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Paperino Otello
Paperino Otello
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 851-B
Sceneggiatura:Gian Giacomo Dalmasso
Disegni:Giorgio Bordini
Inchiostri:Giorgio Bordini
Prima uscita:19 marzo 1972

Topolino 851

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:39
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"L'ira mi scuote! Lo sdegno mi soffoca! Il ROVELLO mi ARROVELLA!"
Frasi rivolte da Otello a Desdemona, e poi da Paperino a Paperina nella vicenda del presente

Paperino Otello è una storia scritta da Gian Giacomo Dalmasso e disegnata da Giorgio Bordini, parodia della tragedia Otello di William Shakespeare.

Trama

Paperino telefona a Paperina per invitarla a uscire, ma lei rifiuta perché è già impegnata con Gastone. Paperino si infuria e finisce per chiudere il telefono in faccia alla fidanzata. Qui, Quo, Qua esprimono la loro disapprovazione allo zio e lo definiscono un Otello; non capendo l'allusione letteraria, Paperino non intende dare ai nipotini la soddisfazione di chiederne a loro il significato, e si rivolge quindi a Pico de Paperis.

Pico, neanche a dirlo, sa benissimo di cosa si tratta e prende a raccontare a Paperino la vicenda della tragedia di Shakespeare, visualizzata per i lettori della storia con il ricorso a sosia dei personaggi moderni (Otello ricorda Paperino, anche se con piume di colore scuro; Desdemona, Cassio e Iago sono "interpretati" rispettivamente da Paperina, Gastone e Paperoga). Tuttavia, nel bel mezzo del racconto, lo scienziato ha un dubbio e si interrompe per prendere il testo di Shakespeare: la libreria cade e un vaso di fiori lì collocato colpisce in testa Paperino.

Pico si rallegra del fatto che la piantina non si sia danneggiata: come spiega a Paperino, si tratta dell'unico esemplare esistente in America di Pentapetalon Rubens, che lui stesso scoprì durante una precedente spedizione scientifica condotta alle falde del Kilimangiaro per conto di un importante politico. Anzi, lo scienziato decide di regalare il vegetale a Paperino, perché lui possa fare pace con la fidanzata: il nostro eroe accetta e rinuncia di buon grado a sentire la fine della storia di Otello. In effetti Paperina, vedendosi regalare una pianta rarissima, perdona immediatamente Paperino e gli promette di uscire con lui la sera successiva, dato che la sera stessa deve recarsi a un concerto.

La mattina dopo tutta Paperopoli è attirata da un evento inedito: una gara di mongolfiere fra Gastone, che concorre per proprio conto, e Paperoga, che gareggia su un pallone di proprietà dello zio Paperone. Paperino, pur non avendo voglia di vedere Gastone, finisce per assistere, e si accorge che l'antipatico cugino ha all'occhiello un fiore di Pentapetalon Rubens. Se, come assicurava Pico, quello regalato a Paperina è l'unico esemplare esistente in America, Paperino deduce che la sua fidanzata l'abbia a sua volta offerto a Gastone.

Furioso di gelosia, Paperino si attacca al cavo dell'ancora del pallone di Gastone per chiedere spiegazioni, proprio quando le due mongolfiere si staccano da terra. Gastone immagina che Paperino voglia boicottarlo, e trancia il cavo: il cugino cade sul pallone di Paperoga e l'ancora fora lo stesso pallone, col risultato che i due precipitano al suolo, pur senza riportare danni, e Gastone può vincere facilmente la competizione.

Paperino corre a chiedere spiegazioni a Paperina, che non capisce il motivo della sua ira, e ben presto lo caccia violentemente di casa sua tirandogli dietro il Pentapetalon Rubens regalato il giorno prima. Tuttavia, Paperino nota che la pianta ha due fiori, come in precedenza, quindi quello che Gastone portava all'occhiello deve avere un'altra origine. Una volta a casa, sono i nipotini a spiegare l'arcano: la pianta non è affatto rara come pretendeva Pico de Paperis, ma è un normalissimo ibisco: ce ne sono parecchi nello stesso giardino di Paperino, ed è proprio da lì che Gastone ha colto uno dei fiori per adornarsene la giacca.

I contrattempi non sono finiti per il povero Paperino: lo zio Paperone, furente perché il comportamento del nipote ha impedito a Paperoga di vincere la gara di mongolfiere, esige un risarcimento dei danni in ore lavorative. Paperino è costretto ad accettare, ma chiede un permesso per "regolamento di conti". Infatti, poco tempo dopo si dirige armato di un pesante bastone all'ingresso dell'Università del Calisota, e aspetta l'uscita dalle lezioni di Pico de Paperis...

Analisi

Il celebre Otello di Shakespeare ha ispirato alla scuola italiana del fumetto Disney questa singolare "parodia doppia", in cui i riferimenti all'opera parodiata sono duplici: prima uno dei personaggi del "presente" - non a caso, il tuttologo Pico de Paperis - descrive il testo letterario, visualizzato per i lettori con sosia dei personaggi dell'Universo dei paperi; poi i paperi stessi vivono una situazione che finisce per ripetere da alcuni punti di vista (si hanno anche riprese dirette di alcune battute) la vicenda del Moro di Venezia.

La vicenda del presente, in cui si inseriscono ben due digressioni ad opera di Pico de Paperis - oltre alla sintetica narrazione della tragedia di Shakespeare, c'è il resoconto della sua spedizione botanica in Africa - sembra richiamare alcune parodie Disney di Guido Martina: i personaggi vivono situazioni abbastanza comuni nella Paperopoli del presente, e i legami con l'opera letteraria di riferimento sono relativamente scarni; inoltre, ricorda lo stile di sceneggiatura di Martina la caratterizzazione di Paperino, perennemente perdente e in continuo contrasto con parenti e amici (di volta in volta Paperina, Gastone, Paperone, i nipotini; ma anche, più insolitamente, Paperoga e Pico de Paperis).

Pubblicazioni

Paperino Otello è stata edita cinque volte in Italia:

  • Topolino 851 (1972)
  • I Classici di Walt Disney (prima serie) 67 - Tutti Paperi! (1976)
  • I Classici della Letteratura 27 - Paperino - Amleto principe di Dunimarca (2006)
  • Pocket Love - L'amore in tasca 26 (2010)
  • I Classici della Letteratura (2a edizione) 38 - Paperino Amleto - Principe di Dunimarca (2013)

Però ha avuto proporzionalmente più successo all'estero, essendo stata tradotta e pubblicata in otto paesi (Austria, Brasile, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Olanda e Spagna).

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