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Eta Beta e il tesoro di Mook
Tesoro di mook
Informazioni generali
Nome originale:The Moook Treasure
Codice Inducks:YM 121
Sceneggiatura:Bill Walsh
Disegni:Floyd Gottfredson
Prima uscita:30 gennaio - 8 luglio 1950
Prima uscita italiana:Novembre 1950,

Topolino 21

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:138
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Walt Disney Company



Eta Beta e il tesoro di Mook (The Mook Treasure), tradotta a volte anche come Topolino e il tesoro di Mook, è una storia scritta da Bill Walsh e disegnata da Floyd Gottfredson, pubblicata per la prima volta in 138 strisce sui quotidiani statunitensi, tra il 30 gennaio e il 18 luglio 1950. La storia è la dodicesima del ciclo di Eta Beta, e l'ultima in cui Gottfredson utilizza Eta Beta come coprotagonista a fianco di Topolino.

TramaModifica

Walsh e Gottfredson protrassero questa avventura per ben 138 strisce, dal 30 gennaio al 18 luglio 1950. A causa di tale lunghezza, la storia può essere divisa in due parti principali.

Viaggio per l'EuropaModifica

Topolino ed Eta Beta si recano a un negozio di antiquariato dove acquistano un libro di storie per bambini da regalare a Tip. Tornati a casa trovano all'interno del volume, la mappa per il leggendario tesoro di Mook. Eta Beta vorrebbe distruggere il foglio e dimenticare tutto l'accaduto, mentre Topolino si è già proiettato con l'immaginazione nell'avventura e non vede l'ora di partire. A causa della diversa opinione, tra i due scoppia un furioso litigio e l'uomo del futuro abbandona l'amico.
Topolino non si lascia scoraggiare e parte subito per l'Irlanda, dove secondo la mappa trovata nel libro, è nascosto il secondo indizio per raggiungere il tesoro. Dopo un lungo viaggio in aeroplano, Topolino giunge infine a Dublino dove ad accoglierlo trova proprio Eta Beta, che non aveva avuto il coraggio di abbandonare per davvero il suo migliore amico. I due dopo vane e infruttuose ricerche tra le rovine dei castelli locali, trovano infine il secondo indizio inciso nella Pietra di Blarney[1], importante attrattiva turistica irlandese.

Seguendo il secondo messaggio giungono a Londra, dove incontrano Pietro Gambadilegno, anche lui alla ricerca del favoloso tesoro. Questa volta l'indizio riescono a trovarlo al Museo delle Cere di Madame Tussauds[2]. Esso li invita a recarsi in tutta fretta a Parigi.
Nella capitale francese, Topolino inizia a sospettare che Pietro ne sappia molto più di loro sull'argomento, perciò tentano di pedinarlo per scoprire il prossimo messaggio. Così i due topolinesi giungono a un teatro degli orrori, posto all'ombra della Torre Eiffel. All'interno dell'edificio viene loro consegnato un simpatico souvenir: un cammello di pezza che, se strizzato, emette in maniera forte e chiara il verso: "MOOK!".

Topolino ed Eta Beta si recano nella città dove vengono prodotti quei cammelli: Il Cairo. I due amici cercano informazioni sul marchio che è impresso sul cammello pupazzo e scoprono che l'originale è inciso all'ingresso della maledetta Tomba di EG. Dopo aver assoldato un cammelliere ventriloquo, giungono all'antico monumento egizio e grazie all'aiuto di un simpatico spettro, trovano l'ennesimo indizio, che li esorta a proseguire la caccia a Istambul.

Oltre la cortina di ferroModifica

A Istambul i due amici vengono rapiti da tale Cirilla, capo della polizia segreta e donna più temuta d'Europa, che li costringe a seguirli a Mosca, dove il vice-capo dello spionaggio sovietico desidera ardentemente conoscerli. Egli è nientemeno che Pietro Gambadilegno, sempre più desideroso di mettere le mani sul tesoro.
Gambadilegno è riuscito a trovare l'ultimo indizio, ma non riesce a decifrarlo; poi, per una fortunata casualità, mentre si trova a pranzo con Topolino ed Eta Beta, il foglio scivola nel piatto della minestra, e quelle che prima erano scritte incomprensibili si trasformano in un messaggio chiaro e semplice. Il foglio indica la direzione che bisogna seguire per raggiungere il tesoro: 112° gradi sud sud-est.
Senza perdere tempo i tre compagni si imbarcano a bordo di un aeroplano, ma sono costretti a un atterraggio di fortuna sugli altopiani del Tibet, ma anche questa volta la fortuna li assiste e giungono proprio nei pressi del tesoro.

