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Paperinik e l'impresa messicana
Paperinik e l'impresa messicana
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2971-2
Sceneggiatura:Marco Bosco
Disegni:Alberto Lavoradori
Prima uscita:6 novembre 2012
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:29
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Paperinik e l'impresa messicana è una storia di Marco Bosco e Alberto Lavoradori, pubblicata sul numero 2971 di Topolino.

Trama

Paperino sostituisce Battista come autista ed accompagna Zio Paperone in Messico. Il miliardario deve concludere un affare con Doña Manuela Danarosa De Doblon y Pesetas che ha convinto a vendergli a basso prezzo la sua fabbrica di sombreri, impresa che vuole risanare e da cui ricavare profitti. Manca solo la firma della donna. I due arrivano alla lussuosa residenza di Doña Manuela che, annoiata, ha dato un "piccolo" party con molti ospiti di riguardo. Tra di essi c'è un trio di miliardari messicani arrabbiati perchè Paperone li ha battuti sul tempo. La nobildonna rimanda però la firma al giorno dopo e così Paperone, preoccupato che possa succedere qualcosa, è costretto ad accettare di essere ospitato andando a vedere la sua stanza. Passata una mezz'ora, Paperino comincia a preoccuparsi nel non vedere lo zio uscire di casa e scopre che è scomparso. Doña Manuela allerta la polizia che però non trova tracce di colluttazioni o segni di scasso e, pensando si sia solo allontanato, consigliano di aspettare le 24 ore di rito.

Paperino però non intende aspettare. Fortunatamente ha portato con sè il costume e l'armamentario di Paperinik. Con una speciale superlente ispeziona così la stanza trovando un filo di tessuto e scopre che appartiene ad uno degli ospiti, il riccone messicano Don Porfirio Micragnon De Las Boletas. Quando questi si allontana dalla festa e sale sua sua macchina, Paperino lo pedina con la limousine arrivando ad un palazzo. Nelle vesti di Paperinik, entra così nell'appartamento dell'uomo che rivela che confessa che voleva rubare il contratto e far saltare l'affare, ma non ha rapito Paperone. Paperinik lo addormenta e si allontana venendo però visto da due poliziotti che, non conoscendolo, lo scambiano per un ladro. Paperinik, per evitare problemi, si arrende senza reagire. Chiuso in una delle celle della centrale approfitta della situazione per origliare le conversazioni degli altri malviventi e scopre che due di loro hanno trasportato Paperone da qualche parte prima di farsi arrestare per guida pericolosa. Grazie ad un minilaser nascosto, Paperinik si libera dalla cella ed uso poi un gas ipnotico per far confessare ai due di aver portato Paperone ad un magazzino abbandonato. Riprese la maschera e le sue cose, l'eroe ritorna alla limousine e raggiunge il magazzino dove libera facilmente lo zio. I criminali lo avevano rapito travestiti da camerieri e confessano di essere stati ingaggiati in cambio di denaro, ma non hanno visto il volto del mandante.

I due paperi escogitano quindi un piano per far confessare il responsabile e ritornano al party. Paperone spiega a Doña Manuela dicendo che la polizia l'ha liberato ed il contratto è salvo nella sua stanza in attesa della firma del giorno dopo. Il piano di Paperinik è beccare il colpevole mentre cercherà di rubare il contratto nella stanza. Il piano funziona, ma il colpevole si rivela essere l'amministratore della fabbrica e non uno dei miliardari rivali. L'uomo confessa a Doña Manuela che la sua impresa in realtà non è in crisi ed aveva truccato i bilanci per intascarsi i profitti, ma con la vendita sarebbe venuto tutto a galla e doveva prendere tempo per la fuga. Paperino riprende così le sue vesti civili mentre l'uomo viene arrestato. Purtroppo per Paperone, ora che Doña Manuela conosce il vero stato della fabbrica non vuole più venderla e l'affare salta. Di ritorno a casa, Paperino cerca di consolare lo zio il quale ha comprato un intera bancarella di sombreri per prendersi almeno la soddisfazione di disintegrarli con le sue mani.

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