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Paperino e l'albero di Natale d'oro
Alberodinataledoro
Informazioni generali
Nome originale:The Golden Christmas Tree
Codice Inducks:W OS 203-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:dicembre 1948, One Shots n° 203
Prima uscita italiana:1° gennaio 1949, Albi d'oro n° 138
La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:20
Lingua originale:inglese
Casa editrice:Dell Comics



Paperino e l'albero di Natale d'oro (titolo originale, The Golden Christmas Tree; altri titoli italiani, Paperino e l'albero di Natale e Paperino e l'albero di Natale tutto d'oro) è una storia scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta nel dicembre 1948 negli Stati Uniti, e a brevissima distanza (inizio del 1949) anche in Italia.

Trama

A Paperopoli si avvicinano le feste di fine d'anno e si diffonde, malgrado lo scetticismo di Paperino, la notizia che una strega sta distruggendo uno dopo l'altro tutti gli alberi di Natale. Inoltre, Qui, Quo, Qua fanno dei gran capricci perché vogliono uno speciale abete colorato: dopo aver litigato furiosamente fra loro per la scelta del colore, chiedono allo zio un albero dorato. Tuttavia, i pochi risparmi di Paperino sono appena sufficienti per un abete verdino. Naturalmente l'acquisto non soddisfa i capricciosi nipotini, che rimangono seduti in mezzo alla strada a disperarsi.

Vedendo i ragazzini piangere, una vecchietta indica loro dove possono trovare un vero albero di Natale d'oro, precisamente sul Picco del Diavolo. Qui, Quo e Qua abboccano subito, senza sospettare che la gentile signora è in realtà una strega molto somigliante a Grimilde, e si mettono in cammino verso la montagna.

Paperino, non trovando più i ragazzini, si convince che la strega di cui si parla tanto li abbia rapiti, tanto più che vede sulla neve orme di scarpe di foggia medievale e tracce di paglie di scopa; con una felice intuizione, immagina che una fattucchiera possa abitare proprio sul Picco del Diavolo e fra varie difficoltà si mette anche lui in marcia per la montagna.

Nel frattempo la megera ha allettato i ragazzini con un finto albero di Natale d'oro, per prenderli in trappola e portarli nella sua capanna dove li ha chiusi in una gabbia per polli. La strega è impegnata nella fabbricazione di un potentissimo filtro che distrugga tutti gli alberi di Natale, simbolo di felicità e di bontà: perché il preparato risulti efficace, bisogna aggiungere lacrime di dolore, e a tale scopo intende sfruttare il pianto disperato di Qui, Quo e Qua.

Paperino, arrivato alla capanna della strega, cerca di entrare ma lei lo distoglie con vari tranelli, fino a chiudersi barricando porte e finestre. Dato che anche Qui, Quo e Qua sono scappati dalla gabbia e cercano di rovesciare il pentolone col filtro, la strega cerca di punirli immergendoli nel liquido velenoso; proprio in quel momento irrompe Paperino, entrato dal camino, che neutralizza la strega dandole un colpo in testa con la stessa scopa di lei.

In realtà Paperino ha anche tolto alla fattucchiera il suo potere, legato alla stessa scopa. La vecchia cerca di operare qualche magia, ma senza riuscirci, e deve assistere impotente all'incendio della capanna appiccato da Paperino perché sia distrutto il filtro diabolico; poi, astutamente chiede al papero una paglia della ramazza per togliersi qualcosa un da un dente. Con la paglia, recuperati i suoi poteri, si trasforma in un estintore che tenta di spegnere il fuoco; ma a questo punto i nipotini fanno capire allo zio che essendo in possesso della scopa può operare lui stesso delle magie, e Paperino agisce in due modi: trasformando la strega in un bidone di benzina (che distrugge in un attimo la capanna con un'enorme fiammata) e chiedendo per sé di essere alto e bello.