I tre dopo alcune ricerche trovano infine una lampada. Con scetticismo Topolino prova a sfregarla e da essa appare un genio dei desideri. Egli è Mook, l'antico genio di Aladino. Dopo aver compreso tutte le potenzialità di una tale creatura, tra i tre personaggi scoppia subito una lite per diventare il padrone del genio. Ad avere la meglio sono Topolino ed Eta Beta che, grazie all'aiuto di Mook, riescono a tornare a Topolinia, dove affidano il genio nelle mani dell'esercito affinché lo impieghino come arma segreta.

AnalisiModifica

Eta3

Topolino ed Eta Beta entrano nel negozio di antiquariato.

La storia venne scritta nel 1950, in piena Guerra Fredda, quando la tensione politica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, aveva raggiunto il clima di massima tensione. In quell'anno scoppiò la Guerra in Corea, che fu il primo confronto bellico tra le due superpotenze mondiali. In quegli anni inoltre la censura e il controllo sociale adottato negli Stati Uniti aveva raggiunto le proporzioni di una vera e propria oppressione. L'anno successivo infatti il senatore Joseph McCarthy, diede inizio a quel movimento noto con l'eponimo di maccartismo, che esacerbò i controlli e le punizioni nei confronti di tutti quei cittadini americani che erano sospettati di essere simpatizzanti sovietici. Furono numerosi i funzionari governativi che, anche in assenza di prove, dovettero rinunciare al proprio incarico perché accusati di essere comunisti.[3][4]

La storia di Walsh e Gottfredson è figlia del suo tempo, del clima di tensione e sospetto che vigeva negli U.S.A degli anni '50 e rappresenta una delle più esplicite satire politiche che sono mai state lanciate attraverso le pagine di un fumetto Disney.[5] Infatti, se la prima parte della storia costituisce una normale avventura in giro per il mondo, come se ne possono trovare molte all'interno del fumetto Disney, la seconda è una vera e propria satira contro il regime sovietico. Walsh e Gottfredson ridicolizzano l'intero apparato politico e militare dell'URSS, che cerca di apparire una superpotenza militare dove vige la più assoluta libertà, ma che in realtà è uno stato gerarchico e oppressivo, che tenta di competere in campo bellico con gli Stati Uniti, senza tuttavia riuscirci. Nella terra dei soviet ciò che conta è l'apparenza. Il popolo deve apparire felice e per questo, viene aiutato con degli speciali aiuto-sorriso che tutti devono obbligatoriamente indossare prima di uscire di casa. La contestazione politica viene minimizzata e, nonostante il clima di oppressione, si tratteggia il paese come animato da un forte spirito di fratellanza e solidarietà.

L'immenso e temuto apparato bellico sovietico non è immune dalla feroce satira che gli autori Disney mossero contro l'URSS. I carri armati sono semplici sagome di cartone, i tanto celebrati aeroplani di ultima generazione si sfaldano come neve al sole e i vertici militari sono un manipolo di arrivisti, interessati solo alla carriera personale, che senza alcuna esitazione imprigionano nei gulag siberiani i propri colleghi.

In Italia - paese in cui, all'epoca, il partito comunista di dichiarata ispirazione sovietica raccoglieva i consensi di una significativa parte dell'elettorato - una presa di posizione così netta non passò inosservata ai traduttori del tempo, che tolsero dal testo la parola compagno e cancellarono da tutte le divise e medaglie la stella rossa della repubblica socialista sovietica[6].

CuriositàModifica

  • In questa storia Eta Beta non usa nessuno dei suoi favolosi poteri che invece aveva sempre impiegato in tutte le altre avventure firmate Walsh e Gottfredson.
  • Nella traduzione italiana, il pupazzo su cui è impresso il marchio del tesoro di Mook, viene continuamente chiamato cammello, nonostante sia a tutti gli effetti un dromedario.

NoteModifica

  1. [1] Pietra di Blarney
  2. [2] Madame Tussauds
  3. [3] Joseph McCarthy
  4. [4] Movimento maccartista
  5. La pesante impostazione nazionalistica di Walsh peraltro non è un caso isolato: si va dalla ridicolizzazione della Germania nazista in Topolino nella II Guerra Mondiale (1943), a quella dell'impero romano in Topolino e la macchina Toc Toc (1951). In tutti questi casi la potenza straniera si caratterizza per un potere assoluto gestito in maniera crudele, illogica e ottusa, in contrapposizione alla rassicurante "normalità" implicitamente rappresentata dalla politica e dallo stile di vita degli Stati Uniti.
  6. [5] Topic su Papersera.net dedicato alla storia
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