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Paperino e il cimiero vichingo
Golden-helmet-painting

Dipinto ad olio realizzato da Carl Barks.

Informazioni generali
Nome originale:The Golden Helmet
Codice Inducks:W OS 408-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:luglio 1952, One Shots n.408
Prima uscita italiana:12 settembre 1952, Albi d'Oro
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:32
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Dell


"Da questo momento gli americani sono miei schiavi! Lavoreranno per me tutta la vita, domeniche comprese!"
Azure Blue

Paperino e il cimiero vichingo (The Golden Helmet, in originale) è una storia scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta su One Shots n. 408, nel luglio 1952, negli Stati Uniti e in Italia su Albi d'Oro n.339, il 12 settembre 1952.

Solitamente considerata una delle migliori storie di Barks, la sua forza sta nella profonda caratterizzazione che l'autore dà a tutti i personaggi, rivelando i lati più oscuri della loro personalità. Gli "eroi" si dimostrano essere non migliori dei loro nemici, quando questi prendono il mano l'elmo e vengono posseduti dal potere.

L'avventura è stata considerata durante il 2014 storia Disney più bella di sempre, secondo la classifica amatoriale stilata dal sito INDUCKS; tuttavia nel novembre dello stesso anno, ha perso il primato, superata da Zio Paperone e la Stella del Polo e anche da Paperino e il mistero degli Incas.[1]

Trama

Paperino, come in altre storie di Barks è il guardiano del Museo della scienza e della tecnica di Paperopoli. Annoiato dalla ripetitività della propria professione, il papero si ritrova a fantasticare sulle avventure degli antichi vichinghi e sovrappensiero si porta davanti al drakkar esposto in una sala del museo. A bordo della barcaccia vichinga il custode trova un misterioso individuo che sta scrupolosamente controllando tutti gli anfratti della nave. Dopo averlo cacciato, Paperino trova casualmente l'oggetto delle ricerche dell'inopportuno visitatore: un'antica mappa vichinga, che consegna subito al direttore del Museo. Il professore rivela che si tratta di una delle scoperte storiche più importanti di sempre: è la prova definitiva che i vichinghi scoprirono l'America cinquecento anni prima di Colombo.

Mentre il direttore e Paperino stanno festeggiando per la straordinaria scoperta, Azure Blue, il visitatore misterioso scacciato poco prima, si presenta con il suo legale Sharky e pretende che gli venga consegnata la mappa in quanto egli è un discendente di Olaf l'Azzurro, il condottiero della spedizione vichinga che approdò in America e la pose sotto la sua giurisdizione. Chiunque troverà l'elmo di Olaf, in base a una legge antica mai abrogata, avrà il diritto legale di proclamarsi Imperatore d'America. Perciò Azure assicura che presto, grazie all'eredità del suo avo, sarà il proprietario dell'intero continente.
Per impedire questa sciagura Paperino e il direttore decidono di partire per le coste del Labrador e impossessarsi dell'elmo vichingo che è nascosto tra i ghiacci e che renderebbe quell'individuo padrone di tutta l'America.

Paperino assieme ai nipotini insegue per mare la barca del futuro padrone d'America, mentre il direttore cerca di precederlo da terra. Nonostante tutti i tranelli che i loro avversari continuano a fare, i paperi giungono al posto dov'è nascosto l'elmo e, grazie all'aiuto tempestivo del direttore, se ne impossessano.
Durante il viaggio di ritorno, il direttore del Museo si lascia tentare dall'astuto legale e si proclama Imperatore d'America, ma è allo stremo delle forze e sviene per l'entusiasmo. Disgustato da quel cimelio Paperino lo raccoglie per gettarlo tra le acque polari, ma anche lui si lascia vincere dal potere e si proclama Imperatore e anche in questo caso il mellifluo avvocato è subito pronto ad ossequiare il nuovo sovrano. Stufo dei continui coscienziosi rimproveri dei tre nipotini, Paperino decide di abbandonarli su un isolotto deserto, per far poi rotta verso gli U.S.A. da trionfatore.
Le tre Giovani Marmotte non si lasciano prendere dal panico e, costruita un'imbarcazione di fortuna, si mettono sulla scia del loro megalomane zio, che intanto ha ripudiato le proprie scellerate azioni e vorrebbe liberarsi per sempre dell'elmo. L'avvocato ne approfitta subito per proclamarsi il nuovo Imperatore, ma i paperini pongono fine al suo sogno prendendo letteralmente a pesci in faccia e facendo cadere l'elmo tra i flutti.

