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Mastro Topolinius e il portale rivelatore
Mastro Topolinius e il portale rivelatore
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2925-3
Sceneggiatura:Roberto Gagnor
Disegni:Vitale Mangiatordi
Prima uscita:20 dicembre 2011
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:20
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Mastro Topolinius e il portale rivelatore è una storia pubblicata su Topolino n° 2925 di Dicembre 2011, scritta da Roberto Gagnor e disegnata da Stefano Zanchi. Si tratta del quarto capitolo della serie La storia dell'arte di Topolino.

Trama

Anno 1066 del'Alto Medioevo. Tre scultori (Topolinius, Horatio e Pippigelmo) erranti si fermano nella cittadina di Topoburgo per portare a loro arte. Vedono il frate Zapotecus mentre cerca di insegnare, usando le immagini scolpite, ai cittadini ignoranti quando viene interrotto dal feudatario del posto, Gattone Della Gamba Linea. Questi sta cercando di aizzare i cittadini contro quello che definisce il loro nemico, il Cavaliere Senza Nome, ed usa dei disegni fatti dal suo servo ed artista Sgrinfio Patacconi. Ma ai popolani non piacciono i disegni, periò Gattone licenzia Sgrinfio ed indice un cocnorso per trovare qualcuno che decorerà il portale del suo palazzo costruito con i suoi fondi. I tre scultori si offrono per il lavoro e vengono assunti.

Iniziano così i lavori. Un giorno i popolani spaventati dicono che è apparso un drago ai confini della città che Gattone sostiene essere mandato dal Cavaliere Senza Nome. Topolinius però non è convinto e scopre che in realtà il "drago" era solo un cane (che poi adotta) ricoperto di fango, rami e foglie; Gattone infatti voleva solo alimentare l'isteria collettiva. Zapotecus vuole dimostrare che c'è alcun nemico, ma, quando mostra una pergamena, Gattone lo fà mettere in prigione poichè è probito leggere e poi cerca di intimidire inutilmente Topolinius nel costringerlo a celebrare la sua gloria nelle decorazioni del portale. Il giorno dopo i cittadini cominciano tutti a soffrire di uno strano prurito e Gattone incolpa il Cavaliere Senza Nome di aver diffuso un epidemia. Anche questo è solo un pretesto per aizzare la folla e Topolinius accusa Gattone di aver inventato l'epidemia. Gattone, per tutta risposta, accusa lui e gli altri scultori di essere degli untori; i tre vengono così sbattuti in prigione mentre il loro portale viene distrutto e Gattone prepara l'esercito.

Durante la notte i tre scultori vengono soccorsi da Zapotecus che ha scoperto un passaggio sereto per farli evadere e scoprire la verità. Girando peril bosco i tre incontrano nella nebbia il Cavaliere Senza Nome che si presenta in realtà come Basettonio Della Poliziesca. Egli spiega che Gattone ha rubato il suo tesoro ed ora sta usando gli ignari cittadini di Topoburgo per proteggersi da lui. Topolinius ha un piano. Con l'aiuto del luogotenente Manetta Della catenaccia, i tre scultori rientrano a Topoburgo e si mettono al lavoro su quel che resta del portale. Il mattino dopo si prepara la battaglia tra i due eserciti quando Topolinius mostra i risultati del loro lavoro: sul portale vengono così raccontate (tramite disegni) le malefatte di Gattone ai cittadini di Topoburgo che si rivoltano contro il feudatario scacciandolo. Topolinius propone inoltre di eleggere Basettonius loro nuovo signore unendo così le due città. E così arriva un tempo di pace con i tre scultori che continuano a diffondere la conoscenza con la loro arte.

Tratti storici

Il nome Pippigelmo è derivato dallo scultore Wiligelmo, vissuto tra l'XI e il XII secolo e considerato il maestro della scultura romanica (l'arte di scolpire nella pietra sui portali delle chiese e dei palazzi) in Italia.

Pubblicazioni italiane

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