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La vittoriosa sconfitta di Paperinik
La vittoriosa sconfitta di Paperinik
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1195-AP
Sceneggiatura:Guido Martina
Disegni:Massimo De Vita
Prima uscita:Topolino 1195-1196,

22-29 ottobre 1978

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:66
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori editore



La vittoriosa sconfitta di Paperinik è una storia, scritta da Guido Martina, disegnata da Massimo De Vita e apparsa per la prima volta in due puntate su Topolino 1195-1196  nell’ottobre 1978.

Trama

Prima puntata

Il sindaco di Paperopoli, sul punto di terminare il suo mandato, ha già fatto preparare, nel parco cittadino,  il piedistallo per la statua del suo successore. I due candidati alla carica sono Rockerduck e Paperone, che promette di regalare al museo comunale, per il giorno 17, un prezioso gioiello, la Luce della notte. Rockerduck, per rappresaglia, organizza subito il rapimento del rivale, con la complicità di Lusky e dei Bassotti. Come prima mossa, fa regalare a Paperone, da un bassotto travestito da donna, un fiore che nasconde al suo interno una ricetrasmittente.

Intanto Paperino è in visita da Archimede, che gli mostra le sue due ultime invenzioni: il fuoco freddo, simile a quello usato dagli illusionisti da fiera, ma che ha la proprietà di trasformarsi in fuoco vero sotto l’effetto dell’acqua; e un mantello volante. Provando quest’ultimo, i due notano una villetta prefabbricata, posta in un luogo deserto, ma strettamente sorvegliata, senza apparente motivo.

Tornato a casa, Paperino la trova a soqquadro e apprende da Qui, Quo e Qua che lo zio Paperone, venuto da lui per imporgli un lavoro, è stato rapito. Decide allora di entrare in azione come Paperinik. Per farlo, però, deve liberarsi prima dei nipotini, che insistono per accompagnarlo nelle ricerche, e poi di due poliziotti a un posto di blocco.

Come Paperinik sospettava, Paperone è tenuto prigioniero nella villetta vista quella mattina, custodito da due Bassotti. L’intervento dell’eroe, però, stavolta si rivela insolitamente maldestro. Libera il prigioniero, ma si lascia sfuggire i Bassotti, mette sull’avviso Rockerduck (che si permette pure di spernacchiarlo attraverso il fiore-ricetrasmittente) e rischia di rivelare la sua identità chiamando Paperone “zio”. Riesce a togliersi però dall’impaccio, sostenendo di essere… Paperino travestito da Paperinik.

Seconda puntata

Paperone, Paperino e Qui, Quo e Qua sono su un aereo diretto alle Filippine.  Durante il viaggio, Paperone racconta una sua vecchia avventura.

Venti anni prima, esplorando i mari alla ricerca di ricchezze, approdò su un’isola sconosciuta, che chiamò Filippa.  Proprio quel giorno gli indigeni dell’isola, i ferocissimi Igorrotes tagliatori di teste, festeggiavano la festa del plenilunio, trascorsa a dormire per non compiere cattive azioni. Paperone approfittò della circostanza per rubare la Luce della Notte, una enorme gemma appesa alla fronte di un grande idolo. Quando però gli indigeni furono risvegliati da un temporale, Paperone dovette fuggire precipitosamente, dopo aver nascosto il gioiello in un albero cavo.

Atterrati sull’isola, Paperone e i nipotini partono alla ricerca della gemma, lasciando Paperino (che si finge addormentato) sull’aereo. Come vent’anni prima, è la festa del plenilunio ma ora gli Igorrotes sono ben svegli e in agguato. Paperone e Qui, Quo e Qua sono portati davanti al re Igorro. Questi li informa che la Luce della Notte è stata recuperata e messa al sicuro sul fondo del mare, sotto la protezione degli squali, e che loro saranno lessati in pentola, come punizione per l’antico sacrilegio.

Interviene allora Paperino, che, indossato il costume di Paperinik, ha seguito tutti gli avvenimenti. L’eroe mascherato, usando la fiamma fredda, donatagli da Archimede, appicca un incendio al villaggio e consente a zio e nipoti di fuggire e raggiungere l’aereo. Paperone è salvo, ma deve rinunciare definitivamente alla Luce della Notte.

Il giorno 17 Paperone deve confessare il suo fallimento al sindaco, mentre Paperino offre alla città, da parte del suo amico Paperinik, il fuoco magico di Archimede. Addirittura, si offre di posare per il monumento che il sindaco ha deciso di dedicare a Paperinik, ma, a causa di un dispetto dello scornato Rockerduck, cade dal piedistallo e si rompe una zampa. La sua disavventura finale gli è, però, tutt’altro che sgradita. Grazie ad essa, infatti, può passare quaranta giorni in una clinica di lusso, a spese di Rockerduck, con pasti abbondanti e tutte le comodità (è questa la “vittoriosa sconfitta” del titolo).

Analisi

La storia, a parte l’insolita ambientazione esotica della seconda parte, riprende temi già ampiamente sfruttati nelle precedenti avventure di Paperinik firmate da Martina. Le autocitazioni sono troppe per essere elencate tutte; citiamo solo le più evidenti.

  • Il rapimento di Paperone da parte di Rockerduck era già stato inscenato in ben quattro occasioni.
  • La seconda parte, con la ricerca di un tesoro perduto da Paperone in gioventù, ricalca Paperinik e il segreto del totem decapitato (e anticipa, a sua volta, le future storie alla “Indiana Jones” dell’eroe).
  • Un’invenzione di Archimede, quasi identica al “fuoco freddo” di questa storia, era già stata usata da Paperinik in Paperinik e l'intrepido signore del fuoco.

Paradossalmente, la parte migliore della storia (il flash-back con Paperone sull’isola Filippa) è quella dove Paperinik non appare.

Ristampe

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