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Paperiade
Paperiade

Prima pagina

Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 202-AP
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Luciano Bottaro
Prima uscita:10 gennaio - febbraio 1959,

Topolino 202 - 204

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:83
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"Cantami, o diva, con sonante rima / l'ira di quell'eroe di chiara fama / che per aver perduto onore e stima / tentando di salvar l'amata dama, / in collera montò fiera e tremenda, / quindi si ritirò sotto la tenda."
la prima delle tre sestine che introducono la storia

La Paperiade è una storia del 1959, parodia del poema omerico Iliade. Gli autori sono Guido Martina (sceneggiatura) e Luciano Bottaro (disegni). Come altre parodie degli anni '50 e '60, è ambientata (almeno parzialmente) a Paperopoli e vede protagonisti i personaggi del presente.

Trama

Prima puntata

(Il rapimento - Parodia del ratto di Elena) Paperon de' Paperoni convoca i parenti per mostrare loro una sua preziosa proprietà. Gastone, giunto prima degli altri, si impossessa dell'oggetto - una dama magica in grado di moltiplicare il riso - e fugge con esso in un'isola semideserta detta Terra d'Olio.

(Il giuramento) Paperone sfrutta l'equivoco in cui cade Paperino - convinto che Gastone abbia rapito Paperina per farne la sua dama - per spingere i parenti all'inseguimento di Gastone. Alla spedizione dei paperi sullo yacht di Paperone, si aggrega Pippo che, grazie a una benda magica appartenuta ad un suo antenato, ha acquisito i poteri di un veggente. (Nella storia, Pippo ricopre il ruolo che, in Omero, era dell'indovino Calcante). Intanto Gastone, in combutta con i Bassotti, è asserragliato nel suo rifugio nella Terra d'Olio, un'isola sperduta nel Pacifico, e non ha nessuna intenzione di cedere la dama.

(Il vaticinio – parodia del sacrificio di Ifigenia). Lo yacht di Paperone è affondato da una tempesta e i naufraghi sono raccolti dalla nave di Spugna e Capitan Uncino. Il pirata, dopo aver offerto un sostanzioso pasto ai suoi ospiti involontari, annuncia loro che resteranno suoi prigionieri, finché non avranno pagato un riscatto equivalente al loro peso in oro. Pippo predice che la nave resterà ferma, per una bonaccia, fino a quando Paperone non avrà gettato in mare ciò che più ama, vale a dire il denaro, ma il vecchio avaro rifiuta sdegnosamente il sacrificio.

(Lo stratagemma) Capitan Uncino obbliga i prigionieri a rimorchiare la sua nave, remando su una scialuppa. Qui, Quo e Qua riescono però a gettare in mare il pirata che li sorveglia e a fuggire; dopo una lunga navigazione, la scialuppa con a bordo i nostri eroi approda finalmente alla terra d’Olio.

Seconda puntata

Sull’isola, Gastone e i quattro Bassotti hanno costruito un accampamento protetto da una palizzata, sulla cima di una rocca inespugnabile. Paperone e i suoi fanno conoscenza con gli indigeni del luogo, guidati da uno stregone col viso coperto da una maschera; i selvaggi (in realtà piuttosto furbi e smaliziati) fanno da spettatori alla contesa fra le due parti senza intervenire.

(La battaglia alle porte) In un primo assalto alla rocca, Paperino penetra dentro la palizzata, ma, costretto ad affrontare da solo cinque avversari armati di randelli, deve cedere alla superiorità numerica e ritirarsi.

(La singolar tenzone – parodia del duello tra Paride e Menelao). La proposta di Paperone, di risolvere la questione con un incontro di boxe fra Paperino e Gastone, è accettata. Nel duello, però, entrambi i pugili barano: Paperino nasconde nel suo guantone un sasso e Gastone un ferro di cavallo. Grazie alla sua fortuna e alla sua sveltezza di riflessi, Gastone colpisce per primo e Paperino subisce un umiliante KO. Prendendo a pretesto il trucco di Gastone e nonostante i patti, Paperino e Paperone continuano la guerra, e presto gli assediati sono ridotti alla fame.