Appare in quel momento lo "spirito del Natale", sotto l'apparenza di un albero di Natale d'oro, che ringrazia Paperino per aver sconfitto la strega, ma lo esorta a non essere egoista o vanitoso, in quanto la bontà è più importante della bellezza. Paperino rinuncia ai suoi poteri, credendo di poter mantenere l'apparenza che ha chiesto alla scopa; quando si accorge di essere tornato come prima, si infuria dando un calcio alla strega (che ha ancora l'aspetto di una latta di benzina): presumibilmente la megera finirà in un burrone.

Tutto finisce bene per lo spirito del Natale, e la notizia si diffonde per tutta Paperoopoli; venuti a conoscenza del desiderio dei ragazzini, moltissimi paperopolesi indipendentemente l'uno dall'altro inviano a casa di Paperino un albero di Natale d'oro, tanto che la casa stessa viene sommersa da questi oggetti.

Analisi

Per il dicembre del 1948 la casa editrice Dell volle varare un numero speciale di One Shots dedicato interamente al Natale, con esibizione di storie non solo incentrate su questa festività, ma anche dotate di una morale che esaltasse il trionfo dei buoni sentimenti in stile natalizio[1]. A Barks fu affidato il compito di ideare, oltre a varie tavole autoconclusive, una storia lunga con Paperino che risultasse pienamente e inequivocabilmente "natalizia", e gli fu sottoposto un soggetto con una strega simile alla terribile Grimilde come incarnazione del male, intenzionata a distruggere tutti gli abeti e con loro lo "spirito di Natale", poi sconfitta da un insolitamente coraggioso Paperino. Non sarebbe dovuto mancare un preciso messaggio morale finale.

L'Uomo dei Paperi, che personalmente era ateo e non amava il consumismo inevitabilmente legato ai festeggiamenti di Natale, non gradì affatto questa decisione, e tentò di modificare la sceneggiatura introducendo degli elementi satirici contro l'eccesso di consumi, ma la casa editrice bocciò l'idea. Il risultato è relativamente convenzionale benché la storia sia ampiamente godibile per lo sviluppo movimentato e i divertenti colpi di scena: soprattutto, appare stonato e indubbiamente poco barksiano il messaggio fin troppo palese veicolato dallo "spirito del Natale", che nella conclusione invita Paperino a rinunciare a bellezza e ricchezza.

D'altra parte, Barks riuscì a inserire sottili elementi critici nella caratterizzazione di Qui, Quo, Qua, proposti come monelli pestiferi e capricciosi, tutt'altro che buoni e altruisti, e comunque fortemente condizionati dall'idea del possesso di un bene alquanto futile come un albero di Natale d'oro: una sorta di capovolgimento dall'interno della facile retorica sullo "spirito natalizio".

Pubblicazioni in Italia

La storia è stata pubblicata quindici volte in Italia:

  • Albi d'oro 138 - Paperino e l'albero di Natale (1949)
  • Albi della rosa / Albi di Topolino 216 - Paperino e l'albero di Natale (1958)
  • Super Almanacco Paperino 4 (1977)
  • Complete Carl Barks 7 (1980)
  • Paperino di Barks collezione ANAF 9 (1982)
  • Zio Paperone - Speciale Paperino n. 3 (1988)
  • Albi d'oro (ristampa Camillo Conti) 49138 - Paperino e l'albero di Natale (1995)
  • Zio Paperone 75 (1995)
  • Carl Barks Comic Art 9 (1998)
  • Albi d'oro (ristampa IF) 49138 - Paperino e l'albero di Natale (2004)
  • I Grandi Classici Disney 253 (2007)
  • La grande dinastia dei paperi 41 - 1948-49 - Paperino nell'Africa più nera (2008)
  • Carl Barks Rizzoli Lizard 1 - Paperino "Il mistero degli Incas" di Carl Barks (2012)
  • Uack! 28 - 5- Natale a Paperopoli (2016)
  • Raccolta Zio Paperone 3

Note

  1. Le vicende sono state ricostruite, più di dieci anni dopo, da Carl Barks in una lettera privata: cfr. la testimonianza in rete (in inglese) https://www.seriesam.com/barks/detc_ccus_os0203-02.html
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