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Paperinik e il marchingegno della lupara
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Informazioni generali
Codice Inducks: I TL 1104-AP
Sceneggiatura: Guido Martina
Disegni: Massimo De Vita
Prima uscita: Topolino 1104-1105,

23 gennaio 1977

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine: 62
Lingua originale: Italiano
Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore


"Gnocco!"
Insulto ricorrente di Rockerduck a Gaspare

Paperinik e il marchingegno della lupara è una storia scritta da Guido Martina, e disegnata da Massimo De Vita, apparsa per la prima volta in due puntate su Topolino 1104-1105 dal 24 al 31 gennaio 1977.

Trama

Prima parte

Archimede mostra a Paperino una nuova arma per Paperinik: la lu-para (luce paralizzante), un raggio, emesso da una semplice torcia elettrica, che rende immobili e incoscienti, per un periodo fino a ventiquattr'ore. Paperino si prepara a sperimentare l’invenzione su zio Paperone ma prima che possa mettere in atto lo scherzo, il miliardario, mentre sta raccogliendo vecchi giornali al parco, è rapito da due gangster, il Grillo e la Talpa, portato in un casolare e narcotizzato.

Paperino, testimone del sequestro, segue l’auto dei due rapitori fino al loro covo; poi, vestiti i panni di Paperinik, li ascolta telefonare al misterioso mandante che ordina loro di tenere Paperone prigioniero fino al mezzogiorno del giorno dopo. Paperinik, mentre il Grillo e la Talpa sono andati a procurarsi le cibarie, penetra nel casolare e, al ritorno dei due balordi, li sconfigge facilmente e li paralizza con la lu-para. Poi, risvegliato Paperone, cerca di individuare il mandante del sequestro.

Seconda parte

Paperone rivela che, il giorno successivo, lui e Rockerduck avrebbero dovuto presentarsi dal giudice de Gufis per l’assegnazione di Gran Palude (una tenuta assolutamente priva di valore che i due miliardari si contendono per pure ragioni di prestigio). Dopo aver promesso allo zio di procurargli la tenuta, Paperinik gli consegna l’auto dei due rapitori per rientrare in città. Durante il tragitto, a causa di una serie di malintesi, Paperone è inseguito dalla polizia, finché la sua auto non finisce fuori strada; gravemente ferito, il vecchio papero è piantonato all'ospedale, a causa delle armi trovate sulla vettura. A questo punto, nulla sembra impedire a Rockerduck di impadronirsi della tenuta.Il giorno dopo, però, Paperinik entra in azione. Prima scagiona Paperone, con una telefonata alla polizia; poi, indossata la maschera di Rockerduck, si reca a casa del miliardario. Quando Rockerduck torna nel suo ufficio, con l’atto di proprietà di Gran Palude, si trova davanti Paperinik che, con la minaccia del disintegratore, lo obbliga a cedere la tenuta a Paperone, purché quest’ultimo versi mille dollari a Paperino. Nel finale, mentre Paperone trascorre una disagiata convalescenza a Gran Palude, Rockerduck fa indigestione di cappelli e i due balordi finiscono in prigione, Paperino e i nipotini godono una vacanza da sogno su un’isola del Pacifico.

Analisi

La storia vede il ritorno di Guido Martina al personaggio di Paperinik, dopo una pausa durata più di un anno. Purtroppo, le storie di questo suo secondo ciclo non avranno la freschezza di quelle scritte nei primi anni Settanta, anche perché Paperinik perde la sua natura di vendicatore delle umiliazioni subite da Paperino per diventare quasi un semplice mercenario al servizio di Paperone.

Questa storia in particolare soffre di una trama prevedibile (il rapimento di Paperone), già sfruttata più di una volta. Nonostante i tentativi dell’autore di creare suspense intorno al misterioso mandante del sequestro, il lettore capisce facilmente che si tratta di Rockerduck. Sono pregevoli invece i disegni di De Vita e le scene d’azione, come quella, insolitamente violenta e realistica, dell’inseguimento automobilistico.[1]

Da notare l’introduzione di una spalla comica per Rockerduck, poi mai più ripresa: Gaspare, un contegnoso maggiordomo, che accetta senza scomporsi gli insulti del padrone, ma sa dimostrarsi anche malizioso.

Curiosità

  • Nella versione originale, Paperino dichiara ad Archimede: “Da molti anni, la lupara è conosciutissima. Anche i bambini… buum.” Nelle ristampe, la seconda parte della battuta è addolcita così: “In molti film…buum”.
  • Cornelius Coot, presente nella storia sotto forma di statua nel parco di Paperopoli, viene qui chiamato Cornelius Babn. In precedenza il personaggio era già stato chiamato con quel nome nella prima traduzione italiana della storia Paperino e la statua acquatica (1957) di Carl Barks.
  • Incredibilmente, nell'episodio in cui Paperinik assume le fattezze di Rockerduck, l'eroe continua ad indossare la caratteristica blusa da marinaio di Paperino, senza che né Gaspare né il vero Rockerduck si accorgano della cosa.

Ristampe

Note

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