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Messer Papero e il Conte Ugolino
Messer Papero e il Conte Ugolino

Prima pagina

Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1425-Ap
Sceneggiatura:
Disegni:Giovan Battista Carpi
Prima uscita:27 marzo 1983,

Topolino 1426 27 marzo 1983

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:24
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



Messer Papero e il Conte Ugolino è il secondo capitolo della Saga di Messer Papero e di Ser Paperone, disegnato da Giovan Battista Carpi su testi di Guido Martina, è uscito per la prima volta su Topolino numero 1426, il 27 marzo del 1983. La storia è ambientata nella Pisa del XIV secolo.

Trama

Il ricco commerciante fiorentino Messer Papero, cacciato da Firenze sotto false accuse, prende la via dell'esilio. Insieme al nipote e al suo carico di fiorini, raggiunge Pisa e subito fa la conoscenza di Andrea Pisano, che gli narra la storia di Cinzica de' Sismondi.
La storia narra che una notte di settembre di trecento anni fa, le galee del pirata Bassot attaccarono il porto di Pisa, partendo da Porta Marina. In pochi istanti, le orde saracene fecero irruzione nella città addormentata, dilagarono nelle strette viuzze dei quartieri e rubarono tutto quello che poterono predare. in quel terribile frangente, soltanto una nobile fanciulla non si perse d'animo, Cinzica de' Sismondi. Ella percorse a precipizio i vicoli deserti, finché, allo stremo delle forze, raggiunse l'Arno. Con stupore, vide che al di là del fiume le case erano ancora immerse nel sonno; il fragore della violenza saracena non arrivava fin laggiù. Allora, raccolte le ultime forze, attraverso il ponte e raggiunto il palazzo del Comune, diede di piglio alla corda delle campana. Il disperato scampanio svegliò i pisani che affrontarono e scacciarono i saraceni.

Finito il racconto, i paperi raggiungono Piazza dei Miracoli, dove, vedendo la Torre di Pisa, danno l'allarme pensando che stia crollando. Subito destati, i pisani cacciano Messer Paperone e il nipote a causa del falso allarme da loro provocato. In seguito, incontrano due malfattori che, scoperto che la botte di Messer Papero è piena di fiorini d'oro, decidono di rubarla. Intanto i paperi si accampano per la notte all'interno della Torre della Fame, dove era stato rinchiuso e fatto morire d'inedia il Conte Ugolino della Gherardesca nel 1288, dopo un dissidio con l'Arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini. Nottetempo i due malfattori, travestiti da fantasmi, irrompono nella torre spaventando i paperi, che però, grazie all'aiuto del prode asinello, riescono a sconfiggerli e a catturarli. Dopo averli consegnati agli armigeri, chiedono al Capitano del popolo di avere il permesso di abitare nella Torre della Fame. Messer Papero ne farà un museo a pagamento, fino a quando, a causa dell'arrivo di un daziere, ovvero di un agente delle imposte, non sarà costretto nuovamente alla fuga.

Curiosità

  • Il Conte Ugolino della Gherardesca, Andrea Ugolino da Pontedera, conosciuto come Pisano, e Cinzica de' Sismondi, sono personaggi realmente esistiti, come è realmente esistita ed è ancora in piedi la Torre della Fame.


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