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Paperinik torna a colpire
Paperinik torna a colpire
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 788-AP
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Romano Scarpa
Inchiostri:Giorgio Cavazzano
Prima uscita:3-10 gennaio 1971

Topolino 788-789

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:63
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore


"Mezzanotte! È l'ora delle vendette! È l'ora di Paperinik"
Paperinik

Paperinik torna a colpire è la terza avventura in ordine cronologico del Diabolico Vendicatore, scritta sempre da Guido Martina e disegnata da Romano Scarpa, è stata pubblicata per la prima volta il 3-10 gennaio 1971 su Topolino 788-789.

StoriaModifica

I episodioModifica

Qui, Quo, Qua stanno giocando in giardino, ma il loro entusiasmo è causa di disturbo per Paperino che sta comodamente riposando sul divano. Lo zio cerca di "insegnare" le buone maniere ai nipotini, ma viene interrotto da Paperon de' Paperoni, che disperato, cerca conforto tra i suoi familiari. Nessuno infatti vuole più visitare il Museo delle cere, di cui è proprietario. Paperino suggerisce allo Zione come risollevare l'interesse della cittadinanza verso la sua struttura turistica: inventarsi un nuovo manigoldo che imperversi per la città e creare poi una statua a sua immagine che richiami visitatori paganti.
Quella notte Paperopoli viene svegliata da una tenebrosa figura che ammantata nel suo vestito nero sorvola case e strade per poi dileguarsi nella notte: è Paperinik. Anche Paperino assiste allo spettacolo e non riesce a spiegarsi tale apparizione, il giorno dopo tutta la città si nasconde al suo passaggio e non gli rivolge la parola. La situazione sta confondendo sempre di più lo sfortunato papero, ma il mistero è presto chiarito: i quotidiani di Paperopoli titolano che Paperinik e Paperino sono la stessa persona. I tre nipotini non sopportano la vergongna di vivere sotto lo stesso tetto di un criminale e si trasferiscono da Nonna Papera, mentre Gastone continua a farsi beffe del cugino, non riuscendo a credere che sia proprio lui il terrore di Paperopoli.
Quella notte Paperino nei panni del suo alterego mascherato si reca ai ruderi di Villa Rosa per investigare sul finto Paperinik, ma cade in un agguato della Polizia, a cui riesce facilmente a sfuggire. Una volta giunto a casa, però, la trova assediata dalle forze dell'ordine che intendono arrestarlo ed eliminare così la minaccia che terrorizza la città.

II episodioModifica

Paperinik torna a colpire2

Paperinik si reca ai ruderi di Villa Rosa per affrontare il suo impostore.

Paperino non si perde d'animo e subito si reca dal suo amico inventore Archimede Pitagorico per fargli smontare in tutti fretta i congegni istallati sulla sua 313-X. A casa dell'inventore, il papero trova delle sagome realistiche di tutti i membri della famiglia dei Paperi che Archimede aveva costruito per la sfilata di Carnevale, ma proprio la sua statua è scomparsa.
Dopo che la sua automobile è tornata normale Paperino si appresta a tornare a casa e sulla via incontra i suoi nipotini che prende a bordo. In questo modo quando viene fermato dalla Polizia che sorvegliava casa sua ha un alibi perfetto: si era recato alla Fattoria per riprendere i tre paperotti e ricondurli a casa.
Il giorno dopo Paperino e nipoti si recano al Museo delle cere dove Paperone ha esposto la statua di Paperinik e i visitatori accorrono a frotte pur di vederla. Paperino cerca di farsi pagare dallo Zione, dopotutto era stato lui a consigliargli di inventare un malfattore per risollevare la crisi del suo Museo, ma il magnate rifiuta. Perciò quella sera Paperinik, dopo aver messo in ridicolo il cugino Gastone a guardia del Museo, ruba l'incasso della giornata, quasi mezzo milione di dollari, e il giorno dopo, tramite la sagoma in plastica che Paperone aveva usato per terrorizzare la città, lo elargisce ai paperopolesi.

AnalisiModifica

In questa storia finalmente l'intera Paperopoli conosce le gesta di Paperinik, lo teme e ne ha paura. Questa soggezione può sembrare un fenomeno inspiegabile in quanto il Vendicatore non si è mai presentato alla cittadinanza nelle due storie precedenti e ha sempre operato all'interno del contesto familiare. Martina molto probabilmente sottintende, che Paperinik abbia vissuto altre avventure oltre a quelle narrate e che queste siano servite a farlo conoscere al resto della città.[1].
Nonostante il personaggio non abbia ancora subito il suo mutamento radicale che lo porterà a ricoprire i panni del paladino della giustizia e sia ancora a tutti gli effetti un Vendicatore, è proprio in questa storia che compie la sua prima azione disinteressata, smascherando una truffa di Paperone ai danni della città.

In questa storia inoltre il personaggio di Martina viene disegnato col suo costume definitivo, non più a viso scoperto o con la maschera integrale color blu di Fantomius, ma con la caratteristica mascherina nera. In questa storia vengono anche disegnati per l'ultima volta i ruderi di Villa Rosa, che non sono ricomparsi in nessun'altra storia sino al 1996 con l'avventura Paperinik e il ritorno a Villa Rosa.[2]

CuriositàModifica

  • Tra le sagome dei membri della famiglia dei Paperi costruite da Archimede spicca quella di Paperetta Yè Yè, personaggio ideato da Romano Scarpa (disegnatore di questa storia) nel 1966 come nipote di Doretta Doremì e presumibilmente anche dello stesso Paperone.
     

NoteModifica

  1. [1] Editoriale introduttivo alla storia pubblicato su Paperinik Appgrade 3
  2. [2] Analisi della storia su Salimbeti.com
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Paperinik alla riscossa

Paperinik alla riscossa

3-10 gennaio 1971 Il doppio trionfo di Paperinik

Il doppio trionfo di Paperinik

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