FANDOM


  • Paperino e la pentola genuina
  • Commenti


Giovanimarmotte Questa voce è stata eletta voce del mese nell'agosto 2017!
Naturalmente gli interventi per completarla e migliorarla sono sempre i benvenuti!


Paperino e la pentola genuina
Pentolagenuina
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 789-C
Sceneggiatura:Rodolfo Cimino
Disegni:Giorgio Cavazzano
Prima uscita:10 gennaio 1971, Topolino n° 789
La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:20
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"È solo una vecchia pentola! se la SAPRETE USARE, per voi sarà la classica pentola d'oro!"
Il ferrivecchi a Paperino regalandogli la pentola

Paperino e la pentola genuina è una storia scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giorgio Cavazzano, pubblicata per la prima volta in Italia il 10 gennaio 1971 su Topolino 789.

Trama

Paperino prova a chiedere un prestito allo Zio Paperone, e questi, dopo uno sgarbato rifiuto, scaccia il nipote tirandogli dietro una pagnotta secca, più per umiliarlo che per aiutarlo. Il papero preferisce usare il pane per sfamare un cucciolo randagio, che gli si affeziona e lo segue fino a casa, dove Paperino e Qui, Quo, Qua accolgono con gioia il nuovo arrivato.

Poco dopo il cane riconosce un ferrivecchi ambulante di passaggio: si tratta del suo padrone, che aveva smarrito l'animale poco prima che fosse adottato da Paperino. L'ambulante decide di ricompensare il papero per la sua generosità nei confronti del cagnolino e gli regala una vecchia e capace pentola di stagno.

Paperino prova inizialmente a vendere la pentola allo zio come oggetto di antiquariato, ma Paperone non ne vuol sapere e regala stavolta al nipote dei buoni pasto per la nuova mensa automatica di sua proprietà. Paperino e nipoti, date le gravi ristrettezze, decidono di consumare i pasti alla mensa, ma l'ambiente appare da incubo: appena entrati i clienti vengono legati a dei sedili semoventi e ricevono i piatti da un congegno automatizzato, che li imbocca e toglie le portate dopo pochi secondi.

Malgrado la fame, Paperino e i nipotini rimangono d'accordo nel non voler sfruttare gli altri buoni pasto, e provano a usare la pentola ricevuta in regalo per cuocersi della zuppa. Mentre lavano l'oggetto Qui, Quo e Qua scoprono che sul fianco è incisa una ricetta della "zuppa alla campagnola", piatto povero che si può preparare con erbe che crescono spontaneamente in campagna. Raccolti su un prato fuori Paperopoli gli ingredienti necessari, i paperi cucinano la zuppa nella pentola: inaspettatamente la pietanza è buonissima, e il suo odore attira irresistibilmente anche gli automobilisti di passaggio, tanto che dopo il primo giorno i paperi decidono di aprire un ristorante all'aperto sfruttando la pentola e la ricetta segreta, e in breve fanno ottimi affari.

Paperone, notando un crollo negli introiti delle sue imprese di ristorazione, non si capacita come mai i paperopolesi preferiscono la semplice zuppa di Paperino alla sua alienante mensa automatica. Non riuscendo a convincere con le buone il nipote dal desistere dalla concorrenza, il multimiliardario si rivolge al Giudice Gufo, il quale obietta che non c'è niente di illegale nell'attività di Paperino. Alla fine, Paperone viene convinto da uno dei suoi avvocati a querelare il nipote per la sua perenne insolvenza e a chiedere come risarcimento la pentola. Paperone, pur dovendo versare una salatissima parcella al legale, si impossessa finalmente dell'oggetto, che intende sfruttare su larga scala per le sue imprese di ristorazione.

Tuttavia già il primo tentativo di utilizzo della pentola riserva una brutta sorpresa a Paperone: infatti l'oggetto, sottoposto alle temperature troppo alte della fiamma del gas, si fonde e la ricetta della zuppa alla campagnola diventa illeggibile. Paperino e nipotini possono godere i proventi della loro breve attività di ristoratori e al vecchio zio non resta che disperarsi per la perdita subita.

Analisi

Si tratta di una delle storie di maggior successo di Rodolfo Cimino, stando alle ristampe, alle traduzioni in altri paesi, ai giudizi dei fans[1] e alla buona posizione nella graduatoria INDUCKS (367° posto nel settembre 2019). Sono presenti molti temi già ampiamente ricorrenti per lo sceneggiatore: gli aspetti più negativi del progresso tecnologico, contrapposti a un benefico "ritorno alla natura", il buon senso di Paperino e Qui, Quo, Qua, che li vede accomunati e alleati contro l'avidità di Paperone, la presenza di un personaggio minore (il ferrivecchi) avveduto e portavoce della morale affidata al lettore.

Come spesso nelle storie di Cimino, inoltre, un oggetto assume un ruolo di vero protagonista (la pentola): diversamente da altri casi, però, l'oggetto non appare animato da forze magiche o surreali, ma "reagisce" all'uso distorto che ne viene fatto (da Paperone) semplicemente per una legge fisica (in realtà piuttosto improbabile, in quanto la differenza fra la fiamma del fuoco di legna e quella del gas non apparirebbe apprezzabile).

Pubblicazioni

La storia è stata edita sette volte in Italia:

Inoltre è stata tradotta e pubblicata in Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia e Svezia.

Note

  1. Cfr. la discussione dedicata sul forum del Papersera: http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1192547145
I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.