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Paperino e il Natale vulcanico
Natalevulcanico
Informazioni generali
Nome originale:The Black Pearls of Tabu Yama
Codice Inducks:W CID 1-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:dicembre 1957, Christmas in Disneyland (Stati Uniti)
Prima uscita italiana:dicembre 1958, Almanacco Topolino n° 24
La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:17 e 5/6
Lingua originale:inglese
Casa editrice:Dell Comics



Paperino e il Natale vulcanico (in originale, The Black Pearls of Tabu Yama) è una storia scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti nel dicembre del 1957, e in Italia a partire dallo stesso mese dell'anno successivo.

TramaModifica

Pochi giorni prima di Natale, Zio Paperone, Paperino e Qui, Quo, Qua approdano su un'isola deserta dei mari del Sud, dove il multimiliardario intende cercare delle perle nere, a quanto pare prodotte in quantità dalle ostriche locali. Il posto è completamente disabitata, perché si tratta di un atollo vulcanico in cui si verificano costantemente potenti eruzioni due volte al giorno.

Con una qualche difficltà e approfittando dell'alta marea, i paperi riescono a far entrare il battello nella baia interna e Paperone si dà alla ricerca delle ostriche. Tuttavia, poco dopo l'imbarcazione è risucchiata dalla corrente verso una grotta sottostante il vulcano, e rimane incastrata nell'imboccatura della grotta stessa; inoltre, la radio di bordo si danneggia irreparabilmente.

I nostri amici rimangono così intrappolati nell'atollo, totalmente spopolato e tagliato fuori dalle rotte marine, e si adattano a vivere da naufraghi con le deboli speranze di essere prima o poi avvistati da qualcuno. Fortunatamente hanno viveri in abbondanza - più una misteriosa cassa che Paperone ha portato da Paperopoli e di cui non vuol rivelare il contenuto - e il ricco papero si consola raccogliendo perle in abbondanza, ma Qui, Quo e Qua, abituati a vivere il Natale consumistico con abbondanza di regali e leccornie, sono molto demoralizzati.

Dopo un po', i paperi notano che il vulcano non produce più nessuna eruzione, e si chiedono il motivo dello strano fenomeno. Con un po' di riflessione e l'aiuto del Manuale delle Giovani Marmotte, i nipotini ipotizzano a ragione che il battello incastrato nella grotta impedisca alla corrente di raggiungere il magma presente sul fondo del vulcano, il che in altre condizioni provocherebbe eruzioni due volte al giorno in corrispondenza dell'alta marea.

In breve Paperino e i nipotini escogitano un sistema per liberare l'imbarcazione: saliti sul cratere, fanno cadere un enorme masso erratico sulla bocca del vulcano per non lasciare più sfogo al vapore, e aprono le porte del battello in modo che l'acqua entri all'interno e provochi un'eruzione: il vapore, non potendo sfogarsi nella bocca principale, dovrebbe far saltare la barca liberandola. L'operazione è rischiosa, ma i quattro decidono almeno di provare.

Tutto procede come previsto, e Paperino è abilissimo a catturare con un lazo il battello letteralmente sparato via dalla forza del vapore. Paperone ha ormai raccolto un gran numero di perle e potrebbero tutti riprendere il largo per Paperopoli, ma nel frattempo è arrivato proprio il giorno di Natale. I nostri amici decidono di passarlo lì e di festeggiarlo in un modo inconsueto, allestendo una sorta di albero di Natale con foglie di palma, e fingendo che la cenere emessa dal vulcano sia neve. Infine, lo Zione svela finalmente il contenuto della cassa misteriosa: si tratta di addobbi e regali per i nipotini, da aprire proprio nell'eventualità che fossero trattenuti sul posto fino a Natale.

Pubblicazioni in ItaliaModifica

Paperino e il Natale vulcanico è stata pubblicata dieci volte in Italia:

Storia precedente Paperino e il Natale vulcanico Storia successiva
Paperino e l'albergo di Fonte-Ribalda

Zio Paperone nº56

Dicembre 1957 Archimede Pitagorico e l'infortunio di ottobre

Infortuniodiottobre

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