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Duckmall (albo)
Pk 2 special
Copertina
Informazioni generali storia lunga
Codice Inducks:I SUD 21
Sceneggiatura:PK Team
Disegni:Pk Team
Prima uscita:1 agosto 2001
Casa editrice:Walt Disney Italia
Lingua:Italiano
Pagine:84
Personaggi storia lunga
Personaggi principali:
Nuovi personaggi introdotti:


"Mi sono sempre chiesto una cosa. Che cosa fanno gli eroi, quando la storia finisce? Non l’ho mai capito. Del resto, sono sempre rimasto qu, ad aspettare altri eroi ed altre storie da raccontare."
Waldo (didascalia finale)

Duckmall  è l’unico speciale della serie PK2, scritto e disegnato da vari autori  e pubblicato per la prima volta nell’agosto 2001 sulla rivista Superdisney. È costituito da una serie di brevi storie, a carattere prevalentemente umoristico, ambientate al Duckmall Center e raccontate da Waldo, il gigantesco pulcino simbolo del centro commerciale.

Trama

Io, Robyonte

(Scritto da Augusto Macchetto, disegnato da Alessandro Pastrovicchio)

Irritato dalle continue sieste di Paperino nel suo orario di lavoro come guardiano della Starcorp,  il capo del reparto per l’infanzia lo vende al figlio del miliardario Ubergrossmayer, spacciandolo per un “robot giocattolo thailandese”. Dapprima offeso per il brutto scherzo, presto Paperino trova modo di godersi le comodità di casa Ubergrossmayer, finché il miliardario, esasperato, non lo riporta al Duckmall.

Nei panni sbagliati

(Scritto da Davide Catenacci e Stefano Petruccelli, disegnato da Marco Gervasio.)

A causa dei ritardi nella consegna delle divise nuove per la Starcorp, Mortimer Bloom, Fitzroy e Tempest Gale devono operare in borghese, col risultato di essere scambiati per teppisti e bloccati dalla folla ogni volta che tentano l’arresto di un ladruncolo. Poiché le divise continuano a non arrivare, sono costretti a usare sul lavoro dei costumi da animali.

Il piatto del giorno

(Scritto da Francesco Artibani, disegnato da Lorenzo Pastrovicchio.)

Angus Fangus e Mike Morrighan si sfidano a chi porterà la notizia più interessante al telegiornale della sera. Vincerà Angus con un pezzo sui disservizi al fast food Van Burger del Duckmall Center e sullo scontento dei clienti. Per ironia della sorte, è stato proprio il suo rivale Morrighan a causare i disservizi, parcheggiando la propria macchina nello spazio riservato ai fornitori.

Qualcosa che manca

(Scritto da Bruno Enna, disegnato da Claudio Sciarrone)

È l’episodio dai toni più seri. Oppressa da un senso di vuoto e di noia, Lyla cerca di distrarsi andando a fare spese al Duckmall, ma è nauseata dalla falsa cortesia dei commessi e dalle bugie della pubblicità. Riempirà il vuoto dentro di lei, prima insegnando a un bambino capriccioso, Ronald, il rispetto per il prossimo, poi stringendo amicizia con una vicina di casa e la sua famiglia.

Circuito… chiuso

(Scritto da Gaja Arrighini e disegnato da Silvia Ziche.)

Parodia dei reality show televisivi, fenomeno nel 2001 ancora agli inizi ma i cui lati deteriori erano già evidenti. Rupert Potomac tenta di corteggiare Stella Nice, con la sua consueta goffaggine (fra l’altro, prima si lascia sfuggire un ladro e poi fa una scenata di gelosia al signor Barney, il proprietario del negozio). Il poveretto ignora che, attraverso le telecamere a circuito chiuso, le sue vicende sono seguite e commentate, momento per momento, da due colleghe della Starcorp.[1]

Un gioco da ragazzi

(Scritto da Stefano Ambrosio, scritto da Roberta Migheli)

Everett Ducklair, accompagnato da Anymore Boring ,si trova al Duckmall, per comprare un pupazzo di Waldo da regalare al figlio di uno sceicco. Rischia, però, di trovare l’oggetto già esaurito, a causa di una nuova tecnica pubblicitaria, inventata da lui stesso, che incoraggia, attraverso messaggi subliminali, i clienti a comprare gadget di Waldo.

Kid’s corner

(Scritto da Gianfranco Cordara, disegnato da Corrado Mastrantuono.)

Una supercriminale, col potere di comandare alle fiamme, dà l’assalto al Duckmall Center. Anche Pikappa si trova in difficoltà di fronte a lei, ma viene salvato dall’intervento di Henry, un suo piccolo ammiratore, mascherato come lui e armato di pistola ad acqua, che poco prima, nei panni di Paperino, aveva difeso da un bulletto.

Note

  1. A un certo punto, una delle due guardiane dice: “Mi sa che sua madre non è neanche arrivata al capitolo Api e fiori”, violando così, anche se in modo molto discreto, il canone disneyano che proibisce qualsiasi allusione al sesso.



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