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Paperinik e il binocolo di scappamento
Paperinik e il binocolo di scappamento
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1167-AP
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Massimo De Vita
Prima uscita:Topolino 1167, aprile 1978
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:66
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Paperinik e il binocolo di scappamento è una storia, scritta da Guido Martina, disegnata da Massimo De Vita e pubblicata per la prima volta a puntate sui numeri 1167-1168 di Topolino.

Trama

Prima puntata

Ossessionato dalla fobia per le rapine e i sequestri di persona, Zio Paperone vive da due mesi barricato in una sorta di fortezza, circondata da un fossato coi coccodrilli e da un campo minato. I suoi timori non sono infondati: Rockerduck sta infatti progettando il suo rapimento e per questo lo fa sorvegliare da un membro della Banda Bassotti travestito da Balia Brianzola. La lunga prigionia autoimposta sta però facendo cedere i nervi del vecchio papero che per questo decide di correre il rischio di una passeggiata al parco.

Intanto, Archimede presenta a Paperino la sua ultima invenzione: il binocolo skappa-skappa, che può essere usato sia come strumento ottico sia, una volta allungato, per volare standoci a cavalcioni sopra e per fare scritte col fumo. Appena tornato dal laboratorio dell’inventore, Paperino riceve da Qui, Quo e Qua la convocazione dello zio Paperone che gli chiede di raggiungerlo nel suo rifugio per poi fargli da scorta nella passeggiata.

Zio e nipote (il primo sempre più ansioso, il secondo decisamente infastidito dalla corvè) iniziano il loro giro, pedinati dal Bassotto-balia e da Rockerduck e Lusky travestiti da poliziotti. Quando si sentono due colpi di pistola (si tratta in realtà delle gomme dell’auto di Rockerduck, esplose per colpa del terreno dissestato), Paperino è colto dal panico. Incurante delle minacce dello zio, raggiunge il laboratorio di Archimede per poi allontanarsi nel cielo cavalcando il binocolo.

Zio Paperone è portato dai nipotini a casa di Paperino, ma neanche lì è al sicuro: i due falsi poliziotti lo raggiungono e lo portano via sotto gli occhi increduli dei nipotini.

Seconda puntata

Rockerduck e Lusky portano Paperone alla sua fortezza perché consegni loro il tesoro che, secondo loro, vi tiene nascosto. Paperone, dopo aver cercato inutilmente di spiegare che l’unico tesoro lì nascosto è la propria persona, riesce a liberarsi con uno stratagemma, ma è subito ricatturato per l’intervento della finta balia. È quindi portato in un casolare isolato, sotto la sorveglianza del bassotto. Durante il tragitto in auto incrocia Paperino e riesce di nascosto a gettargli la bombetta di Rockerduck.

Paperino, tornato a casa, apprende da Qui, Quo e Qua del rapimento di Paperone e riesce a ricostruire i fatti collegando tanti piccoli indizi cui finora non aveva fatto caso. Dopo aver messo a dormire i nipotini con le cara-cancellin, veste i panni di Paperinik ed entra in azione.

Si reca alla villa di Rockerduck e gli fa credere, usando una delle proprie maschere, che Paperone sia riuscito a evadere. Rockerduck, dopo aver tentato inutilmente di mettersi in contatto via radio col Bassotto-balia, si reca al casolare assieme a Lusky. Paperinik li segue a bordo del binocolo volante e, una volta scoperto il nascondiglio dello zio, entra in azione liberando il prigioniero e riportandolo al suo rifugio dopo aver esemplarmente umiliato i tre cattivi gettandoli nel fango. Una volta al sicuro, però, Paperone, con la sua tipica ingratitudine, si infuria con Paperinik per avergli rotto una finestra e arriva al punto di tirargli contro frecce infuocate.

Analisi

La storia conferma la parabola discendente del Paperinik di Martina. Oltre alla trama ripetitiva ed a una introduzione troppo lunga, prima dell’entrata in scena dell’eroe, le nuoce un’eccessiva esasperazione dei toni. Rockerduck appare più un boss mafioso che un uomo d’affari; non si limita a organizzare il rapimento di Paperone, ma lo esegue personalmente e arriva a minacciare la tortura al suo rivale. Neanche Paperino o Paperone fanno però in fondo una figura migliore: il primo abbandona lo zio nel momento del bisogno, il secondo si mostra più che mai egoista e ingrato.

Curiosità

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