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Paperinik e la banda dei "bravi ragazzi"
Paperinik e la banda dei bravi ragazzi

Prima pagina della storia

Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 987-A
Sceneggiatura:Gian Giacomo Dalmasso
Disegni:Giulio Chierchini
Prima uscita:27 ottobre 1974,

Topolino 987

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:30
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Paperinik e la banda dei "bravi ragazzi" è la quattordicesima storia in ordine cronologico delle avventure di Paperinik. Scritta da Gian Giacomo Dalmasso e disegnata da Giulio Chierchini, la storia è stata pubblicata per la prima volta il 27 ottobre 1974 su Topolino numero 957.

Trama Modifica

Quattro gangster (Tom, Bud più un capo e un gregario non nominati) hanno costituito una banda, detta “dei bravi ragazzi”, che taglieggia gli agricoltori di Paperopoli. Anche Nonna Papera finisce nel loro mirino, dopo aver ritirato 50.000 dollari dalla banca per comprare un podere. Tom e Bud, prima di persona e poi, dopo che l’energica papera li ha cacciati a colpi di spingarda, con un messaggio legato a una freccia, le chiedono di consegnare l’intera somma, se non vuol vedere la sua fattoria andare a fuoco.

Nonna Papera confida il suo problema a Paperino ed Archimede, venuti  a trovarla; i due le promettono di fare intervenire il loro amico Paperinik. Quella sera Paperino torna alla fattoria, nei panni del vendicatore mascherato. Seguendo il piano di Archimede, Nonna Papera lascia nel punto indicatole dai criminali per la consegna dei cinquantamila dollari un pacchetto di carta straccia; poi Paperinik segue Bud e Tom, venuti a ritirare il frutto dell’estorsione, fino al covo della banda. Lì l’eroe mascherato costringe tutti e quattro i criminali alla resa, con un semplice bluff psicologico: minaccia di rompere una fialetta di gas “ultrafulminante”, che in realtà è vuota.

I “bravi ragazzi” sono legati, fatti salire sul furgone per i maiali  di Nonna Papera e consegnati allo sceriffo. Il giorno dopo, la pace è tornata nella fattoria e Nonna Papera affida ad Archimede una torta, perché la consegni a Paperinik (con un po’ di disappunto da parte di Paperino, che, come gli è già successo più volte nella storia, deve rimandare il momento di soddisfare la sua golosità).

AnalisiModifica

Di per sé abbastanza semplice e ingenua, va ricordata per essere stata la seconda storia di Paperinik non scritta da Guido Martina (dopo Zio Paperone e il demone del gioco) e la prima in cui il papero mascherato sia protagonista a tutti gli effetti.

RistampeModifica

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