FANDOM



Il vero nemico
PK2 15
Copertina
Informazioni generali storia lunga
Codice Inducks:I PK2 15-1
Sceneggiatura:Riccardo Secchi
Disegni:Stefano Turconi
Prima uscita:1 marzo 2002
Casa editrice:Walt Disney Italia
Lingua:Italiano
Pagine:62
Personaggi storia lunga
Personaggi principali:
Nuovi personaggi introdotti:


"Everett Ducklair. Sono anni che ho a che fare con lui, e ancora non so chi sia veramente."
PK

Il vero nemico è un episodio della serie PK2, scritto da Riccardo Secchi, disegnato da Stefano Turconi e pubblicato per la prima volta nel marzo 2002 sul numero 15 della rivista omonima. È il primo capitolo del ciclo detto The quadrilogy, destinato a chiudere l’intera saga di PK.

Trama

PK confida a Lyonard D’Aq i suoi dubbi di fronte alla personalità enigmatica e contraddittoria di Everett Ducklair.  Servendosi dell’elaboratore appartenuto in passato ad Astrongman, PK scopre che Everett ha intenzione di trasportare nelle sue industrie la sonda proveniente da Corona ritrovata fra i ghiacci del Polo Sud [1]. Ne segue una lunga battaglia fra PK e Birgit Q, responsabile della sicurezza dell’operazione. Nel primo scontro, al porto di Paperopoli, Birgit ha la meglio e riesce a gettare in mare il papero mascherato dopo averlo intrappolato in una palla di plastica, il Blob Ball. Liberatosi, PK prosegue l’attacco al convoglio, prima per le strade di Paperopoli e poi al Duckmall Center, dove deve anche affrontare Fitzroy. Quando però il container che dovrebbe proteggere la sonda è aperto, dentro non c’è nulla, con grande sconcerto dei due contendenti.

Intanto, Everett spiega a Juniper le ragioni della sua fuga da Corona. Sul pianeta, vige un regime matriarcale, sotto il comando di una regina, eletta da un parlamento di sole donne, e costretta al nubilato. Everett-Zardoz [2] si era innamorato della bellissima Serifa, che però aveva accettato di sposarlo solo dopo essere stata delusa nelle sue speranze di ottenere la carica suprema. Presto, però, Serifa aveva riversato le sue ambizioni frustrate sulle due figlie e le aveva sottoposte a un’educazione arida e autoritaria, mirante a svilupparne l’intelligenza e cancellarne  le emozioni. Quando la donna, per meglio raggiungere i suoi scopi aveva deciso di mettere le due bambine in animazione sospesa per dieci anni, Everett aveva preferito la fuga con le figlie sul pianeta Terra, senza prevederne le tragiche conseguenze.

Infine, vediamo Korinna licenziata dal suo posto d’istitutrice, per aver voluto applicare alle bambine a lei affidate gli stessi metodi educativi autoritari con cui lei stessa è cresciuta.

Analisi

La figura misteriosa e ambivalente di Everett Ducklair, passata in secondo piano per alcuni episodi, torna qui prepotentemente al centro della scena.

Il flash-back ripropone l’Everett buono di PKNA: Ora che il suo passato ci è rivelato per intero, sembra definitvamente chiarito che il movente di tutte le sue azioni è stato l’amore paterno e che il rancore delle figlie nei suoi confronti è, sostanzialmente, ingiustificato. D’altro canto, la vicenda del convoglio civetta ci mostra di nuovo Everett nei panni del cinico manipolatore, non solo nei confronti di PK, ma anche della fedele Birgit Q. Di fronte alla scoperta che Everett non nutre fiducia neanche per lei, la gelida papera in carriera mostra, per la prima volta, dei sentimenti umani, come la delusione e lo sconforto.

Curiosità

La rubrica Digital PK2 contiene una guida turistica al pianeta Corona (ma con l’avvertenza che è molto difficile visitarlo, a causa della riservatezza dei suoi abitanti).

Note

  1. Episodio Gradi di separazione.
  2. Per una svista degli autori, nel flash-back il personaggio viene chiamato ora Everett Ducklair, nome che in realtà ha assunto solo dopo il suo arrivo sulla terra, ora, correttamente, Zardoz. Si può ipotizzare, per risolvere la contraddizione, che gli abitanti di Corona usino un nome nell'ambito privato e famigliare, ed un altro nella vita sociale, cosa non tanto diversa dalle usanze terrestri.



I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.