazione dei Bassotti per impossessarsi dei beni di Paperone si scoprì un poco per volta. I malviventi disponevano solo di un limitato, benché cospicuo, quantitativo di lenticchie, e dopo averle fatte inscatolare le vendevano al paese africano della Costa Scura, i cui ingenui abitanti le pagavano in oro puro; in seguito la merce veniva acquistata da altri stati del terzo mondo, che a loro volta la rivendevano, fino a tornare in Babilliria (il paese dove erano state scoperte), dove i Bassotti stessi ricompravano le stesse lenticchie, riuscendo a guadagnare sul traffico per un complesso gioco di scambi di valuta. Le lenticchie, inoltre, erano sterili, quindi non potevano essere moltiplicate in nessun modo: i Bassotti erano talmente sicuri di questo che avevano lasciato una dichiarazione scritta a Paperone, per cui se uno solo dei loro legumi fosse germogliato, avrebbero restituito al papero tutte le sue sostanze.

Paperone, anziché continuare il commercio dei Bassotti - che gli avrebbe permesso, con l'oro della Costa Scura, di arricchirsi, ma molto lentamente - provò a seminare tutte le lenticchie in suo possesso ai quattro angoli del globo, ma inutilmente: i legumi sembravano in effetti totalmente sterili.

Chiusasi la lunga digressione, al lettore tornano a presentarsi le condizioni di dignitosa miseria di Paperone, che dopo aver ottenuto qualche centesimo suonando nel ristorante vorrebbe concedersi un salsicciotto. I suoi numerosi creditori, però, glielo impediscono e lo costringono alla fuga nel suo antico palazzo, dove i Bassotti gli hanno concesso di continuare a vivere in una modesta stanza all'ultimo piano.

Paperone non si è accorto che una singola lenticchia di Babilonia gli è sfuggita e si è depositata in un vaso di fiori della sua stanza, a cento metri di altezza: proprio la distanza dal suolo ha ricreato la condizione dei famosi "giardini pensili di Babilonia", in cui evidentemente le lenticchie venivano coltivate nell'antichità, e mentre Paperone si addormenta il seme capitato casualmente nel vaso germoglia...

AnalisiModifica

Lenticchie di Babilonia 2

Paperone assediato dai creditori.

Una delle storie più famose e fortunate di Scarpa è anche una delle più lunghe e complesse: ridotti all'essenziale i personaggi - la vicenda vede dall'inizio alla fine la contrapposizione di Paperone con i Bassotti, con Paperino e Qui, Quo, Qua ridotti al ruolo di comprimari e aiutanti del ricco zio - Paperino e le lenticchie di Babilonia si distingue soprattutto per la trama molto intricata e ricca di sottigliezze riguardo le operazioni finanziarie (naturalmente non realistiche e perfino assurde, ma comunque descritte con abbondanza di particolari tecnici), perfino di difficile comprensione almeno per i lettori più giovani.

La storia, inoltre, propone una serie di episodi e immagini sorprendenti, che contravvengono alle attese del lettore (da Paperone ridotto in miseria, allo stesso che, rinunciando alla sua proverbiale oculatezza, cede ai Bassotti di propria volontà il suo intero patrimonio, ai Bassotti stessi che operano in maniera capziosa ma non illegale) e presenta uno dei colpi di scena finali più clamorosi delle storie Disney, anche perché il riscatto finale di Paperone non viene esplicitato e il lieto fine, seppure come sempre virtualmente obbligatorio, viene lasciato alla deduzione del lettore.

Non mancano garbate critiche alla società dell'epoca, un tema abbastanza ricorrente nelle storie di Scarpa, dalle più serie alle più comiche: si ironizza soprattutto sul ruolo della pubblicità, che se condotta in maniera opportuna può indurre il consumatore a comprare qualsiasi prodotto, anche quello apparentemente meno invitante; ma gli strali dell'autore colpiscono anche l'assurdità di certe operazioni finanziarie, che permettono ad affaristi senza scrupoli di arricchirsi senza sforzo, spesso a danno di paesi in via di sviluppo.

Nella storia si può leggere anche una lontana citazione biblica tratta dal libro della Genesi[2]. Esaù cedette a suo fratello Giacobbe il diritto di primogenitura proprio per un piatto di lenticchie. Lo stesso fa Paperone, che perde ogni suo avere e raggiunge una miseria mai toccata prima. Il vecchio papero paga a caro prezzo la sua smodata avidità e solo nel finale germoglia la certezza che il contrappasso di Paperone sta volgendo al termine[2]

PubblicazioniModifica

Lenticchie di Babilonia 3

Paperone in miseria, che cerca di guadagnarsi da vivere.

La storia è stata pubblicata dieci volte in Italia:

  • Topolino 250-251 (1960)
  • I Classici di Walt Disney (prima serie) 15 - Trilogia di Paperino (1964)
  • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 27 - Trilogia di Paperino (1979)
  • Capolavori Disney 11 - Le grandi storie di Romano Scarpa 1960 (1993)
  • Paperino Mese 168 (1994)
  • Zio Paperone 180 (2004)
  • Best Sellers Mondadori 1536 - Paper Alexandros (2005)
  • I Grandi Classici Disney 309 (2012)
  • Le grandi storie 5 - Paperino e le lenticchie di Babilonia e altre storie (2014)
  • Raccolta Paperino Mese / Paperino 17

Inoltre ha avuto molto successo all'estero, essendo stata tradotta e pubblicata in Brasile, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Spagna, Stati Uniti e Svezia[3].

CuriositàModifica

  • La storia è stata pubblicata quando le storie a fumetti erano ancora firmate Walt Disney. Romano Scarpa inserisce le proprie iniziali nella vignetta d'apertura[2].

NoteModifica

  1. [1] Graduatoria INDUCKS - INDUCKS.com
  2. 2,0 2,1 2,2 [2] Le grandi storie - Opera Omnia di Romano Scarpa 5 pag 12
  3. [3] Paperino e le lenticchie di Babilonia - INDUCKS.com
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