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Paperinik e la battaglia delle pizze
Paperinik e la battaglia delle pizze
Informazioni generali
Codice Inducks:I AT 266-B
Sceneggiatura:Massimo Marconi
Disegni:Alessandro Del Conte
Prima uscita:Almanacco Topolino 266, febbraio 1979
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:33
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Profanatore. Paperinik non si vende. – Egli è incorruttibile. – Inalterabile. – Inossidabile.

Paperino e Qui, Quo e Qua

Paperinik e la battaglia delle pizze è una storia, scritta da Massimo Marconi, disegnata da Alessandro Del Conte e apparsa per la prima volta sull’Almanacco Topolino 266 nel febbraio 1979. Si inserisce a pieno titolo nel filone parodistico, inaugurato da Giorgio Pezzin, dove la figura di Paperinik è solo un pretesto per ironizzare sui fenomeni di costume (qui la pubblicità).

Trama

Amelia, mentre si lamenta con Gennarino dei suoi ripetuti insuccessi nel tentativo di rubare la Numero Uno ha l’idea di servirsi allo scopo di Paperinik. Con l’aiuto di un’amica (la Sibilla Cumana) trova in un antico codice una formula di Cagliostro che consente di sottomettere un eroe alla propria volontà e che ha il solo inconveniente di richiedere per la preparazione un’enorme quantità di pomodori.

Intanto a Paperopoli, Zio Paperone ha tentato di lanciare una nuova linea di pizze, con surrogato al posto del pomodoro; il prodotto, naturalmente, è immangiabile ed è rifiutato dai consumatori. Il capitalista chiede allora a Paperino di intercedere presso il suo amico Paperinik, perché accetti di interpretare uno spot per le “Pizze Paperone”. Paperino e i nipotini rifiutano indignati l’idea che l’eroe di Paperopoli possa prestarsi a pubblicizzare un prodotto spazzatura.

Paperone però non demorde e, dopo aver pedinato Paperino, sperando che lo conducesse da Paperinik, decide di interpretare lui stesso lo spot, opportunamente camuffato. Paperino però, applicando i tappi auricolari di Paperinik al Deposito di Paperone, scopre il piano dello zio.

Contemporaneamente, Amelia è arrivata a Paperopoli e ha preparato la formula di Cagliostro. Anche lei cerca di arrivare a Paperinik attraverso Paperino, presentandosi a casa sua con l’aspetto di Paperone e poi, dopo essere stata respinta da Qui, Quo e Qua, seguendolo grazie alla sfera magica, mentre lui, a sua volta, attende al varco Paperone travestito da Paperinik. Inevitabilmente, i tre finiscono per incontrarsi.

Amelia chiude Paperino in una gabbia e sottopone alla sua volontà Paperone, senza riconoscerlo sotto il travestimento. Paperino si libera facilmente, grazie alla sua penna laser, e, vestiti i panni di Paperinik, segue gli sviluppi della situazione.

Amelia ordina a Paperone di scassinare il deposito e lui, instupidito dal filtro e mezzo cieco per essersi tolti gli occhiali, esegue l’ordine alla lettera, cercando di abbattere le porte a testate. Amelia, furente per il fallimento del suo piano, ritorna sul Vesuvio, abbandonando al porto di Paperopoli i pomodori ammassati per preparare altre dosi del filtro.

Paperinik segue e filma la scena senza intervenire, poi, quando Paperone esce dalla trance, lo ricatta. Se non vuole che il filmato, dove fa una figura ridicola, sia reso pubblico, dovrà offrire alla città pizze gratis e senza surrogato per un mese. In più, per confezionare le pizze, il vecchio avaro è costretto a pagare ventimila dollari a Paperino in cambio dei pomodori di Amelia.

Curiosità

  • La scena in cui Amelia fatica a consultare la sfera di cristallo, a causa delle interferenze di Telemagia e Canale strega, dà alla storia un tocco d’epoca. La fine degli anni Settanta vide infatti lo sviluppo tumultuoso e non regolamentato delle tivù private, che spesso si contendevano le stesse frequenze o disturbavano i canali RAI.

Pubblicazioni

Paperinik e la battaglia delle pizze è stata edita nove volte in Italia:

Inoltre è stata tradotta e pubblicata in Francia, in Germania e in Spagna.

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