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"Attendete quindi con impazienza la prossima puntata, dove imparerete che non è possibile evitare la scuola, neppure in pieno oceano."
Didascalia finale della prima puntata
Paperino e la scuola dei guai
Scuola dei guai
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 195-AP
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Romano Scarpa
Prima uscita:Topolino 195-196, 25 settembre-10 ottobre 1958
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:60
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori editore


Paperino e la scuola dei guai è una storia scritta da Guido Martina, disegnata da Romano Scarpa e apparsa per la prima volta in due puntate su Topolino 195-196, dal 25 settembre al 10 ottobre 1958. Si inserisce nella tradizione, tipica del Topolino anni Cinquanta, delle storie di ambiente scolastico pubblicate in autunno, in coincidenza con l’inizio delle lezioni.

Trama

Prima puntata

Qui, Quo e Qua sono disperati perché si avvicina il 4 ottobre, data d’inizio delle lezioni, e sono rimproverati per questo da Paperino. I nipotini hanno però buon gioco nel rinfacciare allo zio la sua carriera scolastica tutt’altro che gloriosa, come dimostrano la pagella e il cappello dell’asino che hanno trovato in soffitta.

La discussione famigliare è interrotta dal postino, con una lettera in cui si offre a Paperino un posto da insegnante nella scuola locale. Paperino può così permettersi di rifiutare il nuovo lavoro che Paperone vorrebbe imporgli: fargli da marinaio sul veliero Il vagabondo dei Mari, per la paga di venticinque dollari, durante una crociera d’affari alle Antille.

Giunge il 4 ottobre. Qui, Quo e Qua, obbligati dallo zio con la forza e l’inganno ad andare a scuola, se lo ritrovano poi in classe come maestro. Naturalmente, Paperino si dimostra un pessimo insegnante, ignorante e incapace di gestire la classe. In più, si scopre che la lettera di nomina gli è stata inviata dal direttore della scuola per errore, al posto di un sollecito di pagamento, ed è costretto in malo modo a cedere la cattedra al vero professore.

La sera, al porto, Paperino, inseguendo la lettera che gli è stata portata via da un refolo di vento, sale a bordo di un battello a motore, la Colomba. Questo, però, è la nave di cui due Bassotti vogliono servirsi per seguire e abbordare il Vagabondo dei mari. Paperino è subito scoperto e gettato in cella. Su quella stessa nave, poco dopo, salgono Qui, Quo e Qua, decisi più che mai a fuggire la scuola e Paperopoli, dopo l’umiliante scena cui hanno assistito in classe per colpa dello zio. La Colomba salpa e, grazie alla sua velocità, raggiunge in poche ore il punto previsto per l’abbordaggio

Seconda puntata

31-0

I Bassotti si preparano al loro assalto piratesco e, nell’attesa, obbligano Paperino a lavare il ponte. Il nostro eroe vede un veliero all’orizzonte (senza sapere che è quello di Paperone) e spara un colpo di cannone per chiedere aiuto. La cannonata affonda il Vagabondo, e Paperone perde, oltre alla nave, anche i centomila dollari in oro a bordo, con cui voleva acquistare una piantagione di canna da zucchero.

Anche i Bassotti, così, devono rinunciare al bottino, ma trovano subito un modo per rifarsi: recuperati Paperone e il suo marinaio sordomuto, chiedono al miliardario un milione di dollari di riscatto. Per ammorbidire il prigioniero, lo chiudono nella stessa cella di Paperino, ma sono subito costretti a intervenire per proteggere il nipote dal furore dello zio.

A questo punto entrano in azione Qui, Quo e Qua, che finora si sono limitati a osservare non visti. I tre nipotini chiudono i Bassotti in una cella, liberano gli zii, li obbligano a stipulare una tregua fino allo sbarco e lanciano un SOS alla radio. Il messaggio d’aiuto è raccolto dalla nave-scuola Carolina. I paperi sono tratti in salvo e i Bassotti chiusi in cella, ma le traversie dei primi non sono finite; poiché la nave scuola non può deviare dalla rotta della sua crociera, essi sono virtualmente prigionieri a bordo per tre mesi.

Sulla Carolina, Paperino deve lavare i ponti, Paperone pelare le patate e Qui, Quo e Qua studiare dieci ore al giorno in una scuola molto più pesante di quella da cui sono fuggiti. Né le cose miglioreranno una volta tornati a Paperopoli. Qui, Quo e Qua, contrariamente a quello che speravano, sono reiscritti d’autorità alla loro vecchia scuola, dove si studia otto ore al giorno per recuperare il tempo perso a causa di un’epidemia di asiatica. Paperino, per proteggersi dallo zio, accetta il posto di bidello offertogli dal direttore e lava i pavimenti nella scuola, dove ha insegnato. Paperone aspetta pazientemente la fine dell’anno scolastico, per sfogare il suo furore sul nipote bidello senza incorrere nel reato di “oltraggio a pubblico ufficiale”.

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