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Il faro di Paperandria
Il faro di Paperandria
Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 1800-AP
Sceneggiatura:Fabio Michelini
Disegni:Giuseppe Dalla Santa
Prima uscita:8 luglio 1990
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:40
Lingua originale:italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Il faro di Paperandria è il settimo ed ultimo episodio della serie Le sette meraviglie dei paperi di Fabio Michelini e Giuseppe Dalla Santa, pubblicato nel numero 1806 di Topolino.

I personaggi della storia narrata da PaperoneModifica

TramaModifica

Per far tornare a tavola Zio Paperone (dopo quello che è successo alla fine del precedente episodio), Paperino tira fuori il dolce e comincia a raccontare l'ultima storia.

La storia si svolge nell'antica città di Paperandria d'Egitto nel 270 a.c. Gli antenati di Qui, Quo, Qua stanno giocando ad una versione antica del Monopoli e si chiedono come procede il lavoro che lo zio Paper-Ingenuos sta svolgendo per lo zio Paper-Oneros. Un urlo di quest'ultimo risponde alla domanda. Sull'isolotto di Pharos, Paper-Oneros è arrabbiato per il nipote che invece di costruire una torre verticale, ha letto male il progetto ed ha costruito una galleria orizzontale. Gli spiega che vuole costruire una torre per accendere una luce che illumini la strada alle navi che arrivano di notte ed hanno carichi preziosi da consegnare e sarà chiamata, ispirandosi al nome dell'isolotto, "faro". Qualche tempo dopo, Paper-Ingenuos ha stavolta costruito la torre come da progetto e lo zio gli dà 30 drammos (la moneta corrente) per comprare l'olio combustibile dal grossista più econonimo, tale Philos Sgangheros, ricordandogli che la torre dovrà essere accesa entro le otto di sera.

Paper-Ingenuos si reca al negozio, ma un viandante lo avverte che Philos si è avventurato nel deserto per cercare tra le miniere una pietra che può emanare un fascio di luce per migliaia di anni. Il papero parte subito alla sua ricerca non dando tempo al viandante di raccontargli altri particolari sulla pietra. Nel frattempo Philos Sgangheros ispeziona l'ennesima miniera senza successo e ricomincia a cercare nel deserto dove anche Paper-Ingenuos si avventura. Non lontano la decisa Brig-ittas viene a sapere dell'esistenza del "birillio-idillio", un oggetto che nascosto in un vaso di rose può far innamorare per sempre una persona. La papera si reca così anche lei nel deserto quando tutti e tre sono sorpresi da una tempesta e finiscono per sbattere su un cartello che indica una minera di sale. Philos è il primo a svegliarsi e, ispezionando la miniera di sale, trova finalmente la pietra. Viene raggiunto da Paper-Ingenuos che gli offre di comprarla, ma anche Bri-ittas la vuole (è infatti il birillio-idillio) e la compra per 100 drammos rassicurando il papero che l'ha comprato solo per regalarlo di persona al suo amato Paper-Oneros. Ignorando i secondi fini della papera, Paper-Ingenuos le raccomanda di dargliela entro le otto.

Brig-ittas attira Paper-Oneros a casa sua con la scusa di un debito che vuole saldare e, mentre pranzano, mette a tavola il vaso con la pietra nascosta. Il tempo passa ed i nipotini di Paper-Ingenuos gli fanno notare che il faro non è stato ancora acceso. Temendo l'ira dello zio, corre così a casa di Brig-ittas il cui piano sta funzionando. Paper-Ingenuos scopre dove è nascosta la pietra e, nella colluttazione con la papera, Paper-Oneros si risveglia dall'incantesimo d'amore venendo a sapere della pietra. Finge così di essere ancora innamorata di lei per sottargliela e correre al faro col nipote per inserirla sulla sommità. Il faro viene finalmente acceso ed arriva una barchetta coi nipotini di Paper-Ingenuos che hanno scoperto sul loro "manuale" diverse cose sulla pietra. Normalmente l'effetto dura 77.777 anni, ma solo se conservata sotto sale. L'effetto viene ridotto a 7.777 anni, ma c'è un secondo caso in cui se qualcuno riceve la pietra in mezzo alle rose per farla innmoarare e la persona si finge poi innmoarata per un secondo fine la durata si riduce a soli 7 minuti. Paper-Oneros sa cosa sta per accadere; infatti la pietra esplode e l'intera torre crolla. Le navi che stavano arrivando finiscono sugli scogli e così Paper-Oneros costringe il nipote ed i vari capitani ad immergersi per recuperare il carico (pensando anche a come farsi perdonare da Brig-ittas).

Le storie sono finite, ma Paperone aggiunge che in realtà esiste un ottava meraviglia che è ancora in piedi e porta i nipoti a vederla. Si tratta del suo Deposito che per fortuna è ancora intatto....finchè Paperino non attiva accidentalmente il sistema di auto-distruzione. E così, con lo zio infuriato che vuole che il nipote ricostruisca tutto, Qui, Quo e Qua concludono che le abitudini di certi paperi non cambieranno mai, qualsiasi tempo e luogo.

Tratti storici Modifica

La settima meraviglia del mondo è il Faro di Alessandria. Fu costruito sull'isola di Pharos, di fronte al porto di Alessandria d'Egitto, negli anni tra il 300 e il 280 a.C. e rimase funzionante fino al XIV secolo, quando venne distrutto da due terremoti. La storia disneyana, utilizzando la stessa isola, descrive la storia di una sua versione paperesca.

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Il colosso di Paperodi

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8 luglio 1990 -
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