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Paperino e la «Fondazione De' Paperoni»
It nli 001i 001
Informazioni generali
Codice Inducks:I AT 21-A
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Prima uscita:settembre 1958,

Almanacco Topolino n. 21

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:25
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Paperino e la «Fondazione De' Paperoni» è una storia scritta e disegnata da Romano Scarpa, pubblicata per la prima volta nel settembre 1958 sul numero 21 di Almanacco Topolino 285.

TramaModifica

Paperon de' Paperoni, addormentatosi accidentalmente durante il lavoro, ha un incubo: sogna di vivere nell'antica Roma e di essere nientemeno che il munifico Mecenate. Risvegliatosi in preda all'angoscia, il ricco papero scopre di essere stato suggestionato da un volume sui grandi benefattori dell'umanità. Paperino cerca di convincere lo zio che gli atti di generosità nobilitano chi li compie, soprattutto se è molto ricco, e cita come esempio il miliardario paperopolese John D. Buckefeller, noto per aver istituito una fondazione scientifica a suo nome in cui vengono svolte ricerche di utilità sociale.

Paperone afferma che anche lui sarebbe pronto a investire in una fondazione a suo nome, purché Paperino provasse che le ricerche di Buckefeller sono effettivamente utili. Dato che una delle ultime scoperte della fondazione Buckefeller riguarda il modo di salvaguardare il denaro dai danni provocati dalla muffa, Paperone è costretto suo malgrado ad ammettere che si tratta di una scoperta di utilità pubblica e quindi a istituire una Fondazione De' Paperoni, ospitandola in un edificio ancora più imponente di quello di Buckefeller.

Tuttavia, per contenere le spese Paperone assume come ricercatori della fondazione non scienziati internazionali di chiara fama come l'opinione pubblica si aspetterebbe, bensì Archimede, Paperino e Qui, Quo, Qua, che sono disposti ad accontentarsi di una retribuzione puramente simbolica. Le ricerche affidate loro, neanche a dirlo, sono soprattutto utili per Paperone stesso: i nipotini devono studiare la maniera di immagazzinare le banconote in modo da occupare il minore spazio possibile, Paperino deve studiare i possibili danni delle ragnatele sul denaro, e Archimede progettare un nuovo tipo di serratura a prova di scassinatore.

Paperino non trova di meglio da fare, per i suoi studi sulle ragnatele, che girare per la città catturando il maggior numero possibile di ragni e portarli tutti alla fondazione, mentre Archimede ha l'ingenuità di sottoporre tutte le serrature che progetta ai Bassotti, perché confermino o meno la loro sicurezza. I malviventi hanno facilmente la meglio su quasi tutte le serrature, finché non dichiarano allo scienziato che una in particolare è a prova di scassinatore. Paperone, entusiasta per l'apparente riuscita della missione affidata ad Archimede, fa montare immediatamente la serratura nella sede stessa della fondazione.

In realtà i Bassotti avevano finto di non riuscire ad aprire la serratura in questione solo per poter avere via libera una volta che la stessa fosse stata installata. La notte seguente i banditi riescono facilmente a penetrare nella fondazione, attratti dalla possibilità di rubare costose apparecchiature scientifiche, ma vengono letteralmente aggrediti da migliaia di ragni provenienti dal laboratorio di Paperino e sono costretti a fuggire.

Se i Bassotti finiscono in galera, resta il fatto che nessuno dei "ricercatori" ha conseguito risultati apprezzabili e la Fondazione De' Paperoni, rivelatasi un fiasco su tutta la linea, viene ceduta da Paperone al rivale Buckefeller. Apparentemente il papero più ricco del mondo esce sconfitto dalla vicenda, ma in realtà - come i lettori hanno già potuto capire grazie ad alcuni indizi - i due magnati sono segretamente d'accordo: lo Zione, infatti, è uno dei più importanti finanziatori della Fondazione Buckefeller, pur tenendoci molto a non farlo sapere a nessuno.

AnalisiModifica

Una delle storie del primo periodo della carriera di Romano Scarpa, scritta e disegnata dall'autore, è caratterizzata non da una trama avventurosa o dall'apporto di elementi fantastici, bensì dal sapiente uso di personaggi e motivi consueti sullo scenario della vita quotidiana paperopolese, che l'autore sa utilizzare creando una vicenda spassosa e ricca di colpi di scena[1].

Il motivo più interessante, però, è la caratterizzazione di Paperone, che si rivela avaro e burbero nei suoi atteggiamenti pubblici, ma in segreto mantiene un fondo di generosità che si sforza di non far apparire e che risulta ai lettori solo nell'ultima pagina[2]; è un motivo non di rado presente nel papero caratterizzato da Carl Barks, ma molto lontano dal cinismo con cui il personaggio è rappresentato da altri celebri autori italiani contemporanei di Scarpa, come Guido Martina o Rodolfo Cimino.

PubblicazioniModifica

Paperino e la «Fondazione De' Paperoni» è stata edita undici volte in Italia:

  • Almanacco Topolino 21 (1958) Paperino e la «Fondazione De' Paperoni»
  • Albi della rosa / Albi di Topolino 454 - Paperino e la "Fondazione de' Paperoni" (1963)
  • Omaggio Abbonati 1976 - Paperino Superstar (1976)
  • Le nostre leggendarie imprese 1 - Paperino Superstar (1983)
  • Paperino Mese 81 (1987)
  • Capolavori Disney 1 - Le grandi storie di Romano Scarpa (1992)
  • I Maestri Disney 14 - Romano Scarpa (1999)
  • Le imperdibili 22 (2005)
  • I Mitici Disney 3 - Zio Paperone (2009)
  • I Grandi Classici Disney 288 (2010)
  • Le grandi storie - L'opera omnia di Romano Scarpa 3 - Paperino e la "Fondazione De' Paperoni" e altre storie (2014)

Inoltre è stata tradotta e pubblicata anche in Cechia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Stati Uniti e Svezia.

NoteModifica

  1. Altri tipici esempi simili fra la produzione di Scarpa sono Paperino agente dell'F.B.I. o Zio Paperone e la gara da 100 dollari.
  2. Da questo punto di vista il finale ricorda vagamente la celebre storia di Carl Barks Zio Paperone e la Stella del Polo, peraltro molto diversa dalla creazione di Scarpa.
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