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Paperinik e l'arca dimenticata
Paperinik e l'arca dimenticata
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1573-A
Sceneggiatura:Bruno Concina
Disegni:Massimo De Vita
Prima uscita:Topolino 1573, 19 gennaio 1986
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:46
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore


"A volte rimpiango di non aver studiato meglio l'aritmetica!"
Paperinik, dopo che un suo errore di calcolo ha fatto scattare una trappola mortale

Paperinik e l'arca dimenticata è una storia, scritta da Bruno Concina, disegnata da Massimo De Vita e apparsa per la prima volta su Topolino 1573 del 19 gennaio 1986.

È una parodia del film I predatori dell’arca perduta e costituisce, con Paperinik e il tempio indiano e la storia a bivi Paperinik e il mistero del tempio azteco un breve ciclo in cui l'eroe mascherato è protagonista di avventure a sfondo esotico e archeologico.

Trama

Paperinik e Archimede sono in missione archeologica nella giungla indiana, per conto del museo di Paperopoli; devono però temere le insidie di Rockerduck, anche lui a caccia di oggetti preziosi, ma per la sua collezione privata. Nel tempio abbandonato di Bangalore, Paperinik recupera un prezioso idolo, sfuggendo alle trappole messe dai costruttori a sua protezione[1], e salva l'oggetto anche dalle grinfie degli scherani di Rockerduck[2].

Tornato a Paperopoli, Paperinik riceve dal direttore del museo e da Pico de Paperis un nuovo compito: impedire che Rockerduck si impadronisca dell'"arca dimenticata", un cofanetto d'avorio con all'interno il tesoro perduto del faraone Cheope. Per questo, occorre recuperare un prezioso medaglione scoperto anni prima da Pico nella piramide di Cheope e da lui regalato a Paperina.

Paperinik si reca a Tortina, dove Paperina trascorre la settimana bianca, si fa consegnare il medaglione e sventa l'agguato di un agente di Rockerduck; non può però impedire a Paperina di accompagnarlo nella sua rischiosa missione in Egitto.

La coppia raggiunge al Cairo Pico che, decifrando l'iscrizione sul medaglione, trova il modo di recuperare il tesoro. Rockerduck e i suoi agenti sono però sempre in agguato e, dopo aver tentato senza successo di narcotizzare gli avversari, riescono finalmente a rapire Paperina.

Nonostante ciò, Paperinik e Pico portano avanti la loro missione. L'eroe si cala all'interno della piramide e, seguendo le indicazioni di Pico, scopre il nascondiglio segreto dell'arca; è però subito costretto a consegnare la sua scoperta a Rockerduck, in cambio di Paperina. Ottenuto il tesoro, Rockerduck abbandona Paperinik, Paperina e Pico all'interno del pozzo della piramide, infestato dai serpenti. Fortunatamente, tentando l'evasione, Paperinik attiva casualmente il meccanismo per l’uscita di sicurezza.

L'arca continua a passare da una mano all'altra. Paperini la recupera, inseguendo e assalendo il convoglio di Rockerduck; pochi giorni dopo, però, è il malvagio miliardario ad abbordare la nave che riporta gli avventurieri in patria e a rimpadronirsi dell'oggetto conteso, mentre Paperinik sta dormendo nella sua cabina. Rockerduck apre l'arca e ne escono degli spaventosi fantasmi, in realtà frutto dei gas allucinogeni contenuti nella cassa. Ripresosi dallo shock, Pico mostra a Paperina e a Paperinik, venuto al soccorso dei suoi amici, il vero contenuto dell’arca: un papiro-menù con l'elenco dei cibi preferiti dal faraone Cheope.

Una settimana dopo, a Paperopoli, un'eccitatissima Paperina racconta a Paperino la sua incredibile avventura.

Analisi

La storia segue fedelmente la trama di Spielberg, pur censurandone la violenza (i numerosi morti del film qui sono solo narcotizzati o storditi) ed i risvolti politico-religiosi. Il suo limite è proprio l'eccessiva fedeltà, che rischia di renderla poco interessante per chi abbia già visto l’originale, nonostante le frenetiche scene d’azione e i disegni del sempre bravo De Vita.

Come emulo di Indiana Jones, Paperinik appare decisamente spaesato e poco credibile, se non altro per l'improbabilità di vederlo girare il mondo e agire in pieno giorno, indossando però sempre maschera e costume. Ben più convincenti, in questo filone, risulteranno personaggi creati successivamente quali Indiana Pipps e Top de Tops.

Pubblicazioni italiane

Note

  1. Qui si ha una doppia citazione:dalla sequenza iniziale del film e dalla classica storia di Carl Barks Zio Paperone e le sette città di Cibola, a cui Spielberg si era a sua volta ispirato.
  2. Nel film, la scena era ambientata in Amazzonia, anziché in India, e la statuetta finiva nelle mani non dell'eroe Indiana Jones ma del suo nemico Belloq.
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