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Papergerone e l’assedio dei Rockobassottus
Papergerone1
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2848-5
Sceneggiatura:Fabio Michelini
Disegni:Giulio Chierchini
Prima uscita:29 giugno 2010

Topolino 2848

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:34
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Papergerone e l’assedio dei Rockobassottus è una storia di Fabio Michelini e Giulio Chierchini, pubblicata per la prima volta sul numero 2848 di Topolino.

La storia avrà un seguito in Papergerone e le guerre tuniche, pubblicato su Topolino 2944.

Trama

Papergerone Tirannicco di Paperusa comunica a Quis, Quos, Quas di essere appena riuscito a far firmare al senatore Rickus Rockius un trattato di pace che gli darà vantaggio nei commerci sul rivale romano. Rockius, tornato a Roma, chiede al senato di poter muovere guerra ugualmente a Papergerone e fermare il suo predominio mercantile; il senato accetta pur se poco convinto.

Nel frattempo Archimedion presenta a Paperinos e Paperogos la sua nuova invenzione: bellissimi lucenti specchi di ogni forma e misura. Incerto tuttavia sull’uso degli stessi, Archimedion li propone a Paperinas, Nonna Paperas e Gastonios, che però rifiutano per differenti motivi. Non resta che Papergerone, il quale li incamera -ovviamente gratis- per moltiplicare l‘effetto di splendore delle sue monete nel deposito.

Ma intanto Rockius avanza con cento navi e diecimila Rockbassottus. Papergerone si abbandona ai consueti accessi di pianto e chiede ad Archimedion un rimedio contro i rivali; poco dopo, nel laboratorio dell’inventore, Paperogos e Edis, giocando con gli specchi, intercettano i raggi di sole provocando un piccolo incendio: Archimedion comprende di aver inventato gli specchi ustori, e li utilizza immediatamente contro la flotta di Rockius e dei Rockobassottus. Ma non bastano gli specchi per aver ragione dei nemici e Papergerone escogita un nuovo piano: si presenta, nascosto sotto un mantello nero, a Rockius, dicendo di essere un parente povero di Papergerone assetato di vendetta e di volergli mostrare il punto debole del deposito del tirannicco; Rockius abbocca e, sempre con l’aiuto dei Rockobassottus, abbatte la parete del deposito indicatagli. Riescono però solo ad accedere a una caverna marina, in tempo per vedere il vero deposito di Papergerone che, trasformato in catamarano, lascia la spelonca e si dirige in mare aperto. Segue una sorta di battaglia navale nella quale, mentre imperversano i colpi incrociati delle imbarcazioni e le goffaggini di Paperinos, una coreografia di gabbiani e pellicani a caccia delle loro prede dà un tocco naturalistico alla scena.

Alla fine Papergerone cede a Rockius, ma solo perché ha capito che essere tiranno di Paperusa diventerà poco conveniente: il senato romano vuole imporre nuove opere edilizie, strade, porti e l’‟avveniristico ponte sullo stretto” e, pertanto, gli conviene trasportare a Cartagine le sue ricchezze. Mentre i paperi tutti traslocano a sud, l’ultima vignetta vede i Rockobassottus impegnati nella costruzione del ponte, sotto il comando di un furente Rockius che prevede che il ponte, a quel ritmo, non sarà pronto neanche per il terzo millennio.

Riferimenti storici

L’assedio di Siracusa avvenne nel 312 a.C. durante la seconda Guerra Punica ad opera della flotta Romana che, nella realtà storica, vinse. La tradizione vuole che durante l’assedio Archimede abbia usato gli specchi ustori, ma la notizia suscita varie incertezze e non è riportata univocamente dalle fonti antiche.

Curiosità

La costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, con cui termina anche l’episodio successivo, ricorre in un’altra storia, Zio Paperone e il Ponte di Messina su Topolino 1401 dell’ottobre 1982: anche qui si affrontano Paperone e Rockerduck per la costruzione del ponte: Rockerduck ottiene il mandato e realizza un ponte di corallo, ma l’opera verrà però velocemente distrutta dai turisti che la fanno a pezzi per prendersi un ricordino.

Pubblicazioni italiane

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