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Massimo Marconi
Marconi
Informazioni generali
Nazionalità:italiana
Codice Inducks:MMa
Data di nascita:13 giugno 1945 (Milano)
Campi:scrittore e redattore
Prima storia:Topolino e la sparizione dei noci (1973)
Lavori
Lavori maggiori:
Vita privata


Massimo Antonio Secondo Marconi (Milano, 13 giugno 1945), meglio conosciuto come Massimo Marconi, è uno storico sceneggiatore italiano ed un membro della redazione di Topolino.

BiografiaModifica

Massimo Marconi nasce a Milano nel 1945. Laureato in legge, comincerà a lavorare dal 1970 per la Mondadori e successivamente per la Disney Italia. Si occupa di vagliare e di rivedere le sceneggiature disneyane, prima come capo servizio e poi come coordinatore-capo, svolgendo tale mansione fino al 1994.

La sua prima storia è Topolino e la sparizione dei noci coi disegni di Luciano Gatto, storia realizzata per il mercato estero. La prima per il mercato italiano è Paperino e le disavventure della "grat super", apparsa sul numero 946 di Topolino nel gennaio 1974 coi disegni di Giorgio Bordini.

Tra le sue storie più famose ci sono Topolino e il ritorno al passato (incentrata su un ragazzino francese del Cinquecento che si ritrova accidentalmente nella Topolinia moderna, con Topolino e Pippo a fargli da tutori), Topolino in: "Ho sposato una strega" (controversa storia dove Topolino sposerà una strega umana), Qui, Quo, Qua e il tempo delle mele (storia d'amore giovanile coi tre piccoli paperi), Topolino presenta "La strada" (un omaggio a Federico Fellini) e la storia fantasy Topolino e la spada del tempo.

Nel corso della sua carriera Marconi non ha solo scritto numerose storie per Topolino e testate collaterali, ma è stato anche un elemento importante nell’ambito di iniziative promozionali legate al settimanale ed ha ricoperto anche incarichi redazionali. Il suo ruolo come capo servizio sceneggiature lo ha portato ad interfacciarsi con tutti gli sceneggiatori e i disegnatori dell'epoca ed anche a ricoprire il ruolo di "scopritore di talenti".

CuriositàModifica

  • Talvolta ha usato lo pseudonimo “Antonio Secondo” in alcune storie.
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