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La leggenda di Paper Tell
Papertell
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1709-A
Sceneggiatura:Guido Scala
Disegni:Guido Scala
Prima uscita:28 agosto 1988

Topolino 1709

La storia
Personaggi principali:


Numero pagine:32
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"MIRA ALTO, zio!"
I nipotini a Paper Tell che sta per tirare con la balestra alle mele poste sulle loro teste

La leggenda di Paper Tell[1] è una storia scritta e disegnata da Guido Scala. Si tratta di una parodia in costume che prende le mosse dalla leggenda svizzera di Guglielmo Tell, resa nota soprattutto tramite la tragedia di Friedrich Schiller e l'opera lirica di Gioacchino Rossini, che portano entrambe il nome del protagonista.

TramaModifica

In un villaggio svizzero del Medioevo Paper Tell (Paperino) svolge tranquillamente la sua attività di fabbricante e riparatore di clessidre. Tutto il paese, però, è oppresso da alcuni invasori stranieri simili ai Bassotti, che impongono una fortissima pressione fiscale e obbligano la popolazione ad atti umilianti, come l'omaggio al cappello del capo degli invasori, piantato su una lancia nella piazza del paese.

Il ricchissimo Von Paperon (Paperon de' Paperoni), zio di Paper Tell, non può gestire liberamente i suoi affari per la presenza dei Bassotti e quindi costringe il nipote a guidare la rivolta, armato di balestra. Paper Tell, tuttavia, è totalmente negato per l'uso di quest'arma ed è incapace di colpire anche bersagli facilissimi: chiuso nella cantina dello zio per esercitarsi, riesce solo a centrare ripetutamente alcune forme di formaggio.

Cacciato di casa dallo zio, Paper Tell prova a rifugiarsi nel bosco fra i cospiratori del paese, ma anch'essi lo respingono dopo aver avuto prova della sua pessima mira. Innervosito, Paper Tell si trova a passare per la piazza del paese con la balestra ancora a tracolla e dimentica di rendere omaggio al cappello del capo dei Bassotti. Questi, come castigo, gli impongono di tirare a tre mele poste sulla testa dei suoi nipotini (Qui, Quo, Qua). Miracolosamente Paper Tell sembra riuscire nell'intento: in realtà i paperini avevano diviso le mele a metà e poi le avevano riunite alla meglio con della resina, in modo che le due metà si potessero separare al minimo loro movimento e sembrassero divise in due dalla freccia di Paper Tell.

La freccia, purtroppo, centra un bersaglio poco felice, ossia il fondoschiena del capo dei Bassotti. Questi condannano il papero alla detenzione in un castello al di là del lago, ma durante il trasporto in barca scoppia un'improvvisa tempesta che permette a Paper Tell di liberarsi. Nel frattempo il paese è insorto contro gli invasori e la rivolta porta alla liberazione dallo straniero. Von Paperon si è anche accorto che il formaggio bucato dalle frecce è molto ricercato da potenziali clienti, e assume il nipote perché con la sua balestra trafori tutte le forme di sua proprietà.

AnalisiModifica

Si tratta di una parodia piuttosto semplice e priva di particolare originalità, in cui vengono ripresi, ovviamente in tono comico, molti elementi universalmente noti della leggenda di Guglielmo Tell: l'oppressione del villaggio svizzero da parte degli austriaci (ma i Bassotti sono definiti semplicemente "stranieri"), l'umiliazione consistente nel dover rendere omaggio al cappello del capo, la crudele prova imposta al protagonista, obbligato a centrare una mela sulla testa del figlio (ma Paper Tell non ha figli, sostituiti da tre gemelli identici a Qui, Quo, Qua), la tempesta sul lago.

Si aggiungono come spunti comici alcuni stereotipi sulla Svizzera, quali il formaggio con i buchi, la fabbricazione di orologi (sostituiti da clessidre) e il canto alpino jodel (che Paper Tell avrebbe inventato casualmente, urlando dopo un violento urto contro un albero).

I personaggi replicano con scarsa inventiva quelli odierni a cui si ispirano: viene introdotto uno zio ricco, evidentemente ricalcato su Paperone, che non ha nessuna corrispondenza con la leggenda. Come spesso nelle parodie Disney, i legami familiari vengono ricondotti a quelli usuali dei personaggi del presente, con prevalenza del rapporto zio-nipote (mentre Guglielmo Tell ha moglie e figli, Paper Tell ha solo uno zio e tre nipotini).

PubblicazioniModifica

La storia è stata pubblicata sei volte in Italia:

  • Topolino 1709 (1988)
  • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 198 (1993)
  • I Classici della Letteratura 28 - Zio Paperone e la locandiera (2006)
  • I Classici della Letteratura (2a edizione) 26 - Zio Paperone e la locandiera (2013)
  • Raccolta I classici di Walt Disney (seconda serie) 23
  • Raccolta Topolino (libretto) 56

Ha avuto, proporzionalmente, più successo sul mercato estero (forse grazie alla notorietà universale della leggenda, e anche alla struttura semplice e prevedibile della storia), essendo stata tradotta e pubblicata in Brasile, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia.

NoteModifica

  1. La storia è accreditata nella banca dati INDUCKS come Paperino e la leggenda di Papertell.