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Giuseppe Perego
Perego
Informazioni generali
Nazionalità:Italiana
Codice Inducks:GPe
Data di nascita:1 giugno 1915, Arcore
Data di morte:7 dicembre 1996, Arcore
Campi:Disegnatore
Prima storia:Topolino e il satellite artificiale

Topolino 41 (25 aprile 1952)

Lavori
Lavori extra-Disney:


  • "Corriere dei Piccoli"
  • "Il Monello"
  • "Il Vittorioso",...

Vita privata


"Artista dalla pazienza infinita e dalla gentilezza innocente, era forse il più imitato dai ragazzi che mandavano i disegni. Forse perché erano semplici ma ricchi di movimento"
Elisa Penna su Giuseppe Perego[1]

Giuseppe Perego (Arcore, Milano, 1 giugno 1915 - 6 dicembre 1996[2]) è stato un disegnatore italiano di fumetti Disney.

Artista estremamente prolifico, è anche ricordato per la produzione di numerose copertine e delle tavole di raccordo tra una storia e l'altra nelle ripubblicazioni dei Classici di Walt Disney.

BiografiaModifica

Carriera extra DisneyModifica

Giuseppe Perego debuttò a 17 anni[3] come animatore agli studios d'animazione dei fratelli Cossio, la Million Film. Negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, e prima del suo debutto alla Disney, Perego disegnò storie a fumetti per diversi periodici dell'epoca, come il Corriere dei Piccoli. Per le edizioni Alpe disegnò le storie di Cucciolo e BeppeBirba e Spacca, Tiramolla e creò il personaggio Buffalo Brill; inoltre cooperò con Il Vittorioso ed Il Monello, dove sostituì Gino Gavioli nella realizzazione di Pico Panda e Paco Serse.

Per le edizioni Dardo l'artista creò il cane Boby e nel 1966 contribuì a disegnare le storie dei volpini tedeschi, creati da Rolf Kauka, Fix und Foxi per la rivista Tom und Biber. Inoltre collaborò al settimanale Giorno dei Ragazzi per i personaggi Poldo e Poldina ed a Settimana TV.[3]

Carriera alla DisneyModifica

Topolino892

Una delle più belle copertine di Perego, dedicata al capodanno 1973 (Topolino 892).

Perego entrò nella Disney nel 1951[3] e pubblicò un anno dopo la sua prima storia, Topolino e il satellite artificiale, su sceneggiatura di Guido Martina. Nello stesso anno uscì la sua prima storia coi paperi, ossia Paperino nel mare di Groenlandia. La sua prima copertina di Topolino è invece del 1954, per il numero 93.

Durante la sua carriera Giuseppe Perego disegnò 347 storie[4], collaborando principalmente con Gian Giacomo Dalmasso (94 storie), Guido Martina (60 storie) e i fratelli Abramo e Giampaolo Barosso (46 storie). Collaborò anche con l'artista statunitense Jerry Siegel, disegnando 20 storie.

Nel 1982 Perego realizzò la sua ultima storia, Zio Paperone e il piano strategico, su sceneggiatura di Guido Martina. In seguito il disegnatore si ritirò ad Arcore, suo paese natale, dove morì all'età di 81 anni.

OperaModifica

Le tavole di raccordoModifica

Giuseppe Perego è anche ricordato per la realizzazione delle tavole di raccordo tra una storia e l'altra sui Classici di Walt Disney. Ciò consentiva di collegare all'interno di una macro-ambientazione storie che non erano veramente legate tra loro, in modo da ottenere un'unica storia. Perego cominciò a disegnare queste particolari tavole con la terza uscita dei Classici, ossia Le Grandi Parodie di Walt Disney, del dicembre 1959. Il disegnatore di Arcore continuò a realizzare tali tavole fino a un anno prima del suo ritiro: le ultime sono apparse in Topolino estate, del luglio 1982.

StileModifica

Paperinoperego

Uno dei tipici balzi dei personaggi di Perego.

Giuseppe Perego possedeva uno stile riconoscibilissimo, con tratti semplificati e piuttosto squadrati, talvolta criticato come inespressivo nell'esecuzione dei volti, ma apprezzato dai lettori più vecchi di Topolino[5].

Più illustratore che fumettista, volto più all'esecuzione di una prassi redazionale che alla creazione spontanea, Perego tendeva per lo più a raffigurare personaggi statici al centro di sfondi ricchi di dettagli. I suoi paperi non hanno una particolare espressività nei tratti facciali, limitandosi per lo più ad apparire "a becco chiuso" o "a becco aperto", e manifestano sia l'ira che la gioia spiccando sproporzionati balzi che sollevano dal suolo una nuvoletta di polvere. Non a caso, più che le storie - fra l'altro generalmente poco ristampate e pochissimo note all'estero - sono proprio le copertine che si tendono a considerare le migliori produzioni della sua opera.

Se negli anni Cinquanta il suo tratto è più ispirato allo stile di Al Taliaferro[6], esso cambia radicalmente negli anni sessanta[7], per poi subire un'altra evoluzione alla fine della sua carriera[8].

NoteModifica

  1. [1] Elisa Penna - Papersera.net
  2. [2] Biografia Giuseppe Perego - INDUCKS.org
  3. 3,0 3,1 3,2 [3] Biografia di Giuseppe Perego- Lambiek.net
  4. [4] Statistiche Giuseppe Perego - INDUCKS.org
  5. [5] Giuseppe Perego - Papersera.net
  6. [6] Vedi Paperino e le uova di struzzo, 1953
  7. [7] Vedi Zio Paperone e il deposito subacqueo, 1962
  8. [8] Vedi La grande prova di Paperinik, 1981
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