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La silice viola del deserto
Siliceviola
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL-1705 AP
Sceneggiatura:Romano Scarpa
Disegni:Romano Scarpa
Prima uscita:Topolino 1707, 7 agosto 1988
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:24
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia


"La prossima volta che vi contendete qualcosa, accertatevi che non siano bolle di sapone."
Cavillo Busillis

La silice viola del deserto è una storia scritta e disegnata da Romano Scarpa e apparsa per la prima volta su Topolino 1707  del 7 agosto 1988. È il secondo episodio della serie Paperolimpiadi, pubblicata in occasione delle Olimpiadi di Seoul.

Trama

Paperone, Rockerduck e Filo Sganga sono nel deserto dell’Arizona, alla ricerca della silice viola.  Ognuno dei tre guida un mezzo particolare: Paperone la Saharajeep, specialmente attrezzata per i viaggi nel deserto; Filo l’auto camaleonte, dipinta con una vernice speciale e così in grado di mimetizzarsi con l’ambiente;; Rockerduck la cabriolet-nuvola, che invece è nascosta dal polverone che solleva. Nonostante i loro mascheramenti, però, i due inseguitori sono scoperti da Paperone,grazie agli strumenti laser installati sulla jeep.

I tre rivali si giocano fra loro ogni genere di tiro mancino.  Paperone finge di aver trovato la silice viola in un semplice giacimento di ghiaia. Rockerduck tenta di disperdere il prezioso minerale con un ventilatore, poi di cambiarle il colore con un proiettore e infine, travestito da indiano, di vendere della silice comune a Papeone in cambio di diecimila dollari. Filo interviene ogni volta per far fallire gli inganni di Rockerduck.

Mentre Paperone e Rockerduck sono impegnati in una rissa, Filo scopre casualmente un filone di silice viola e decide di portarla a Paperopoli e sfruttarla per conto proprio, assieme a Brigitta. Ne derivano un furioso inseguimento e un tamponamento a tre, in cui tutti i veicoli finiscono distrutti. I tre rivali, senza mezzi e con pochi viveri, sono costretti a una tregua; dopo una tremenda giornata di marcia nel deserto, si accampano all’ombra di una roccia sperduta. Nella notte, scoprono di essere a pochi passi da un lago (la Laguna Fria) dove si trova anche Brigitta, in attesa di Filo. Dissetatisi e rimessisi in sesto, i tre ricominciano subito a litigare, finché Brigitta non propone di sottoporre la questione all’avvocato Cavillo Busillis.

Il legale, dopo aver ascoltato pazientemente i contendenti e averli sottoposti alla macchina della verità, stabilisce che la silice non appartiene a nessuno e se ne attribuisce la custodia. Scoppia una nuova bagarre, durante la quale il sacchetto con il minerale si rompe. Così, Paperone e Rockerduck scoprono di avere combattuto e rischiato la vita per un mucchio di silice gialla senza valore, che Filo Sganga, daltonico, aveva confuso con la preziosissima silice viola. Il povero Filo riesce a salvarsi dalla reazione dei due miliardari per il rotto della cuffia, salendo sull’auto di Brigitta.

Analisi

La storia è, in se stessa, briosa e divertente, ed esprime con leggerezza una morale profonda. La silice viola, così contesa, anche se fosse stata autentica, avrebbe in realtà avuto meno valore di un bicchiere d’acqua (come riconosce Filo Sganga durante la marcia nel deserto). Tuttavia, nell’economia della serie, l’episodio costituisce una digressione sproporzionata e distrae l’attenzione del lettore dalle Olimpiadi (che non sono citate neppure una volta).

Scarpa continua a giocare con le autocitazioni e col recupero dei suoi personaggi classici. Dopo Sgrizzo Papero, è la volta dell’avvocato Cavillo Busillis, caduto nel dimenticatoio dopo una manciata di apparizioni negli anni Sessanta. Anche qui, come nella sua storia d'esordio Paperina testimone oculare, l'avvocato è chiamato a dirimere una vertenza fra Paperone e Filo Sganga, dimostrandosi, come allora, più attento al proprio interesse che alla giustizia.

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