La storia si conclude con il ritorno alla normalità e Paperino ritorna ad essere un semplice custode del Museo ma, appagato a sufficienza del suo iniziale bisogno di avventura e felice della ripetitiva quotidianità

Analisi

Paperino e il cimiero vichingo è considerata una delle migliori di Barks, per ovvi motivi. La storia si propone come una ruggente avventura, è una ricerca per un oggetto di grande valore e potenza, che coinvolge i paperi e i due avversari in una corsa su un territorio infido, in un luogo esotico e spietato. La prova è complicata da colpi di scena, svolte improvvise e calamitose inversioni di fortuna. Vi sono tradimenti e alleanze mutevoli, all'interno di un cast relativamente ampliato, che riaccendono la trama e confondono l'attesa per il finale.

Umorismo e pericolo viaggiano di pari passo, le caricature comiche si oppongono a cipigli di cattiveria acida e oleosa. Gli occhi dei personaggi sono espressivi, animati; grosse quantità di dati ridotte al minimo. Tramite Sharky, Barks creò il suo modello di avvocato, un portavoce senza scrupoli a noleggio che emette farfugliamenti latini per conto di chiunque prenda, per il momento, possesso dell'elmo dorato.

Ogni immagine racconta una storia. Nel pannello di apertura Paperino esprime graficamente il malessere spirituale che verrà poi rimpiazzato dagli eventi a venire. Nella seconda pagina, primo pannello, Barks rappresenta una nave vichinga dall'alto. I buchi per i remi rappresentati, dimostrano il riguardo che ha Barks per la precisione e la fedeltà storica: questi buchi appaiono solo dove dovrebbero essere posizionati, in prossimità delle assi che un tempo erano le sedi dei rematori.

Successivamente, un un piano emotivo completamente diverso, la vista di Azure Blue che spinge i paperi fuori dalla barca, cercando di schiacciarli è davvero terrificante. Una secondo caratteristica degna di nota è quella del riconoscimento di Barks della comunanza, ovvero aver cose in comune con più persone. Nel caso di questa storia la comunanza è presente nel sogno di grandezza che hanno i personaggi in possesso dell'elmo d'oro[2].

Temi trattati

Barks si mostra particolarmente critico nei confronti degli avvocati. Il legale disegnato da Barks è cinico, insensibile, forte dell'autorità legislativa e in grado di scavalcare i diritti dei suoi avversari appellandosi a un latino maccheronico e un lessico forense. La storia è stata scritta nel 1952, quando Barks aveva appena concluso il processo a seguito del divorzio con la sua seconda moglie. La scena in cui l'avvocato assicura che il suo assistito si potrà impossessare di tutte le proprietà di Paperino grazie al sostegno della legge, riflette la profonda paura che l'autore provava all'idea di vedersi portare via ogni suo bene. Egli d'altro canto battezza il suo personaggio con un nome estremamente evocativo: Sharky, il diminutivo di Squalo[3].

Inoltre Barks, come nel libro di Tolkien, Il Signore degli Anelli, vuole enfatizzare la tentazione che il potere esercita sugli esseri umani. Tutti i personaggi ne sono succubi, persino quelli mossi dalle azioni più nobili, come il direttore del Museo, o gli innocenti nipotini. Forse più che in altre storie, ne Il Cimiero Vichingo, i personaggi di Barks sono veramente uomini nei panni di paperi[4].

Influenze

La storia ha ispirato numerosi altri importanti artisti disneyani. Nel 1995 Don Rosa scrisse il seguito di questa avventura intitolato: Paperino e le carte perdute di Colombo.
Massimo De Vita nel 2001 realizzò Topolino e l'imperatore d'America, un omaggio a Barks, ambientato nell'universo dei topi, in cui Topolino e Pippo vivono la medesima avventura confrontandosi sempre con l'avvocato Sharky e l'avido Azure Blue.

Anche il fumettista veneziano Romano Scarpa scrisse nel 1961 Topolino imperatore della Calidornia, avventura facente parte della Saga di Atomino, in cui l'eroe di Topolinia si trova investito dell'autorità assoluta.

Note

  1. [1] Classifica INDUCKS
  2. Carl Barks Library vol. 11 - Analisi della storia a cura di Rich Kreiner
  3. La grande dinastia dei paperi vol. 4 - Analisi della storia
  4. Pagina della storia su Wikipedia (EN)
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Luglio 1952 Paperino e il rimedio in corner

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