Chiamato dai nipotini, arriva sull’isola in aereo Archimede Pitagorico, assieme a Paperina . La papera, dopo una scenata al fidanzato che non è venuto all’appuntamento stabilito, parte con l’aereo. Paperone, finalmente, spiega l'equivoco sulla dama. Furente per l’inganno, Paperino, come già Achille prima di lui, lascia l’assedio e si ritira sotto la sua tenda.

Terza puntata

(La maledizione dello stregone – parodia della maledizione di Crise) La notte Paperino, assieme ai nipotini, ruba agli indigeni una canoa sacra con cui tornare a Paperopoli. Lo stregone lancia allora sui paperi una maledizione, costringendoli a patire la fame e la sete, finché Paperino, dopo un fallito tentativo di lasciare l’isola, non restituisce la canoa e riprende il suo posto come combattente.

(L’assalto alla roccaforte) Intanto Gastone, trovato casualmente un chicco di riso, lo moltiplica grazie ai poteri della scacchiera. Ora lui e i Bassotti hanno cibo in abbondanza e non solo questo. Quando Paperone e i suoi sfondano la palizzata, usando un albero come ariete, sono costretti alla ritirata dal riso bollente versato su di loro dagli assediati. I Bassotti tentano poi una sortita, ma sulla spiaggia sono arrestati e portati via da una lancia della polizia, guidata da Basettoni, che aveva intercettato un piccione con un loro messaggio di aiuto. Anche da solo, però, Gastone è in grado di sostenere l’assedio, grazie alle sue riserve di riso.

(L’inganno del cavallo) Secondo uno stratagemma escogitato da Archimede, Paperino e Pippo si nascondono in una pelle di cavallo comprata dagli indigeni e, così camuffati, riescono a espugnare la cittadella nemica. Paperino ha la sua rivincita su Gastone, ma nella colluttazione fra i due la dama va in frantumi, dividendosi esattamente nelle 64 caselle che la componevano. Però, il potere magico di moltiplicare il riso è legato a una sola combinazione delle caselle fra milioni di possibilità: e Paperino e Gastone sono obbligati dal ricco zio a provarle tutte, presumibilmente passando trecento anni prima di riuscirci.

Analisi

La Paperiade ha un legame abbastanza vago con l´Iliade omerica, di cui si limita a riprendere parodisticamente alcuni motivi. La storia si può considerare come la prima di un'ideale trilogia (comprendente anche la Paperodissea e la Paperopoli liberata, sceneggiate sempre da Guido Martina nel decennio successivo): le tre parodie hanno infatti in comune l'ambientazione nell'universo dei paperi del presente con i personaggi consueti (più alcune presenze dell'universo dei topi: in tutte e tre le storie compare Pippo), una certa indipendenza dalle opere di riferimento - in tutti e tre i casi poemi epici - , tanto che le somiglianze si riducono per lo più a singoli spunti che possono essere colti dal lettore che già conosce le opere letterarie, ma anche rimanere inosservati soprattutto al pubblico più giovane (in ogni caso queste tre parodie possono essere interpretate come storie avventurose a sé stanti).

Pubblicazioni in Italia

  • Topolino 202 (1959)
  • I Classici di Walt Disney (prima serie) 8 - Paperepopea (1962)
  • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 19 (1978)
  • Le grandi parodie (Mondadori) 4 - Le grandi parodie del clan dei paperi (1988)
  • Capolavori Disney 3 - Le grandi storie di Luciano Bottaro 1959 (1992)
  • Le grandi parodie (Disney) 13 - Paperiade (1993)
  • Le grandi parodie (rilegate) 6 - Paperiade - Paperodissea (1994)
  • Super Miti Mondadori 47 - Il Papero di Troia (2004)
  • I Classici della Letteratura 2 - Paperodissea (2006)
  • I Classici della Letteratura (2a edizione) 2 - Paperodissea (2013)
  • Raccolta Le Grandi Parodie (Disney) (2013)
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