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Paperino e l'elisir miracoloso
Elisirmiracoloso
Informazioni generali
Codice Inducks:I AT 261-B
Sceneggiatura:Gian Giacomo Dalmasso
Disegni:Giancarlo Gatti
Prima uscita:settembre 1978, Almanacco Topolino n° 261
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:26
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Paperino e l'elisir miracoloso è una parodia Disney in costume dell'opera lirica L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti; la storia è stata scritta da Gian Giacomo Dalmasso e disegnata da Giancarlo Gatti.

Trama

Siamo in un villaggio di campagna, probabilmente nella Spagna del primo Ottocento. Paperino (sosia del personaggio moderno) è innamorato di Paperina (idem), ma lei è troppo capricciosa e orgogliosa per incoraggiarlo, anzi si fa beffe della sua timidezza e cerca di indispettirlo accettando la corte dell'antipatico capitano dei dragoni, Gastone Belcore (Gastone), tanto che acconsente a partecipare con lui alla "corsa delle carriole" prevista nella prossima sagra del paese, rimangiandosi la promessa già fatta a Paperino.

Di lì a poco, si presenta nel villaggio Dulcamara (Pico de Paperis), un sedicente dottore che offre in vendita sulla pubblica piazza un ritrovato di sua invenzione, che sostiene miracoloso e in grado di guarire da tutti i mali. Paperino crede subito alla potenza di questo elisir e invita Dulcamara a un pranzo all'osteria, chiedendogli se il medicinale può guarire la sua timidezza e renderlo in grado di ispirare l'amore. Il dottore sa che Paperino ha uno zio ricchissimo, quindi accetta da lui l'impegno a pagare cinquanta scudi in cambio di una bottiglietta con semplice acqua colorata.

Dopo aver bevuto il liquido, Paperino vede tutte le ragazze del villaggio interessarsi a lui (ciò avviene, in realtà, perché l'oste ha sparso la voce che il papero ha uno zio ricco, notizia fin allora segreta), e crede che l'elisir abbia fatto effetto. Quindi affronta Gastone Belcore a viso aperto, sotto gli occhi di Paperina, e riesce a ridicolizzarlo: la papera cambia di nuovo idea e accetta stavolta l'invito di Paperino a partecipare alla corsa delle carriole.

Il giorno dopo Paperino e Paperina vincono la gara e ottengono in premio cinquanta scudi. Tutto sembra procedere bene per il papero, quando si presenta improvvisamente lo zio (Paperon de' Paperoni), a cui Dulcamara ha fatto recapitare il conto dell'elisir, e che intende sfruttare il nipote come risarcimento della somma perduta. Paperina risolve la situazione offrendo allo zio del futuro marito i cinquanta scudi di premio. Il ricco papero rimane soddisfatto, anzi si convince anche lui della potenza del decantato elisir, e corre a cercare Dulcamara per farselo propinare a sua volta.

Analisi

L'elisir d'amore di Donizetti si prestava particolarmente bene come spunto per una parodia ambientata nell'Universo dei paperi, per la sua trama leggera e comica, priva di punte drammatiche malgrado un motivo sentimentale, e per l'interazione fra i personaggi di Nemorino, Adina e Belcore che ricorda quella, notissima ai lettori Disney, presente fra Paperino, Paperina e Gastone (si aggiunga la circostanza che nell'opera lirica Nemorino ha uno zio ricchissimo).

Il risultato è una storia ampiamente fedele all'originale, nei caratteri generali della trama - identico è il motivo dell'inganno operato dal presunto dottore - e dei personaggi, e nella rappresentazione della vivace e pettegola vita di un paese di provincia. Come in altre parodie ispirate a opere liriche, si riportano quasi pari pari dei passi del libretto, come quello in cui Dulcamara enumera le patologie a cui il suo portentoso elisir darebbe giovamento.

Differenze rispetto all'opera parodiata

La parodia, come detto, ripete nelle linee generali l'opera lirica da cui prende spunto. Fra le principali differenze:

  • La parodia propone in maniera del tutto originale la sagra paesana e l'elemento grottesco della corsa delle carriole.
  • Nell'opera lo zio di Nemorino non compare mai in scena, anzi si diffonde la notizia della sua morte; nella parodia il sosia di Paperone si presenta e, naturalmente, rimane vivo e vegeto.
  • Nell'opera Dulcamara vende vino di bassa qualità spacciandolo per elisir (ed è proprio l'ubriachezza che dà temporaneamente un certo coraggio a Nemorino); nella parodia Disney, come avviene spesso, i riferimenti al consumo di alcolici sono del tutto rimossi e il dottore smercia acqua colorata.

Ambientazione

L'elisir d'amore è localizzato in un immaginario villaggio spagnolo, precisamente nei Paesi Baschi. La parodia non ha un'ambientazione dichiarata, ma si può situare comunque nel paese iberico, dati la presenza del corpo militare dei dragoni e l'abbigliamento di molti personaggi femminili, che portano il tipico pettinino nei capelli[1]. Cronologicamente, sempre stando ai costumi e allo stile di vita dei personaggi, si può situare la parodia nella stessa epoca in cui Donizetti compose l'opera (prima metà dell'Ottocento), o quantomeno ciò non porta a contraddizioni.

Pubblicazioni

La storia ha avuto una modesta fortuna editoriale, essendo stata pubblicata solo tre volte in Italia:

  • Almanacco Topolino 261 (1978)
  • Super Almanacco Paperino (seconda serie) 47 (1984)
  • Le imperdibili 13 (2004)

Inoltre è stata edita in soli tre paesi esteri (Francia, Jugoslavia e Spagna).


Note

  1. Si può inoltre notare l'esclamazione spagnola diablo! pronunciata dal Dulcamara con le fattezze di Pico.
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