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Paperino e la città western
Paperino e la città western
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1859-A
Sceneggiatura:Bruno Concina
Disegni:Giuseppe Dalla Santa
Prima uscita:14 luglio 1991
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:34
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Paperino e la città western è una storia a bivi di Bruno Concina e Giuseppe Dalla Santa, pubblicata per la prima volta sul numero 1859 di Topolino.

Trama

Topo 1859 - 008

Paperino ed i nipotini stanno tornando da una vacanza, ma la strada per Paperopoli è ancora lunga e Paperino decide di fermarsi per riposarsi. Pur trovandosi in un posto deserto e inospitale, propone ai nipotini di accamparsi lì per la notte ma lo scoppio di un temporale gli fa cambiare idea. Qui, Quo e Qua scoprono che c'è una città a 2km dove possono trovare riparo. Arrivati alla città (che sembra uscita dal vecchio west), il luogo appare abbandonato. Una luce che proviene da un vicolo e un cigolio spaventano Paperino che vorrebbe ripartire con la 313 mentre i nipotini gli chiedono di dare un occhiata anche perchè la pioggia diventa sempre più forte. (primo bivio)

Qui, Quo e Qua riescono a convincere lo zio con la promessa di scappare al primo pericolo. Scorprono così che la luce era il riflesso del lampo su un vetro ed il cigolio proveniva da una vecchia porta. Paperino si convince quindi a restare e vanno nel vecchio saloon per cercare qualche camera dove poter riposare. Nonostante lo stato del posto, trovano due stanze con i letti ancora in buone condizioni. Paperino lascia i nipotini in una con un lume a petrolio acceso mentre lui si sposta nell'altra con la sua torcia di riserva. Più tardi però, dopo essersi addormentato, i paperotti piombano nella sua stanza spaventati. I tre hanno sentito il suono del pianoforte al piano terra e credono ci siano i fantasmi. Chiedono quindi allo zio di dare un occhiata mentre Paperino, non sentendo più nulla, vorrebbe dormire in pace. (secondo bivio)

Finale 1: Paperino convince i nipotini che hanno immaginato tutto e possono tornare nella loro stanza perchè tanto ci penserà lui a difenderli. Rincuorati, Qui, Quo e Qua escono fuori per poi sentire un urlo del loro "coraggioso" zio. Spaventato, Paperino dice di aver visto gli occhi di un fantasma scintillare da un vecchio ritratto. I tre paperotti rimuovono il quadro trovando un condotto da cui esce un gatto. Erano i suoi occhi che Paperino ha visto dato che il quadro ha dei fori ed il condotto serviva per il tubo della stufa (ora distrutto). Ritorna la musica del pianoforte ed i 4, usando la torcia, scoprono che il colpevole è ancora il gatto che usa i tubi delle stufe per muoversi nel saloon. Paperino ed i nipotini possono tornare a dormire senza paura ed all'alba ripartono salutando il gatto. Poco dopo però una donna lo richiama nel saloon e l'animale attraversa la parete.

Si torna al secondo bivio scegliendo l'altra opzione.

Topo 1859 - 027

Qui, Quo e Qua convincono lo zio a dare un occhiata. Poco dopo la musica riparte e, muovendosi di soppiatto, i paperi osservano il piano di sotto trovandolo insolitamente animato da vari personaggi. Tutti sembrano usciti da un film western, dai giocatori al tavolo fino alla cantante col musicista al piano. Paperino consiglia ai nipotini di calarsi dalla finestra e scappare il prima possibile. Vengono però visti ed invitati a scendere a fare loro un pò di compagnia. I paperi devono decidere alla svelta. (terzo bivio)

Finale 2: I paperi scelgono la fuga e, dopo essere saltati fuori da una finestra di una delle camere, montano sulla 313 e partono a razzo approfittando del tempo sereno. Le persone nel salooon commentano che hanno perso un occasione sia loro che i paperi. Queste sono davvero dei fantasmi, condannati a ripetere la recita finchè non potranno rivelare ad un vivente il segreto della ricca miniera fantasma. Cominciano così a svanire dandosi appuntamento a 10 anni per un altro tentativo. E, ormai lontani, Paperino e Qui, Quo e Qua vedono la città scomparire nel nulla chiedendosi se sia stato un sogno e se sia meglio non raccontare nulla a nessuno.

Si torna al terzo bivio scegliendo l'altra opzione.

Finale 3: I paperi accettano l'invito ad un banchetto in stile antico west. Scoprono così che le persone sono reali; essi sono discendenti degli antichi abitanti della città. Dato che il posto sta andando in rovina, hanno deciso di intervenire restaurandolo e trasformandolo in un'attrazione turistica ed i 4 (che hanno assistito alla prova generale) sono i loro primi clienti. Stanchi e sazi, Paperino ed i nipotini sautano e vanno a dormire. Il mattino seguente però, prima di partire, il barista chiede che paghino il conto che si rivela molto salato tanto da dover firmare delle cambiali. I paperi, stizziti, se ne vanno commentando che era meglio fossero stati dei veri spettri.

Si torna al primo bivio scegliendo l'altra opzione.

Finale 4: Paperino preferisce il temporale ed accampa scusa coi nipotini per non ammettere la sua paura degli spettri. In realtà nella città c'è un vero albergo e la coppia di gestori si accorge di non aver acceso le insegne del paese che indicano come raggiungere la locanda. Ma ormai Paperino ed i nipotini sono già sulla strada per Paperopoli col tempo di nuovo sereno e Paperino è sicuro di aver evitato avventure pericolose.

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